È possibile rifiutare un trattamento sanitario? Ce lo insegnano Grey’s Anatomy e la Costituzione italiana

Alcune convinzioni religiose che rifiutano le trasfusioni di sangue e la medicina ha cercato altri metodi per superare il problema e poter salvare la vita.

Nella nona stagione di Grey’s Anatomy, a seguito di un incidente stradale, un ragazzo riporta un grave trauma cardiocircolatorio. I suoi valori vitali sono critici e necessita di una trasfusione. E’ però un testimone di Geova e i suoi genitori negano il consenso. Purtroppo alla fine il ragazzo muore, sotto lo sguardo frustrato e impotente dell’equipe medica. L’episodio raccontato dalla serie tv prende spunto da episodi di cronaca realmente successi in tutto il mondo.

Perché si può rifiutare un trattamento sanitario?

L’art 32 della Costituzione della Repubblica italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Questo articolo, scritto dopo gli orrori del nazismo, nasce come posizione di forte rifiuto nei confronti della sperimentazione umana e in difesa del diritto fondamentale alla salute.

Nei campi di concentramento i medici nazisti usavano i deportati come cavie, sperimentando su di loro farmaci, interventi chirurgici, l’effetto di temperature estreme (li immergevano in vasche di acqua ghiacciata) e della completa mancanza di ossigeno (li chiudevano in stanze con bassissima pressione atmosferica). Tristemente celebri sono gli esperimenti sui gemelli omozigoti e gli inoculi di virus per studiare l’andamento delle malattie infettive.

L’articolo 32 negli anni ha assunto un valore diverso: da condanna di crimini contro l’umanità, oggi è più inteso come l’autodeterminazione del paziente in merito al trattamento sanitario. Da qui nascono il testamento biologico e il consenso informato prima di ogni atto medico, fermo restando i trattamenti sanitari obbligatori, previsti per disposizione di legge (malattie infettive e diffusive, malattie sessuali in fase contagiosa, vaccinazioni obbligatorie, malattie professionali e infortuni sul lavoro, malattie psichiatriche).

Perchè i testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni?

I testimoni di Geova, fondati nel 1870 da Russel in Pennsylvania, sono un movimento religioso basato sulla interpretazione letterale dei contenuti della Bibbia. I suoi seguaci osservano pedissequamente i passi delle scritture, per avere speranza di vita eterna o di salvezza. Tra i loro precetti, ci sono l’opposizione alle trasfusioni e il rifiuto di cibi di derivazione animale contenti sangue. Il movimento vieta anche l’uso del proprio sangue, quindi le autotrasfusioni.

In un passo dell’Antico Testamento si dice: “E’ una prescrizione rituale perenne per le vostre generazioni in ogni vostra dimora: non dovrete mangiare né grasso né sangue.” Levitico 3:17

E da questo passo degli Atti degli Apostoli: “ma che si scriva loro di astenersi dalle contaminazioni degli idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate e dal sangue.” Atti 15:20,29

Il sangue nella cultura ebraica rappresenta un elemento sacro e fonte di vita. Secondo la interpretazione comune il senso dei passi riportati è rispettare la sacralità della vita, senza macchiarsi le mani di sangue, non quello di rifiutare le trasfusioni.

Quali sono le possibili alternative?

Le trasfusioni sono un atto medico necessario quando viene persa una cospicua quantità di sangue e in alcune malattie ematologiche. Il sangue è un tessuto fluido che circola nel nostro corpo, composto da cellule (come i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine), matrice extracellulare (plasma) e altri sostanze disciolte (come ioni, proteine e zuccheri).

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Questi componenti del sangue si possono separare, in modo da trasfondere il paziente con solo quello che necessita. Generalmente i testimoni di Geova meno radicali consentono l’iniezione di componenti del sangue e questo è stato uno dei motivi che ha spinto la ricerca medica a dividere il sangue in frazioni. Come alternative alla trasfusione:

  1. si possono iniettare soluzioni cristalloidi, contenenti solo acqua e ioni per ripristinare il volume liquido del sangue e soluzioni colloidi;
  2. si possono somministrare fattori di crescita di globuli rossi che stimolano il midollo a produrne di più (tuttavia non è un processo immediato, richiede settimane affinché aumenti il numero di cellule);
  3. Le tecniche chirurgiche hanno affinato il risparmio di sangue durante gli interventi.

Nonostante i passi avanti della scienza, continuano a verificarsi tragiche morti per rifiuto delle trasfusioni. Il medico non ha molte opzioni per opporsi, anche se non condivide queste posizioni. In caso di pazienti minorenni in pericolo di vita, può provvedere ad avvisare l’autorità giudiziaria: il giudice tutelare può sospendere temporaneamente la patria potestà per superare il rifiuto dei genitori alla trasfusione. In caso di paziente maggiorenni, invece, il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa del paziente, ma è esente da responsabilità civile o penale in caso di avventi avversi.

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