Easy rider: cavalcata sull’on the road più famoso della storia

Il 1969 è un anno cruciale per la storia del cinema. Esce infatti nelle sale un film destinato a rivoluzionare un genere cinematografico e ad inaugurare una nuova era: la New Hollywood

Due motociclisti sbandati, un serbatoio colmo di cocaina e un deserto immenso e seducente da attraversare. Ecco, in soldoni, la trama del film destinato ad inaugurare un nuovo periodo nella storia del cinema: Easy Rider. Nonostante le numerose incognite al momento della sua realizzazione, oggi questa pellicola é considerata un vero e proprio caposaldo del genere on the road.

Un capolavoro rivoluzionario

Easy rider esce nelle sale cinematografiche nell’ottobre del 1969. Diretto da Dennis Hopper ed interpretato da Peter Fonda e Jack Nicholson, questo film gode fin da subito di grande successo, sia di pubblico che di critica. La lunga traversata compiuta dai due bikers é la vera protagonista della pellicola. Lunghe panoramiche, paesaggi sconfinati, incontri indimenticabili, misteriosi silenzi e brani psichedelici hanno il compito di commentare il memorabile percorso on the Road. Le innovazioni apportate da questo film sono numerose. Innanzitutto l’uso della colonna sonora é rivoluzionario. La pratica di utilizzare brani musicali registrati precedentemente e non composizioni direttamente create per il film viene utilizzata una delle prime volte proprio in questo film. A prolissi brani orchestrali si sostituisce una scattante cavalcata di brani rock con autori del calibro di Steppenwolf, Byrds e Jimi Hendrix. Innovative sono anche la sceneggiatura e le riprese. Le battute sono infatti quasi totalmente improvvisate dagli attori sul set. Le riprese si svolgevano con macchine leggere ispirate alle Nouvelle Vague, mentre gli attori, per loro stessa ammissione, facevano ampio uso di cannabis durante le riprese, per immergersi meglio nella parte e recitare in maniera più spontanea.

Un successo strepitoso

Easy Rider tratta di temi scottanti all’epoca, come il sesso e la prostituzione, ma nonostante questo riesce a guadagnare due nomination agli oscar e il premio “miglior film” al 22esimo festival di Cannes. Il film segna inoltre la scoperta internazionale dell’attore Jack Nicholson, che proprio per la sua parte dell’avvocato ubriaco é stato nominato all’Oscar. La scena lisergica al cimitero è realizzata in pellicola da 16 mm e ingrandita successivamente. Lo stile registico altamente sperimentale prende spunto dal cinema underground newyorkese. Il film venne girato come film a basso budget e prodotto in maniera indipendente prima di essere acquistato dalla Columbia e guadagnare al botteghino circa 150 volte le spese di produzione. La maggior parte del pubblico furono giovani, più attratti da queste tematiche e dal clima di contestazione giovanile.

Ispirazione italiana

Secondo l’ammissione dello stesso regista, una delle sue grandi ispirazioni é stato “Il sorpasso” di Dino Risi. Questa pellicola-simbolo della stagione della commedia all’italiana, uscì nelle sale americane nel 1962 e venne accolta (al contrario che in Italia) con grande entusiasmo. É tradotto in America con il titolo di Easy Life(si noti l’assonanza tra i titoli). Esso presenta con quasi un decennio di anticipo le caratteristiche del road movie, pur essendo pienamente iscritto nel genere della commedia. Tutta la trama verte infatti nell’avventuroso viaggio compiuto da due sconosciuti a zonzo per l’Italia nel giorno di Ferragosto. Il film, in America, fu anche soggetto a un remake per opera del regista Vittorio Cecchi Gori.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: