Il Superuovo

Ferzan Özpetek e la sua “Dea Fortuna” si oppongono al conservatorismo sociale

Ferzan Özpetek e la sua “Dea Fortuna” si oppongono al conservatorismo sociale

La Chiesa: simbolo di moderatismo e oppressione nel passato.

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Conservare un modello che per tanti anni è andato bene è ciò che ci permette di progredire verso un’evoluzione futura. Ma è giusto mantenere sempre lo stesso stampo? Oppure dovremmo aprire le nostri menti senza aver paura del cambiamento?

L’ITALIA È UN PAESE CONSERVATORE E POPULISTA

Dando uno sguardo al nostro Paese si potrebbe dire che l’Italia non rappresenta perfettamente l’idea di socialismo e progressismo. Questo perchè non ha mai veramente voluto cambiare le cose; certo dopo le due Guerre Mondiali alcuni aspetti sono cambiati: i dati demografici sono saliti, la monarchia è sparita, nuove scoperte tecnologiche in ambito medico e tecnologico sono arrivate.., ma, per quanto riguarda l’ambito sociale, da quando la penisola si è unita proclamandosi Regno d’Italia non ha mai visto al proprio interno movimenti di massa, rivolte, rivoluzioni o moti popolari significativi. Questo perchè, come detto in precedenza, l’Italia ha sempre tentennato nel “andare oltre confine”. Si deve sottolineare che a frenare l’ira dei manifestanti sono state anche le numerose leggi e, soprattutto, l’influenza della Chiesa, che in Italia trova grande approvazione. Gli eventi più clamorosi in passato, infatti, sono stati pochi: il diritto di voto esteso alle donne dell’anno 1946, la legge sul divorzio, introdotta legalmente il primo Dicembre 1970,.. Solo recentemente sono state introdotte nuove riforme sulla questione aborto. Oggi è consentito a una donna richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza per motivi di salute, economici, sociali o familiari. È da ricordare, però, che fino al 1978 tale azione era considerata reato. Non mancano tuttavia e, anzi, vanno aumentando di anno in anno, gli obiettori e le proteste, specialmente da parte dei religiosi, poiché nell’interrompere una gravidanza rientrano convinzioni etiche, orientamenti religiosi, e il concetto di vita e anima. Altri fatti che in Italia hanno avuto modo di essere oggetto di discussione sono stati i matrimoni tra persone dello stesso sesso che, fino a poco tempo fa, erano proibiti ma che adesso, grazie all’istituto delle unioni civili, sono permessi a tutti gli effetti. L’istituto è stato introdotto nel 2016 con la Legge Cirinnà, dopo che l’Italia è stata più volte sanzionata da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Negli ultimi mesi si è sentito parlare del disegno di legge Zan, che è stato protagonista di diverse discussioni e proteste. Aldilà del dibattito pubblico, questa legge è stata proposta con l’obiettivo di rimuovere discriminazioni sul sesso, sull’orientamento sessuale e sul genere, prevedendo delle specifiche aggravanti. I partiti di destra non si sono fatti attendere, e attualmente la proposta è in fase di discussione. Ad alimentare il disagio nei confronti dei diretti interessati è stato ciò ha detto il Vaticano a proposito di una modifica all’interno della proposta di legge.

Quindi si, l’Italia è stata un Paese conservatore che ultimamente è diventato populista. Secondo Marco Tarchi la definizione corretta di “populismo” , che potremmo associare al nostro Paese, è:

la mentalità che individua il popolo come una totalità organica artificiosamente divisa da forze ostili, gli attribuisce naturali qualità etiche, ne contrappone il realismo, la laboriosità e l’integrità all’ipocrisia, all’inefficienza e alla corruzione delle oligarchie politiche, economiche, sociali e culturali e ne rivendica il primato come fonte di legittimazione del potere, al di sopra di ogni forma di rappresentanza e di mediazione”. A distanza di quasi tre anni, la trovo più che mai appropriata.

Ci sono alcuni Stati che ancora oggi si ostinano a non voler discutere di determinati cambiamenti, posti in cui è profondamente proibito enunciare il dinamismo, paesi che vivono nel bigottismo e nel pregresso.

