Derek Chauvin, l’assassino di George Floyd, liberato su cauzione: dove sono i diritti degli afroamericani??

Derek Chauvin, ex agente del dipartimento di polizia di Minneapolis che lo scorso 25 maggio causò la morte di George Floyd, negli ultimi giorni è stato liberato su cauzione.

È l’avvocato di Chauvin, Eric Nelson, a informare l’agenzia Ap che il suo cliente è stato rilasciato la mattina del 6 ottobre dalla prigione di massima sicurezza in cui era detenuto, in Minnesota. Tuttavia Nelson, non ha aggiunto altro.

Un riepilogo su quanto accaduto

Il 25 maggio 2020, George Floyd, un uomo afroamericano, a seguito di un tentativo di pagare con banconote false in un minimarket di Minneapolis, è stato arrestato da quattro agenti di polizia e soffocato da uno di loro. Colui che ha preso parte in modo più rilevante all’omicidio è stato proprio Derek Chauvin. Quest’ultimo fece sdraiare George sull’asfalto e con il ginocchio gli salì sul collo per quasi dieci minuti, tanto che egli morì soffocato nonostante continuasse a dire che non riusciva a respirare.

I can’t breathe!” divenne da quel momento lo slogan del movimento del “Black Lives Matter“. Da quel momento infatti si accesero numerosi scontri in tutti gli Stati Uniti tra gli attivisti del BLM, che chiedevano giustizia per George Floyd e per tutti gli individui afroamericani vittime di razzia, e le forze di polizia.

Il mistero della cauzione di un milione di dollari pagata per liberare l’ex agente

Chauvin, 44 anni, venne immediatamente espulso dal Dipartimento di polizia e subito dopo la procura lo incriminò per omicidio colposo. In seguito l’accusa divenne più grave, poichè venne corretta in “omicidio intenzionale“. Vennero accusati anche gli altri tre agenti di pattuglia: Alexander Kueng, Thomas Lane e Tou Thao. Questi ultimi vennero liberati poco dopo grazie al pagamento di una cauzione di 750 mila dollari.

Tutta questa vicenda ha un qualcosa di misterioso: da dove vengono tutti questi soldi? Chi è che vuole liberare l’uomo che ha compiuto tale atrocità? Il dipartimento di polizia di Minneapolis conferma di non avere nulla a che fare con la scarcerazione di Chauvin. Sul web venne promossa una raccolta fondi per questa causa, ma risultano essere stati raccolti solo 4.500 dollari, al fronte del milione necessario per la cauzione.

Negli scorsi mesi la famiglia di Chauvin ha venduto la casa di proprietà a Minneapolis, ma è molto improbabile che i soldi ricavati siano bastati per pagare la cauzione. Dalle carte giudiziarie diffuse nella Contea di Hennepin risulta che sia stata presentata una garanzia di pagamento per la liberazione dell’ex agente, ma chi sia il mittente rimane un mistero.

https://www.corriere.it/esteri/20_ottobre_07/george-floyd-liberato-cauzione-derek-chauvin-l-agente-che-uccise-28ba2a76-08c3-11eb-ab0e-c425b38361b4.shtml

I movimenti per i diritti civili degli afroamericani, ieri e oggi

Nel corso dei secoli la popolazione nera negli Stati Uniti ha sempre dovuto affrontare grandi difficoltà.

Tra il XVIII e il XIX secolo, le persone di colore lavoravano prettamente i campi di cotone e di tabacco sotto la schiavitù imposta dalla supremazia bianca. Nonostante l’abolizione della schiavitù nel 1865, a sud si continuavano ad approvare leggi di esclusione degli afroamericani da diversi ambiti. A nord la condizione della popolazione nera era decisamente migliore rispetto al sud, ma passarono circa 60 anni prima di permettere loro di votare o di ricoprire cariche pubbliche.

La segregazione razziale venne ufficialmente istituita nel 1896, con l’approvazione delle leggi Jim Crow che suddividevano ogni settore della vita quotidiana tra bianchi e neri. È a partire da qui che hanno cominciato a nascere i primi movimenti per i diritti civili degli afroamericani, in forma pacifica o violenta.

Il movimento del “Black Lives Matter” è nato nel 2013, è prende parte a una numerosa serie di movimenti volti a porre fine alla discriminazione razziale nei confronti degli afroamericani.

Dopo la morte di George Floyd si è accesa una nuova fiamma che ha portato nuovamente gli attivisti sulle strade americane a scontrarsi con le forze di polizia. Durante gli scontri molti filmati e testimonianze hanno confermato la brutalità con cui la polizia trattava unicamente le persone nere, spintonandole o arrestandole senza un apparente motivo (un esempio nelle foto riportate qui sotto). La cosa più brutta di tutto ciò è che sta succedendo proprio del 2020 e la poca tolleranza nei confronti degli afroamericani continua a essere una realtà.

Prospettive sul caso George Floyd

Chauvin si dovrà presentare alla Corte nel marzo 2021. Il suo avvocato sosterrà che la morte di Floyd sia avvenuta a causa di un’overdose di Fentanyl, un oppioide generalmente usato per la terapia del dolore, ma ora largamente diffuso come droga ricreativa. Verranno riesaminati i risultati dell’autopsia. La teoria è che l’utilizzo di Fentanyl e l’immobilizzazione subita da Floyd da parte dell’agente siano stati una combo mortale per la vittima.

Queste ricostruzioni dell’accaduto però sono state aspramente contestate dalla famiglia di George Floyd e dai sostenitori dei movimenti per i diritti civili degli afroamericani. In ogni caso, i filmati di quel pomeriggio rimarranno per sempre impressi nella nostra mente: George non opponeva alcuna resistenza e gridava aiuto, non c’è stato alcun segno di rispetto nei suoi confronti da parte di Derek Chauvin.

 

 

 

 

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