Esiste un antidoto contro le “fake news”? Vediamo qual è con i fact-checker

“L’espressione “fake news” nasce negli USA e si riferisce alle false notizie trasmesso tramite ma media e social network . E se si caratterizzano per il potere che hanno perché sono capaci di toccare le moti vita dell’attore cambiando la sua prospettiva riguardo certi argomenti.”

Fonte: Centro Studi Livatino

Nonostante tali notizie false vengano diffuse in tempo reale e colpiscano molti bersagli, rimangono comunque informazioni non vere . A tal proposito sono stati ideati i fact-checker, ovvero dispositivi che verificano la credibilità di una notizia e di conseguenza ne constatano la loro approvazione.

I social network partoriscono le “fake news”?

Da un punto di vista etimologico l’espressione social network indica un servizio internet che consente ai suoi utenti di realizzare e condividere immagini video audio ed interagire tra di loro. La loro nascita risale all’incirca ai primi anni del 2000 ma la loro diffusione esponenziale avvenne pochi anni dopo, grazie alla nascita di piattaforme quali Facebook, YouTube fino a quelle più recenti ed utilizzate come Instagram e Tik Tok.

La presenza insistente e giornaliera dei social network è un tratto caratteristico della cosiddetta “Generation Z” ovvero la generazione dei nati a cavallo del nuovo secolo e si distinguono per il fatto di essere nati nel periodo della nuova tecnologia.

I social hanno permesso l’abbattimento di quelle barriere presenti prima della loro diffusione ma, nonostante ciò, anch’essi celano delle contraddizioni tra cui il loro potere manipolatorio. Essi sono in grado di cambiare la percezione delle cose , influenzando e spingendo i loro utenti a condividere notizie non vere in tempo reale. Ciò che contraddistingue le fake news infatti è la velocità della loro diffusione, garantita dai social network che ne visibilità e costante crescita.

Fonte: Infocube

La soluzione alle fake news: i fact-checker

I fact-checker, oltre ad essere di dispositivi, rappresentano anche l’insieme delle pratiche condotte da giornalisti professionisti, volte a verificare la credibilità delle fonti e quindi anche la veridicità delle notizie. Il loro obiettivo è di evitare la diffusione di informazioni imprecise che possano in qualche modo influenzare l’opinione pubblica.

Essi si applicano soprattutto in ambito politico su dichiarazioni di personaggi pubblici al fine di assicurare:

-trasparenza delle informazioni

-imparzialità

-disponibilità dell’autocritica

Essi rappresentano un vero e proprio “nemico” per le fake news in quanto effettuano una vera e propria scrematura delle notizie circolanti in rete ed inoltre, scaturiscono nell’individuo quello spirito critico che lo porta a distinguere cosa è davvero reale e cosa non lo è.

Fonte: Misinformation Review

Tik Tok, Instagram e YouTube ci manipolano davvero?

Ad oggi, milioni e milioni di persone fanno uso giornaliero dei social, da chi spende un’ora per svago a chi ne fa un uso eccessivo, diventandone dipendente a tutti gli effetti. Sotto alcuni aspetti si può affermare che tali piattaforme hanno il controllo su di noi: sanno cosa ci piace e di conseguenza fanno apparire immagini e video che più si avvicinano alle nostre preferenze.

Un altro esempio lampante sono le storie che pubblichiamo su Instagram e Facebook riguardo ciò che facciamo e il luogo in cui ci troviamo. Tale comportamento è finalizzato a mostrare la nostra immagine a più utenti possibili, perciò così facendo affidiamo tutto nelle mani di un social che si occuperà di mostrare il tutto ad altri utenti.

Talvolta però, si tende a perdere il focus tra mondo virtuale e mondo reale. Il numero di like, le immagini, le notizie con cui ogni giorno veniamo a conoscenza con i social, ci influenzano e modificano il nostro modo di fare.

Sui social network c’è tanta disinformazione, fomentata dalle fake news che però può essere combattuta tramite l’osservazione attenta dell’utente perché, essendo le fake news notizie prive di alcun fondamento, sono facilmente smascherabili. Ciò porterebbe l’individuo a pensare con la propria testa e a non farsi trascinare dall’onda dei social.

 

 

 

 

 

 

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