Il Superuovo

Everglow dei Coldplay ci parla di amore platonico: scopriamo la metafisica dell’eros

Everglow dei Coldplay ci parla di amore platonico: scopriamo la metafisica dell’eros

Il celebre brano del 2015 sembra seguire la scia delle idee sull’amore del filosofo ateniese che visse tra V e IV secolo a.C.

Platone/istitutomounier.it

Facile parlare di amore platonico. Chi abbia confidenza con le opere di Platone, come i dialoghi Simposio e Fedro, sa che le definizioni di eros sono molteplici. Eppure si arriva ad una definitiva teorizzazione. A cui Everglow è decisamente affine.

BAGLIORE ETERNO

L’ascoltatore che apprezzi il brano contenuto nell’album A head full of dreams (2015),  potrebbe già accontentarsi di un titolo come Everglow per capire di trovarsi di fronte ad un capolavoro. Già, perché in questo caso i Coldplay  hanno colto nel segno, utilizzando quasi un neologismo per descrivere un sentimento. Come un ‘diamante particolare davvero speciale’, ciò che con estrema difficoltà può essere tradotto con bagliore eterno, è quella luce che la persona amata ci offre nei momenti di buio. L’amore è inteso qui nel suo senso più ampio. Si parla di una persona che se n’è andata, e l’amante accoglie da lei una luce che rischiara e guida, destinata ad essere conservata eternamente. Si capisce subito che la natura di questa luce è metafisica, potentissima. E capace di portare in alto chi la possiede. Facciamoci aiutare da Platone per capire cosa c’entri la metafisica con l’amore.

Grafica di “A head full of dreams”, album di Everglow/thebanner.org

L’EROS PLATONICO

Tra tutti i personaggi che intervengono a definire l’amore nei dialoghi di Platone, quello che segna un punto è decisamente il maestro Socrate. La teorizzazione è complessa, perciò toccheremo solo alcuni punti. L’insegnamento che la sacerdotessa Diotima di Mantinea impartisce al filosofo si basa su un mito e su alcuni concetti. Eros, concepito in occasione della nascita di Afrodite, sarebbe il figlio di Penìa (mancanza) e Pòros (ingegno). Per questo, l’amore scatta quando si avverte il desiderio di qualcosa di cui si è privi, e ci si ingegna per raggiungerla. L’amante è proiettato in un percorso trascendentale che ha come fine l’eudaimonia, la felicità. Questo stato permette di contemplare l’Amore e il Bello in sé, e ci rende immortali. Grazie alla persona amata, l’anima è tesa verso l’alto: un bagliore eterno la richiama al mondo delle idee da dove proviene, l’iperuranio. Cosa dovrebbe fare dunque chi ama?

LE ALI DEL DAIMON

L’amore, si sa, ha sempre impressionato l’essere umano. E da che esistono le arti, la sua espressione multiforme ne è sempre stata oggetto. La sua natura è misteriosa. Ci affascina perché ci sfugge. Non appartiene né al mondo degli uomini né a quello degli dei. È piuttosto un daimon, per dirla ancora con Platone: un essere che si colloca a metà tra la saggezza e l’ignoranza, tra il desiderio e l’appagamento, tra la ricchezza e la povertà. Tra la vita e la morte.  E quando un essere umano ama, ha la sensazione di connettersi con l’universo e con il senso misterioso delle cose. Gli amanti si donano a vicenda le ali per compiere questo viaggio verso qualcosa di infinitamente superiore. Le tappe di questo percorso sono complesse, ma ci dovrà pur essere un punto di partenza. Perciò il semplice consiglio finale di Everglow è: “Se ami qualcuno, dovresti farglielo sapere”.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: