E se i no-vax fossero semplicemente affetti dal paradosso dell'ignoranza?La sindrome dell’impostore è un disturbo studiato da Pauline Clance intorno agli anni settanta. Osservando un gruppo di donne di successo, notò come queste si sentissero inadatte alla posizione ricoperta, provavano quasi vergogna. Presto si giunse alla conclusione che, ovviamente, non erano solo le femmine ad essere succubi di questa sindrome bensì poteva colpire indistintamente tutti. Addirittura chi ha un alto grado d’istruzione sembrerebbe soffrirne maggiormente. Chi subisce la sindrome dell’impostore prova vergogna per il ruolo ricoperto, sensi di colpa perché si sente immeritevole dei traguardi raggiunti e di conseguenza non riesce a gioire dei successi ottenuti. Tutto ciò alimenta quelle fissazioni che caratterizzano l’impostore. Il perfezionismo e il controllo maniacale del lavoro aumentano esponenzialmente, si assumono tutti quei comportamenti e atteggiamenti che servono a mascherare l’inettitudine e l’incapacità a gestire determinate attività, a coprire gli errori compiuti. L’inevitabile conseguenza è quella di vivere sempre con alti livelli di ansia e stress, che alla lunga potrebbero provocare burnout. Comprensibilmente la sindrome dell’impostore sembra avere correlazione con una bassa autostima che può essere collegata al background familiare e agli stili genitoriali a cui si è stati esposti da bambini. In quest’ottica sono stati analizzati due disturbi che si ritengono essere alla base della patologia: il disturbo di personalità evitante e il disturbo di personalità dipendente.

I DISTURBI DI PERSONALITÀ

Il disturbo evitante di personalità è una malattia che colpisce soprattutto in età adulta. Chi ne è afflitto non riesce ad instaurare alcuna relazione al di fuori della piccola cerchia formata da familiari e amici stretti. Il timore di non essere socialmente adeguati, di venire rifiutati è talmente elevata che spinge l’individuo ad isolarsi totalmente. Una timidezza patologica e una solitudine auto-imposta caratterizzano la persona con tale disturbo. Anche se si vuole uscire da questa triste situazione, in realtà non si riesce. Evitare il confronto è la naturale propensione, c’è sempre il pensiero di non essere interessanti e di non avere argomenti stimolanti da condividere. Chi ha una personalità evitante spesso ha avuto esperienze genitoriali negative, madre e padre rigidi ed esigenti oppure estremamente protettivi.
Il disturbo dipendente di personalità mostra i sintomi stessi della dipendenza. In questo caso l’assuefazione è data dal rapporto con l’altro. Il legame del malato è di totale sottomissione, si sente il bisogno di essere accuditi perché la separazione provoca ansia e paura. Non essere capaci di badare a se stessi, non sentirsi in grado di compiere le normali attività quotidiane permea il pensiero delle persone affette dal disturbo dipendente della personalità. È come se si fosse incapaci di funzionare se non in relazione ad un altro individuo. Quando termina un rapporto, infatti, si cerca in fretta di iniziarne un altro. Anche se ciò comporta vivere degli affetti malati, totalmente sbilanciati, cercando sempre di esaudire i desideri e i sogni della persona amata per il timore di essere abbandonati. Questa dinamica di dipendenza e abbandono, l’adulto l’avrebbe sperimentata già da bambino e quindi mette in atto delle strategie che gli consentano di mantenere la vicinanza e la prossimità con la figura di riferimento.

EFFETTO DUNNING-KRUGER

Quasi a bilanciare chi è affetto dalla sindrome dell’impostore, esiste tutta una categoria di individui che invece sovrastima il proprio valore. È questo l’effetto Dunning-Kruger. Dei soggetti sono stati sottoposti a test umoristici, grammaticali e logici. A quelli che hanno ottenuto i punteggi inferiori (punteggio medio 12) è stato chiesto un’autovalutazione, il risultato avuto è stato quello di un’eccessiva stima del proprio operato. In pratica si è incompetenti e inconsapevoli di esserlo, una distorsione cognitiva che colpisce legioni di ignoranti che purtroppo non si rendono neppure conto degli errori madornali e dei limiti posseduti. Eppure nel periodo storico in cui viviamo questo effetto o paradosso dell’ignoranza sembra quasi blasfemo in quanto chiunque con una connessione internet sembra avere più cultura di chi possiede dottorati. Terrapiattisti e no vax non vi dicono nulla?

E se i no-vax fossero semplicemente affetti dal paradosso dell'ignoranza?UNA PERSONA È TROPPO STUPIDA PER RICONOSCERE LA PROPRIA STUPIDITÀ

I no vax sono quegli individui che assumono una posizione contraria all’uso dei vaccini, credendo di saperne di più dei medici e di tutta la comunità scientifica che invece ne sottolinea la sicurezza e l’importanza. “Sono le case farmaceutiche che intascano fior fiori di quattrini ad evidenziare l’importanza di questa pratica medica“. “I vaccini causano l’autismo”.
Queste sono solo alcune delle più celebri frasi che sentirete uscire dalla bocca di un antivaccinista. Poco importa se la storia ha dimostrato quanto fondamentali siano queste semplici punture, se miliardi di ricerche hanno sottolineato solo ed esclusivamente l’importanza di questa cura, che invece non correla affatto con l’insorgenza dello spettro autistico. Purtroppo però nemmeno si riesce a contenere quest’ignoranza dilagante che subito spunta un altro gruppo con idee geniali che ti fa rimpiangere quello precedente. I terrapiattisti, ad esempio, saranno di nuovo felici quando quel bugiardo e ciarlatano di Galileo Galilei sarà condannato ancora per eresia.

Sonia Felice

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