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Cos’è una organizzazione internazionale? Scopriamolo con la più camaleontica di tutte: la NATO

Cos’è una organizzazione internazionale? Scopriamolo con la più camaleontica di tutte: la NATO

La NATO si inserisce nel panorama delle organizzazioni internazionali come autorevole esempio di adattamento ai continui mutamenti del quadro geopolitico.

 

In virtù dell’art. 2 della Convenzione di Vienna, “l’espressione «Organizzazione internazionale» indica una organizzazione fra governi.” Delle circa 300 organizzazioni internazionali, la NATO si distingue per importanza e per capacità di adattamento. Vediamo che cos’è e come è cambiata.

 

Le organizzazioni internazionali

Fornire una definizione univoca e onnicomprensiva di “organizzazione internazionale” è un’impresa degna dei migliori manuali di diritto internazionale. In generale, le OI sono descritte come delle forme di cooperazione tra gli stati; cooperazione che tendenzialmente assume le seguenti forme: innanzitutto, gli stati possono collaborare mediante la stesura di uno Statuto o di una Carta; la seconda opzione prevede la stipulazione di un trattato; infine, vi è l’opzione degli accordi internazionali (es. trattato di estradizione). Il punto di frizione fra queste sta nello scopo del trattato in questione: qualora si prefigga la nascita di una forma di cooperazione permanente, questa è potenzialmente suscettibile di dar luogo ad una organizzazione internazionale. Ora, oltre al carattere permanente, due sono gli elementi necessari alla formazione di una OI: la firma e la ratifica di un trattato e la membership. In altre parole, molte organizzazioni internazionali vengono stabilite per mezzo di trattati e sono dunque regolate non già dal diritto domestico bensì da quello internazionale. Un altro tratto che identifica le OI è la presenza di almeno un organo che sia espressione di una capacità autonoma distinta da quella del singolo stato partecipante. A livello storico la diffusione delle organizzazioni internazionali si concentra nel periodo immediatamente al Secondo Conflitto Mondiale e più nello specifico a seguito dell’esperienza della Società delle Nazioni e dell’Organizzazione Internazionale del lavoro. Allo stato attuale, circa 300 sono le organizzazioni internazionali: di queste, la maggioranza ha carattere regionale o sub-regionale.

 

La NATO

La NATO, letteralmente North Atlantic Treaty Organization, è una organizzazione internazionale nata con lo scopo di promuovere i principi di difesa collettiva e di collaborazione militare tra i paesi membri e di assurgere a foro di dialogo politico nell’ambito delle crisi internazionali. Comparsa successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, il Trattato del Nord Atlantico viene firmato il 4 aprile 1949 a Washington, dando così luogo ad una alleanza militare che consta attualmente di 30 paesi membri dell’Europa e dell’America Settentrionale.  L’Italia è uno tra i dodici paesi fondatori assieme a Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Gran Bretagna e Stati Uniti. In tal senso,la NATO assurge a ponte tra i due continenti in materia di cooperazione politica e di sicurezza. Da qui la fama di perno della stabilità internazionale: di fatti, è attorno ad essa che si giocano i principali equilibri internazionali. Ecco perché le operazioni di gestione delle crisi e i partenariati internazionali sono cruciali nell’implementazione della sua funzione di promozione e di consolidamento della pace.

Quanto alla struttura dell’organizzazione internazionale, l’organo di vertice è il Consiglio Atlantico, le cui riunioni, presiedute dal Segreteria Generale, radunano i Rappresentanti Permanenti dei Paesi membri, i Ministri e i Capi di stato e di governo. Il Consiglio Atlantico è affiancato da un Comitato Militare, costituito dai Rappresentanti militari dei Paesi membri, ovvero dai loro Capi di Stato Maggiore della Difesa. Operativamente, la struttura di comando della NATO consta di due Comandi Strategici: l’Allied Command Operations e l’Allied Command Transformation. Recentemente, è stato aggiunto un Centro Operazioni per lo Spazio Cibernetico, un terzo Joint Force Command e un Joint Support and Enabling Command.

 

L’evoluzione della NATO

Tratto performante della NATO, nonché caratteristica che ne ha assicurato la sopravvivenza fino ad oggi, è la sua natura camaleontica. Uno dei meriti che occorre riconoscere all’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico è la sua capacità di reinventarsi di pari passo con i mutamenti della cartina geopolitica e l’emergere di nuove sfide globali. Come anticipato, la NATO nasce nel 1949: vale a dire, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale quando il quadro geopolitico internazionale si stava assestando attorno ad una bipartizione a blocchi: gli Stati Uniti da un lato e l’Unione Sovietica dall’altro. La denominazione dell’organizzazione richiama la collocazione geografica e politica dell’Alleanza nonché la sua funzione originaria: la cooperazione tra gli stati occidentali puntava a promuovere il principio di difesa collettiva contro l’imponente “minaccia” politico-militare e ideologica sovietica. Con il crollo della potenza comunista, il prendere piede di un mondo multipolare ha spinto la NATO a cambiare pelle, ripensando se stessa nella sua identità di organizzazione internazionale e nelle sue funzioni principali. Da qui il potenziamento del suo carattere regionale e l’acquisizione di una prospettiva multilaterale con la NATO che diviene attore collettivo e partecipe di un sistema di organizzazioni internazionali a carattere regionale e internazionale. Ne consegue, poi, lo sviluppo di una rete di partner internazionali e l’evoluzione delle sue capacità di difesa parallelamente all’emergere di nuove minacce che esigono l’adeguamento delle proprie forze e il ripensamento delle proprie missioni. A questo vi si aggiungano le variazioni interne all’Alleanza stessa: il riferimento è alla Presidenza USA, da sempre suscettibile di influenzare l’attività della stessa. Basti pensare al disimpegno di Trump, che cozza con quella che sembrerebbe, per alcuni versi, il cambio di marcia della Presidenza Biden.

 

 

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