Negli ultimi anni sempre più docenti di scuola hanno spinto le strutture di riferimento a farli partire per un’esperienza di formazione all’estero. La volontà è quella di sperimentare nuovi metodi didattici, crescere professionalmente e sviluppare nuove competenze. Tra le tante mete scelte compaiono per lo più i paesi europei, come Regno Unito, Francia, Spagna e Finlandia.

I numeri

Da qualche anno l’Erasmus è un progetto che coinvolge non solo gli studenti, bensì anche i professori, e dai numeri sembra che esso stia riscuotendo un discreto successo. Solo nel 2018 Il numero dei docenti impegnati in una qualsiasi esperienza di formazione fuori dal proprio paese è cresciuto del 23,4%. Tale esperienza per la maggior parte dei casi dura dalle due settimane ai due mesi e dà la possibilità ai professori di apprendere sul campo nuovi metodi di insegnamento oltre che conoscere nuove realtà scolastiche.

L’agenzia nazionale Erasmus+, con la chiusura delle valutazioni dei progetti, conferma che le persone coinvolte sono oltre 3.300, il doppio rispetto al 2015. In particolare, ogni progetto vedrà ventitré persone partire per una spesa totale di oltre 7 milioni di euro. Le regioni che hanno deciso di mandare più professori sono, in ordine, Emilia Romagna, Sicilia e Puglia.

 

Alcuino di York e la rinascita carolingia

Uno dei più importanti docenti e didatti della storia occidentale fu sicuramente Alcuino di York. Ordinato diacono da Aelberto, ben presto maturò la vocazione in ambito pedagogico, tanto da succedergli alla guida della scuola di York, fino al 781, quando venne chiamato da Carlo Magno a dirigere la schola palatina.

Egli, così, non solo divenne intellettuale illuminato, fautore della rinascita culturale dell’impero carolingio, ma uno dei più importanti esecutori del progetto politico di Carlo Magno.

Alla base del suo metodo di insegnamento vi erano le cosiddette arti liberali, formate dal trivium (grammatica, retorica e dialettica) e dal quadrivium (aritmetica, geometria, musica ed astronomia). Insieme a queste, l’obiettivo del gruppo di intellettuali riuniti ad Acquisgrana non era solo quello di consolidare il sapere ricevuto in eredità dalla cultura classica, ma anche di discutere criticamente e di formare menti. Per questo motivo grande importanza fu data alla dialettica.

In generale, il filo rosso della pedagogia alcuiniana era lo sviluppo di un percorso didattico che fosse per lo più volto a migliorare l’apertura mentale, partendo da una radicata conoscenza. E in questo si fece egli stesso esempio per gli altri. Girò, infatti, per numerose realtà, scrisse opere dedicate all’insegnamento di molte materie, promosse un uso più corretto del latino e codificò la minuscola carolina, stile di scrittura utilizzato in tutto l’impero.