Ecco come “Star Wars” ha rivoluzionato il cinema: l’avvento del postmodernismo e del blockbuster

Nel 1977 usciva nelle sale americane Star Wars, cambiando per sempre la storia del cinema. Scopriamo come l’opera di George Lucas ha dato il via a due nuove fasi cinematografiche in un solo colpo.

Prima della sua creazione, Hollywood stava vivendo un percorso di sperimentazione. Le copie dei film venivano distribuiti prima nelle sale più in voga, a prezzo maggiore. Aumentavano progressivamente, collocandosi in fine nelle sale periferiche. La produzione con Star Wars cambia metodo: è l’avvento del blockbuster.

La realizzazione di un nuovo periodo

In quegli anni Hollywood stava vivendo una rivoluzione: i registi dopo la grande crisi delle case di produzione, cominciata negli anni Sessanta, acquisiscono maggiore libertà. Si sperimenta, viene resa maggiormente esplicita la violenza, il sesso e forme artistiche che potessero essere la firma autoriale ben riconoscibile del regista. Le major in questo lasso di tempo non riescono a trovare una prosperità economica pari a quello d’oro dello studio system, precedente agli anni Sessanta.

Solamente con le modifiche del blockbuster riescono a trovare la formula giusta. Questo viene reso possibile attraverso la proposta di visioni filmiche incentrate sul sensazionalismo. La fantascienza è quindi il genere ideale: le ambientazioni, gli effetti speciali, la trama tradizionale di un eroe senza macchia che salva una principessa, ora trasposta in una nuova dimensione… Tutto è studiato per far sì che lo spettatore si sorprenda immediatamente. Anche le trame d’amore, immancabili per attirare anche il pubblico femminile, vengono sapientemente bilanciate nel primo film di quella che diverrà poi una saga. Altro elemento non casuale: viene definito un passato lontano, non spiegato, così come rimangono aperte delle possibili trame future al fine di lasciare la possibilità di ampliare la storia, cosa che poi avverrà.

L’incipit dei film della saga di Start Wars (movieplayer.it)

I prodromi del postmodernismo

Sebbene gli studiosi si dividano su questa questione, molti riconoscono in Star Wars l’inizio del periodo del cinema postmoderno. Anzitutto è la prima opera a essere distribuita commercialmente nel sistema sonoro Dolby-stereo, restituendo allo spettatore un senso d’immersione immaginifico, anche se solo a livello uditivo. Si ritrovano inoltre diversi tratti tipici dei film postmoderni: ad esempio l’intertestualità (dal momento che sono molti i riferimenti a pellicole precedenti come Lawrence d’Arabia, del 1962, diretto da David Lean e The Searchers, 1956, di John Ford). Anche la frammentarietà della struttura narrativa (per cui appunto il primo film diviene, dopo l’uscita del primo prequel del 1999, il quarto episodio) non è da sottovalutare. Infine è evidente anche la presenza di un certo ibridismo, dal momento che presenta la tipica trama in cui il Bene e il Male sono in lotta loro, ben definiti e distinguibili (così come lo sono i personaggi positivi, senza traccia di ambiguità, a differenza dei nemici che sono identificati come una marmaglia indistinta).

Nessuno escluso

Uno dei punti vincenti del film è senza dubbio la sua capacità di attrarre qualsiasi tipo di pubblico. Se il genere fantascientifico è uno dei più in voga tra i gusti maschili dell’epoca, si è anche detto come si attiri nelle sale il pubblico femminile sottolineando la vicenda amorosa, seppur secondaria, che si intreccia tra la principessa Leila, Luke e Ian Solo. Aspetti che, ovviamente, vengono ripresi con enfasi nei trailer che promuovono l’uscita del film. Accanto a questo vengono incoraggiati anche i bambini a identificarsi con alcuni personaggi: perfetto in questo senso è la presenza del robot R2D2. A questo si aggiunge anche la creazione di un franchise in modo tale da commercializzare una serie di prodotti derivati dal film come action figure, capi di vestiario, giocattoli e così via. Vengono realizzati fumetti, videogiochi, romanzi e persino una serie animata (Star Wars: The Clone Wars, 2008-14, Cartoon Network) per non alienarsi quest’ultima fascia di target e per guadagnare maggiormente sul film. Ecco che le case di produzione comprendono la giusta formula per arricchirsi: si è ormai alle soglie del blockbuster, già inaugurato in parte da Spielberg solo due anni prima con l’uscita di Jaws e che qui trova la sua forma completa.

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