Dr. House, primario del fittizio reparto di medicina diagnostica nel fittizio Princeton-Plainsboro, è stato descritto come “il protagonista più elettrizzante visto in tv negli ultimi anni”. Personaggio eccentrico, è stato descritto in molti modi. Ma qual è la vera psicologia del dottore più cinico del mondo? Proviamo a delinearla insieme

Narcisista, manipolatore, depresso, tossico, irriverente, presuntuoso, arrogante, saccente… Molti sono gli aggettivi per descrivere Dr. House. Il dottore protagonista dell’omonima serie. interpretato da un fenomenale Hugh Laurie, ha fatto molto parlare di sé, fin dall’uscita della prima stagione. Cinico e irriverente, geniale e autodistruttivo, ha fatto innamorare tutti di lui, portando la serie a essere la più vista al mondo a suo tempo (prendendo il posto di Lost). Ma come poter descrivere un personaggio così ambiguo e poliedrico?
Dr. House, un narcisista mancato
Tra i tanti aggettivi per descriverlo, il dottore è stato spesso additato come narcisista. Ma è una definizione deficitaria. Il narcisista è un individuo che presenta un pattern pervasivo di grandiosità, una scarsa empatia che si unisce però ha una necessità di essere elogiati dagli altri, pur disprezzandoli e usandoli spesso per arrivare ai propri scopi. Spesso i narcisisti mirano a potenziare la propria autostima anche a scapito di altri obiettivi più importanti: l’autostima è il loro focus principale, fanno di tutto per tenerla alta ed è il principale motivo per cui si battono. Ed a ben vedere, appare chiaro come il dottore claudicante non sia a tutti gli effetti un vero narcisista. Dotato di una mente sopraffina, geniale sotto più aspetti, Dr. House si ritiene a ragion veduta più intelligente di altri (da un personaggio che si ispira a Sherlock Holmes non ci potevamo aspettare qualcosa di diverso), ma raramente si sovrastima. Nelle puntate più ‘intime’ si denota tutta l’insicurezza del personaggio e la sua consapevolezza dei propri limiti.

Persino i comportamenti manipolatori non sono propriamente narcisistici: non sono mai rivolti al rafforzo dell’autostima, bensì al conseguimento di fini pratici. Ed il disprezzo ostentato verso amici e colleghi è tutto fuorché veritiero: in più puntate si può apprezzare l’affetto e la stima che Dr. House riserva per i pochi eletti suoi dipendenti, nonostante derisioni, affronti e tentativi di allontanamento. Il dottore è sì un asociale, ma cinismo e paura del dolore lo spingono ad allontanare ancora di più tutto ciò che potrebbe causargli del male.
Depresso o no?
Altra caratteristica tipicamente associata a Dr. House è la sua tendenza alla depressione. A parte abusare di sostanze, spesso si vede come la sua mania per i puzzle sia ciò che lo spinge fuori di casa ogni mattina. La necessità di risolvere indovinelli altrimenti irrisolvibili, di salvare vite o garantire vita e morte dignitosi, lo spingono ad aprirsi al resto della vita. I depressi sono tipicamente caratterizzati da anedonia, apatia, difficoltà di concentrazione e difficoltà di carattere mnestico, disinteresse per la vita e scarso coinvolgimento emotivo nei fatti di tutti i giorni. Chiaramente Gregory House può presentare molti tratti depressivi, ma lo si può definire un depresso? Forse no. La sua apatia è caratterizzata da una continua ricerca di qualcosa di entusiasmante, di qualcosa che lo faccia sentire vivo; non è un mero appiattimento. Il suo umore e la sua predisposizione al reale sono anche fortemente influenzati dalla sua filosofia e dai suoi principi etici. In tutto questo, il lancinante dolore alla gamba lo abbatte, e l’abbattimento morale rinforza la percezione del dolore, in un sistema a feedback positivo difficilmente disinnescabile.
La dipendenza da Vicodin

Arriviamo qui a uno dei tratti maggiormente caratteristici di Dr. House: la sua dipendenza dal Vicodin. L’uso di oppiacei gli permette di attenuare la sensazione di dolore straziante alla gamba, permettendogli la capacità logica, critica e di ragionamento che lo caratterizzano così tanto. Caratteristiche che sono care al dottore stesso: più volte nel corso della serie si può notare come il suo terrore più grande sia quello di perdere le sue capacità intellettive. E allo stesso tempo il Vicodin gli permette una scappatoia da quello che le sue capacità comportano: uno straniamento dal resto del mondo, nel suo mondo principalmente logico e intellettuale.
In conclusione
I giudizi riguardo al personaggio di Dr. House sono molti e vari. Alcuni lo amano, altri lo idolatrano, altri ancora lo disprezzano. Sicuramente è un personaggio molto poliedrico, e anche questo porta a una vasta gamma di giudizi. Sicuramente geniale, irriverente, cinico e profondo, non può però non portare gli spettatori a essere attratti da lui. E soprattutto non può non indurre a riflettere su questioni etiche, morali, sociali, e soprattutto sul ruolo dell’intelligenza in tutto questo. Quanto contano le emozioni rispetto al raziocinio? Quanto sono significative? Quali argomenti e quali convinzioni possono resistere al vaglio critico? Quale visione del mondo è la più veritiera e consapevole? E può una visione come quella di House portare ad essere felici, o quantomeno soddisfatti della propria esistenza?
Tutti gli interrogativi, di fatto, rimangono aperti. E forse è proprio questo uno dei punti di forza della serie.