Il Superuovo

Elaborazione del lutto: guida alle 5 fasi di Kübler Ross attraverso il film “La Corrispondenza”

Elaborazione del lutto: guida alle 5 fasi di Kübler Ross attraverso il film “La Corrispondenza”

Con il termine “lutto”, in psicologia, s’indica lo stato d’animo che si vive in seguito alla perdita di una persona, di un animale o di un oggetto a noi caro

Nel suo ultimo film La Corrispondenza (2016) Tornatore affronta un tema tanto caro alla psicologia quanto pericoloso: Il Lutto.

Non serve ricordarvi che nella nostra cultura il lutto è qualcosa di oscuro e doloroso che ci accompagna in questa vita volenti o nolenti.

Potremmo citare le numerose altre culture al mondo che la vivono diversamente da noi, ma non sarebbe utile alla risoluzione di quello che proviamo quando ci capita di vivere un lutto.

Ma cosa si intende per lutto?

Il lutto è il sentimento di intenso dolore che si prova per la perdita, in genere, di una persona di un animale o di un oggetto a noi caro.

Il costrutto teorico di lutto presenta rilievi di notevole rilevanza sia in ambito psicologico sia antropologico.

Per la definizione di lutto appena citata, quindi, non necessariamente la morte è portatrice di lutto e non tutti i lutti sono associati alla morte di persone o animali ai quali vogliamo bene.

  • La rottura di un rapporto con una persona, che sia una relazione familiare, amicale o amorosa, di fatto potrebbe essere generatrice di lutto
  • La morte di una persona che ha compiuto tutte le fasi della sua vita e se n’è andata serenamente potrebbe non generare lutto in chi assiste alla di lei morte.

Questa distinzione tra lutto e morte è molto importante ai fini del modello che sto per condividervi (le celebri del lutto di Kübler Ross).

Ma prima di farlo, prendiamo in analisi il film di Tornatore che vi consiglio di vedere se volete comprendere a fondo quali sono gli step che comunemente viviamo nella nostra società occidentale quando perdiamo qualcuno di caro

La Corrispondenza (2016) di Giuseppe Tornatore

Amy Ryan (Olga Kurylenko) è una giovane studentessa universitaria di astrofisica, fuori corso ormai di qualche anno. Fa anche la stuntwoman, girando scene pericolose per il cinema e la televisione.

Amy ha una relazione con il professor Edward Phoerum (Jeremy Irons) , che però è sostanzialmente basata su quotidiani messaggi sul cellulare ed eterne videochiamate su Skype, visto che l’uomo vive ad Edimburgo. I due si vedono solo a cadenza regolare di mesi, nei soggiorni trascorsi a Borgo Ventoso dove lui ha una seconda casa, o in occasione di conferenze o altri appuntamenti.

Uno dei loro appuntamenti avrebbe dovuto essere a un convegno di astrofisica nell’ateneo di Amy, ma Ed la avverte che non riuscirà ad essere presente. Amy va ugualmente al convegno, dove scopre che il professor Phoerum, nel frattempo, è deceduto in seguito a una lunga malattia (astrocitoma).

Da questo momento in poi la protagonista, Amy, intraprenderà un lungo percorso di elaborazione del lutto che viene per gran parte del film frenato dalla voglia di Ed di rimanere nella vita di Amy attraverso videoregistrazioni guidate con le quali Emy può interagire come se Ed fosse ancora vivo.

Questo percorso passa attraverso le cinque fasi del lutto di Kübler Ross:

Le 5 fasi del lutto

Fase della negazione o del rifiuto: costituita da una negazione psicotica dell’esame di realtà;

Fase della rabbia: costituita da ritiro sociale, sensazione di solitudine e necessità di direzionare il dolore e la sofferenza esternamente (forza superiore, dottori, società…) o internamente (non essere stati presenti, non aver fatto di tutto…);

Fase della contrattazione o del patteggiamento: costituita dalla rivalutazione delle proprie risorse e da un riacquisto dell’esame di realtà;

Fase della depressione: costituita dalla consapevolezza che non si è gli unici ad avere quel dolore e che la morte è inevitabile;

Fase dell’accettazione del lutto: costituita dalla totale elaborazione della perdita e dall’accettazione della differente condizione di vita.

Queste fasi non sono da intendere necessariamente in ordine e più fasi possono ripetersi in loop se l’elaborazione di ogni passaggio non viene vissuta “a pieno” dalla persona.

Esistono vari tipi di lutto?

Ovviamente non tutte le persone vivono il lutto nello stesso modo. Possiamo distinguere diversi tipi di lutto, fra cui:

lutto anticipato: le fasi del lutto iniziano a manifestarsi prima della perdita in sé, in quanto ci si aspetta già la separazione, ad esempio in caso di malattia o di divorzio;

lutto ritardato: in questo caso, l’elaborazione del lutto arriva più tardi perché la persona che lo soffre cerca di ignorare la situazione;

lutto inibito: la difficoltà di esprimere le proprie emozioni, e quindi di elaborare correttamente il lutto, porta all’evitamento della situazione, ad esempio attraverso il consumo di droghe;

lutto cronico: non si riesce ad elaborare il lutto e il ricordo della persona continua ad essere doloroso anche dopo diversi anni dall’accaduto.

Importante sottolineare che questi sono modelli, e come tutti i modelli psicologici, servono a guidarci nella consapevolezza ma non sono deterministici e non vogliono spiegare l’esperienza dolorosa soggettiva di ognuno di noi.

Elaborare e comprendere quale fase del lutto stiamo vivendo può aiutarci ad alleviare il dolore (o ad esprimerlo per poi riuscire ad accettarlo) e quindi ad andare avanti.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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