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Dormire per dimenticare: il vero segreto dell’eterno splendore della mente candida resta un mistero

Dormire per dimenticare: il vero segreto dell’eterno splendore della mente candida resta un mistero

L’importanza del sonno, nell’eliminazione dei ricordi poco rilevanti, spiegata attraverso il film “Eternal sunshine of the spotless mind”

“Dormire? Dimenticare, forse?” Così potrebbe essere parafrasato Shakespeare alla luce dei recenti studi sul ruolo del sonno nell’eliminazione dei ricordi.

Nel nostro cervello vive un giardiniere

Che il sonno sia responsabile del consolidamento della memoria è cosa ben nota. Oggi, grazie a un recente studio di due neuroscienziati italiani, Tononi e Cirelli, sappiamo che mentre dormiamo avviene una vera e propria potatura di informazioni all’interno del nostro cervello.
Immaginate la vostra mente come un giardino: per mantenerlo in ordine non è importante solo annaffiare le piante e curare i fiori ma anche eliminare le erbacce. Questo è il compito del nostro giardiniere. Per comodità, lo chiameremo Willie perché il suo è un lavoraccio e, quindi, dev’essere per forza un tizio costantemente incazzato. Sì perché, mentre noi siamo cullati dalle braccia di Morfeo, Willie si arma di falce e rastrello ed elimina il 20% circa di tutte le informazioni inutili accumulate durante il giorno. E’ anche grazie a lui se il nostro cervello risulta un posto più o meno vivibile e possiamo far “crescere altri fiori nel nostro giardino”.
Grazie Willie, però abbassa quel piccone adesso perché c’è una cosa che non sei ancora in grado di fare.

Oh, my darling Clementine

A proposito di giardini, quello in cui vive la nostra Clementine, protagonista insieme a Joel del film “Eternal sunshine of the spotless mind”, è tutt’altro che fatato. I due hanno avuto una relazione finita male e per evitare di soffrire si rivolgono a una clinica adibita alla cancellazione dei ricordi, l’uno all’insaputa dell’altra. La clinica si chiama Lacuna Inc, per l’appunto, ed è gestita dal Dr. Howard, specialista nell’eliminazione di eventi traumatici. La pratica prevede un software che, collegato tramite elettrodi al cervello dei pazienti mentre dormono, è in grado di raggiungere i più reconditi luoghi della mente e di eliminare qualsiasi traccia della persona o dell’evento che provoca loro sofferenza. Tuttavia, Joel e Clementine, un po’ di tempo dopo aver effettuato la rimozione di tutti i ricordi inerenti alla loro storia, si rincontrano e iniziano a (ri)frequentarsi. Non hanno memoria del fatto che già si siano conosciuti, ma entrambi hanno la percezione istintiva che qualcosa non torna.

Vi starete chiedendo se sia possibile eliminare artificialmente un ricordo dalla mente. La risposta è: attualmente no, ma molti ricercatori ci stanno lavorando. Il limite di Willie è che non può decidere cosa eliminare dal giardino, deve seguire le direttive della nostra mente. E la nostra mente, esattamente come le cellule di cui siamo composti, tende per natura all’omeostasi e, quindi, all’equilibrio. Il compito di Willie è quello di consolidare le informazioni utili e trasportare nell’oblio quelle poco rilevanti in modo da mantenere quest’equilibrio.

A questo punto, la vera domanda è: i ricordi dolorosi sono utili alla mente?

L’eterno splendore della mente candida

Il titolo del film è tratto da una poesia di Alexander Pope (“Se mi lasci, ti cancello” ci chiami tua sorella, ok?). In effetti i suoi versi ne racchiudono egregiamente il significato. Ma siamo sicuri che una mente candida (cioè, priva di qualsiasi ricordo doloroso) risplenda davvero?Questo è quello che, probabilmente, si è chiesto anche Kaufman, sceneggiatore della storia.

Uno studio dell’Università di Oxford del 2015 ha dimostrato che il sonno non aiuta a dimenticare gli eventi traumatici, anzi, tende a consolidarli. Ma perché la nostra mente vuole sbarazzarsi delle informazioni inutili e non di quelle dolorose? Senza scomodare Nietzsche (che attualmente starà passeggiando a braccetto col suo dolore) probabilmente la risposta è che i ricordi negativi servono alla nostra esperienza esattamente come quelli positivi. La nostra memoria ha due canali: uno adibito al processamento della parte cognitiva delle informazioni, l’altro adibito a quello della parte emotiva. Molti studi hanno dimostrato che ricordiamo meglio gli eventi quando sono accompagnati da un’emozione forte, sia essa positiva che negativa. E’ quello che succede quando non ricordiamo il titolo di una canzone ma continua a risuonare nella nostra testa perché, in realtà, ciò che non riusciamo a dimenticare è come ci siamo sentiti mentre l’ascoltavamo.

Torniamo alla scena iniziale del film. E’ il giorno di San Valentino. Nevica, fa freddo. Joel e Clementine prendono il treno e, senza un apparente motivo, si recano entrambi a Montauk. Si incontrano, non ricordano niente l’uno dell’altra perché la cancellazione dei ricordi è già avvenuta. Tuttavia, c’è qualcosa che li ha condotti entrambi nel luogo dove si sono conosciuti per la prima volta. Nessuno studio scientifico è ancora riuscito a spiegare cosa sia questo “qualcosa”.

Questo “qualcosa” , forse, è quello che realmente fa risplendere la nostra mente.

 

 

 

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