Il Superuovo

Elogiamo Voltaire, il Padre dell’Illuminismo, in occasione della ricorrenza della sua morte

Elogiamo Voltaire, il Padre dell’Illuminismo, in occasione della ricorrenza della sua morte

Il 30 maggio del 1778 moriva a Parigi Voltaire il Padre dell’Illuminismo.

Quasi 250 anni fa moriva Voltaire, il Padre dell’Illuminismo. Letterato di spicco e di nascita ricco borghese, è stato uno dei maggiori filosofi, politici e sociologi del XVIII secolo. Viene ricordato per le sue opere principali e per il suo pensiero illuminato. Nelle sue trattazioni ci lascia un eredità importantissima: ò’idea di Europa che è arrivata a noi.

La vita: gli esordi

François-Marie Arouet nasce nel febbraio del 1694 a Parigi in una famiglia appartenente alla ricca borghesia. Suo padre era François Arouet avvocato, era anche un ricco notaio, membro del consiglio privato, alto funzionario fiscale e giansenista; sua madre invece era Marie Marguerite d’Aumart che apparteneva ad una famiglia vicina alla nobiltà e ai suoi ambienti. Nell’ottobre 1704 entrò al rinomato collegio gesuita Louis-le-Grand e mostra attitudine per gli studi umanisti e nel collegio apprese: filosofia, retorica, latino, greco e anche le lingue moderne come l’inglese e il francese. Nonostante la volontà del padre di fargli seguire le sue orme e il suo costringerlo a studiare diritto, Voltaire lascia la scuola dopo solo 4 mesi rendendo tesi i rapporti con il padre. Nel 1713, mentre lavora presso un notaio per omaggiare il padre, inizia a scrivere brevi articoli e versi duri di critica contro il governo.

L’esilio, il ritorno a Parigi e il successo

I suoi scritti molto polemici trovarono immediato successo nei salotti nobiliari; nel 1716 fu esiliato a Tulle a causa di alcuni versi satirici del 1717 contro il reggente di Francia Filippo d’Orléans e sua figlia la Duchessa di Berry, gli causarono l’arresto e la reclusione alla Bastiglia, poi un altro periodo di confino a Chatenay. Nel 1723 pubblica Le Ligue scritto in prigionia ed ottenne anche l’assegnazione di una pensione di corte da parte del giovane re.  Ma dopo un litigio con l’aristocratico Guy-Auguste de Rohan-Chabot e il rifiuto del duello riparatore fu arrestato e dopo un breve periodo di esilio fuori Parigi va in Gran Bretagna dove Walpole, Swift, Pope e Berkeley, maturò idee illuministe contrarie all’assolutismo francese Dopo quasi tre anni di esilio, Voltaire tornò a Parigi e pubblicò le sue opinioni nei confronti del governo britannico, la letteratura e la religione in una raccolta di saggi, le Lettere filosofiche del 1734 e per le quali venne di nuovo condannato. Di nuovo è costretto a rifugiarsi fuori dalla patria e trova rifugio presso Federico II di Prussia dove raggiunse il suo punto di massima espressione aulica e venne riconosciuto come massimo esponente dell’illuminismo.

Il suo lascito e le sue opere

Voltaire sicuro è il massimo esponente dell’illuminismo alto francese, in perenne contrasto con il suo contemporaneo Rousseau, l’autore dell’ Emilio, conosciuto durante la stesura dell’Enciclopedia. Avevano idee troppo contrastanti per andare d’accordo sopratutto su Ginevra, la città natale di Rousseau. Tra le opere principali che ci ha lasciato possiamo ricordare: il Trattato sulla tolleranza 81763), il Dizionario filosofico (1764), ma soprattutto il suo punto aulico, quello di massima espressione dove ci lascia tutta la sua eredità il Candido in cui critica le idee di Leibniz e il suo ottimismo. Viene anche detto il padre dell’Europa per la sua visione europacentrica del mondo: individua quattro età felici in cui le arti sono state perfezionate e queste sono tutte in Europa. Queste quattro epoche sono quelle di unità culturale dove tutte le scienze e le arti sono tra loro connesse e sono la culla dell’idea moderna di unione tra stati. Quello che ancora noi cerchiamo di realizzare.

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