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LA STRUTTURA FAMILIARE IN ITALIA E ALL’ESTERO

Papa Francesco, come il Vaticano stesso, ha ribadito più volte che la famiglia vera è quella a immagine di Dio, quindi formata da uomo e donna. Ma ha anche detto che se le persone si amano e si uniscono in matrimonio possono creare anch’esse una famiglia, essendo anche loro a immagine e somiglianza di Dio. Notiamo come l’istituzione della Chiesa abbia fatto passi avanti, o che comunque ci stia provando. Il legame si definisce omogenitorialità, ed è uno stile di vita regolamentato in molti paesi, ma irragionevole e addirittura proibito in altri. Il fatto è che siamo nati con la visione che il nucleo familiari debba essere composto da due energie contrapposte che vanno a completarsi, come l’uomo e la donna, come lo Yin e lo Yang. Anche se oggi si parla di diversi tipi di famiglie, è ancora ponderoso accettare che il mito del modello base sia stato sfatato da altri stili di vita.

Si studia da anni che la configurazione familiare non ha alcuna influenza, negativa o positiva che sia, sulla qualità di vita dei bambini. I processi evolutivi dei figli sui quali vengono esercitate le funzioni genitoriali non cambiano a seconda della composizione familiare. Il processo educativo rimane tale. Il motivo per cui ancora oggi sia disagevole accettare tutto ciò lo si può spiegare osservando la società, capendo che, alla base di tutto ciò, c’è la negazione verso una struttura familiare atipica. Nelle gli ultimi anni le nuove generazioni, in Italia, hanno mostrato un significativo incremento del numero di omogenitorialità. Non mancano tuttavia e, anzi, vanno aumentando di anno in anno le associazioni sul territorio nazionale, quali “Famiglie Arcobaleno-Associazione Genitori Omosessuali” e “Associazioni LGBT”. Nonostante ciò, ad oggi molte coppie omosessuali vivono “clandestinamente” le proprie relazioni.

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IL CINEMA DI ÖZPETEK PORTA IN SCENA I CONFINI DELL’AMORE

Ferzan Özpetek, di origine turca, è uno dei registi più acclamati dalla critica sulla scena del cinema. Non solo è uno dei pochi che riesce a gestire cast stellari, ma è anche un uomo che riesce a portare sul grande schermo tematiche di grande spessore. Ci ha fatto sognare e innamorare, partendo da film come “Le fati ignoranti” fino ad arrivare alla superstizione e al mistero di “Napoli velata”. Nel cinema di Özpetek ci sono determinati elementi e simbologie che appaiono frequentemente, elementi che nascono direttamente dalla vita privata e dall’infanzia del regista turco.  L’impasto perfetto è l’amore e il dramma: in ogni suo film sono ricorrenti le scene di amori impossibili, difficili, e dolorosi. Non è un caso se nelle sue pellicole è sempre inscenata la morte di un personaggio; si celano tanti significati dietro alle scene che il regista stesso mette in atto.

Parlando più propriamente del film “la Dea fortuna”, si può dire che esprime al meglio il concetto di trovare la forza nelle situazioni più difficili rimanendo insieme fino alla fine. Non parla solo della crisi di una relazione omosessuale, ma introduce il tema della famiglia, rappresentato dall’arrivo inatteso di due ragazzini. Il cambiamento che li stravolgerà, sarà la chiave che gli permetterà di trovare un nuovo equilibrio in una relazione abituale e non più affiatata come una volta. Cosa conta davvero quando si ama? Che cosa si è disposti a mettere in gioco in nome dell’amore? Fino a dove si è capaci di rischiare? La scelta non casuale del titolo va interpretata come una casualità, nel senso del destino che apre tante strade possibili senza indicarne davvero una. Non è da dimenticare la tematica omogenitorialità, che forse viene un pò sottovalutata nella produzione; lo scopo della pellicola è inscenare l’importanza dell’amore e ribadire che il bene va oltre le distinzioni e le difficoltà.

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