Elodie e Mahmood incontrano il mito di Andromeda e danno voce alle sue fragilità

Nel suo nuovo singolo presentato al Festival di Sanremo, “Andromeda”, Elodie si ispira ad un personaggio della mitologia greca e canta la sua versione di un amore tormentato.

Elodie al Festival di Sanremo 2020

Andromeda è tra le canzoni sanremesi del 2020 più trasmesse dalle radio. La fortuna di tale successo risiede indubbiamente nella collaborazione con Mahmood, vincitore della scorsa edizione del Festival e coautore (insieme a Dario Faini, Dardust) del singolo di Elodie. La particolare sensibilità di Mahmood si sposa bene con il timbro della cantante romana. Insieme danno luogo ad un linguaggio musicale fresco, che vuole sconfinare i limiti della canzone italiana e che intende raggiungere quelle che sono le tendenze del pop europeo contemporaneo. Il tutto presentando un motivo del tutto sanremese, quello di un amore tormentato e di un cuore in subbuglio che non sa come liberarsi dalle catene che lo soffocano. In tal modo viene rievocato il mito della giovane Andromeda, costretta a sacrificarsi e a rinunciare alla sua libertà per espiare le colpe altrui.

“Liberazione di Andromeda” di Piero di Cosimo (Wikipedia)

Andromeda nella mitologia greca

Figlia di Cefeo e Cassiopea, le sue disgrazie iniziarono il giorno in cui la madre commise l’errore di affermare di essere più bella delle Nereidi, gruppo di ninfe marine particolarmente seducenti. Così facendo commetteva quello che era considerato il peccato di hybris, topos della tragedia e della letteratura greca che rimanda ad un’azione ingiusta commessa nel passato e che porta delle ripercussioni negative su persone ed eventi del presente. Proprio per questo, sarà la figlia Andromeda a dover espiare le colpe della madre. Poseidone, per punire Cassiopea dà origine a un maremoto e invia un mostro marino a seminare il terrore nella regione. Per pacificarlo esiste un solo mezzo: dargli in pasto la figlia del re, la bella Andromeda. Cefeo decide allora di far incatenare la figlia a una costa rocciosa. Il destino di Andromeda sembrava tragicamente segnato, fin quando non sopraggiunse l’eroe Perseo che, di ritorno verso casa dopo aver conquistato la testa di Medusa, viene rapito dalla sua bellezza e lotta contro il mostro per liberarla, vincendolo. In premio ottiene Andromeda in sposa, ma deve prima fronteggiare il promesso sposo di lei, Fineo, che non l’aveva difesa ma che ora la rivendicava. Perseo riesce a sconfiggerlo grazie alla testa della gorgone, trasformandolo così in una statua di pietra.

Elodie canta “Andromeda”

Sulla scena della musica italiana dal 2015, anno in cui si classificò seconda al talent Amici di Maria de Filippi, Elodie vanta alle sue spalle già due album e diverse collaborazioni con diversi cantanti pop italiani. In seguito alla sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo (la prima avvenuta nel 2017 con il brano “Tutta colpa mia”), sembra stia riscuotendo parecchio successo a livello radiofonico con la sua “Andromeda”, che fa parte del terzo album, “This is Elodie”. Si tratta di un brano che riprende dalla mitologia greca il tema dell’amore tormentato, stravolgendolo e adattandolo alla figura di una donna che vive nel nostro tempo e che sa come scatenarsi dal controllo di un uomo immaturo. Racconta un dissidio tra due innamorati, un amore che viene descritto in quelle che sono le sue contraddizioni, basate su due percezioni diverse del sentimento. Siamo, dunque, di fronte ad un legame tossico che fa soffrire la donna, che si sente intrappolata in un rapporto teso e nel quale ormai non c’è più alcun sentimento, se non quello che la conduce al desiderio di ribellione verso quel destino che la vuole piegata al volere di un uomo. Da qui il parallelismo con la figura di Andromeda, da qui il chiaro messaggio di chi combatte contro la propria fragilità con il solo scopo di spezzare quella catena.

Dici sono una grande
Stronza che non ci sa fare
Una donna poco elegante
Tu non lo sai non lo saprai cosa per me è il vero dolore
Confondere il tuo ridere per vero amore
Una volta 100 volte chiedimi perché
Esser grandi ma immaturi è più facile ma perché
Forse non era ciò che avevi in mente
Ti vedrò come un punto tra la gente
Come un punto tra la gente
Non sai cosa dire se litighiamo è la fine
La mia fragilità e la catena che ho dentro ma
Se ti sembrerò piccola non sarò la tua Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Forse ho solo bisogno di tempo forse è una moda
Quella di sentirsi un po’ sbagliati
Ci penso qua sul letto mentre ascolto da ore
La solita canzone di Nina Simone
Una volta 100 volte chiedimi perché
Esser grandi ma immaturi è più facile ma perché
Forse non era ciò che avevi in mente
Ti vedrò come un punto tra la gente
Non sai cosa dire se litighiamo è la fine
La mia fragilità e la catena che ho dentro ma
Se ti sembrerò piccola non sarò la tua Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Non sarai mio marito mio marito no
Me ne vado a Paris vado a Paris però
Ti prego giurami tu giurami che non
Mi dirai mon ami mon ami ti prego
La mia fragilità e la catena che ho dentro ma
Se ti sembrerò piccola non sarò la tua Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Andromeda Andromeda
Non sai cosa dire se litighiamo è la fine

L’interpretazione di Elodie e Mahmood del mito greco

Se da un lato Andromeda si trova incatenata ad una roccia per dover espiare le colpe della madre, dall’altro ciò che fa sentire incatenata l’Andromeda cantata da Elodie è quel senso di fragilità che attanaglia il suo cuore e la fa soffrire. A differenza della figlia di Calliope, che soffre e piange il suo tragico destino, la donna cui da voce la cantante romana sa trasformare quella debolezza in forza e coraggio, rivendicando la propria libertà da quel tipo di amore malsano. Se c’è inoltre una costanza in ogni forma di rappresentazione di questo mito è quella di voler vedere Andromeda come una figura avvinta dal gioco patriarcale, la cui vita appare controllata e manipolata da uomini più anziani. Tale elemento nella canzone di Elodie viene sovvertito e quasi ribaltato, la figura dell’uomo appare qui come un immaturo incapace di comprendere i sentimenti della donna, piuttosto che come “un punto tra la gente“. L’Andromeda di Elodie non ha bisogno di attendere che arrivi il vittorioso eroe Perseo a portarla in salvo, ma è lei stessa che trova da sé la forza per spezzare ogni legame con ciò che la fa soffrire, liberandosi da ogni forma di potere che le veniva imposto. D’altronde il mostro che spaventava la giovane Andromeda non è altro che metafora di un controllo psicologico, che ha come intento quello di bloccare e manipolare le menti, apparentemente, più fragili. Siamo di fronte ad un tema che viene trattato dalla penna di Mahmood con profonda coscienza e attenzione, cucito sapientemente intorno alle qualità vocali ed interpretative di Elodie. Quest’ultima appare, infatti, come la più adatta al far veicolare un messaggio che dalla mitologia greca torna più che mai attuale nella società odierna: non bisogna mai lasciarsi trascinare dalle ingiustizie e dalle persone che ci fanno del male, ma bisogna sempre trovare il coraggio di contrastarle e allontanarle.

 

 

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