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Le 5 leggi che hanno strutturato la scuola dalla nascita del regno d’Italia al fascismo

“Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” disse Massimo D’Azelio, vediamo quindi le leggi che hanno provato a fare gli italiani

La scuola è la base per il funzionamento e l’evoluzione di una società, e dopo l’unificazione del Regno d’Italia si è cercato, tra timori e speranze, di educare e portare alla conoscenza il popolo italiano: le speranze erano riposte nella possibilità di far evolvere il paese; mentre le paure che inondavano le menti delle classi dirigenti consistevano nella consapevolezza che un eccessiva istruzione del popolo avrebbe portato al rovesciamento dello status quo, come sosteneva il ministro Baccelli. Ora andiamo vedere le cinque leggi che hanno strutturato la scuola che ha fatto gli italiani.

1) Legge Casati

La legge Casati, numero 3725 del 1859, viene approvata ancor prima della nascita del Regno d’Italia ed era inizialmente stata fatta esclusivamente per il Regno Sabaudo finché non verrà poi estesa in tutti i territori italiani. Questa legge prevedeva un’istruzione elementare, dai sei ai nove anni, che era divisa in scuola di grado inferiore, composta da due anni obbligatori, e di grado superiore, non obbligatoria. Successivamente all’istruzione elementare aveva inizio l’istruzione secondaria, anch’essa non obbligatoria, composta dalle scuole classiche (tre anni più due di ginnasio e tre di liceo) che davano accesso all’università e le scuole tecniche (tre anni più tre). All’interno di questa legge viene anche fatto un accenno alle scuole per adulti che dovevano essere gestite dai comuni o dai privati.

2) Legge Coppino

La legge Coppino del 1877 prevedeva l’aumento dell’obbligatorietà della scuola a 9 anni di età e un test finale da dover superare. Se il test non veniva superato, l’obbligo veniva prorogato a dieci anni e se non superato una seconda volta non si sarebbe potuto usufruire di determinate cose durante la propria vita, come per esempio il porto d’armi. Se l’obbligo scolastico non veniva rispettato i genitori dei bambini venivano sanzionati.

3) Legge Orlando

La legge Orlando prevedeva un ulteriore aumento dell’obbligatorietà scolastica dai 9 a 12 anni di età. Questa legge prevedeva una doppia scelta per gli studenti alla fine del quarto anno delle scuole elementari, ovvero l’esame di maturità e proseguimento degli studi, oppure frequentare le successive classi quinta e poi sesta elementare delle scuole popolari. Con questa legge inoltre vengono istituite le scuole serali e festive per gli adulti analfabeti.

4) Legge Daneo- Credaro

La legge Daneo-Credaro del 1911, porta la responsabilità della gestione del sistema scolastico elementare allo Stato. Istituisce inoltre delle scuole elementari per i detenuti nelle carceri.

5) Legge Gentile

Con la riforma Gentile del 1923 si riscrive completamente la scuola, che però verrà conseguentemente fascistizzata. La scuola elementare durava, con questa legge, fino ai quattordici anni ed era divisa in: tre anni di “grado preparatorio”, tre anni di “grado inferiore” e infine due anni di “grado superiore”. Si prevedeva inoltre la scuola popolare per adulti dato il dilagante analfabetismo che si aggirava attorno al 75,8% di tutta la popolazione. Dal 1939, la scuola popolare divenne “Operazione Nazionale Balilla” proprio nel tentativo di fascistizzare scuola e popolazione

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