Cosa accade dopo la morte? Ce lo spiegano Death Parade e il Mito di Er

Decim e il suo giudizio degli umani richiama in noi il mito di Er e il pensiero platonico della vita dopo la morte.

 

Death parade è un noto anime che tratta la morte sotto il punto di vista di Decim, non un umano ma un’entità, se così la si può chiamare, che veste i panni di Giudice. Le vicende dei defunti e il destino che gli viene presentato, una volta emessi i giudizi sulle loro azioni, richiama alla mente ciò che Er ha vissuto dopo la morte.

La vita dopo la morte in death parade

Cosa c’è dopo la morte? Questa è una domanda che perseguita da sempre la vita dell’uomo e molti autori, di qualsiasi genere dai filosofi agli sceneggiatori passando per i cantanti, hanno cercato di proporre una loro visione. In Death Parade si trova una concezione davvero particolare. La maggior parte delle scene di questo anime sono presentate in una sorta di Bar dove il protagonista Decim compie il suo lavoro di Giudice. Ciò che avviene in ogni episodio è l’arrivo di coppie di defunti all’interno del Bar. Costoro, ancora ignari della loro morte a causa dello shock causato dalla stessa, vengono sottoposti a prove che faranno emergere la propria personalità consentendo, a Decim, di poter scegliere il percorso per ognuna delle due anime, Reincarnazione o vuoto.

Il mito di Er

Come detto prima, il tema della vita dopo la morte, è un must anche per la Filosofia. Un autore che sicuramente ha fatto parlare di sé per il suo pensiero a riguardo è Platone. Il filosofo Ateniese ha caratterizzato la sua dottrina del dopo morte con la reincarnazione delle anime e con il percorso che queste fanno nel ritorno al mondo delle idee. Nel famoso Mito di Er viene espressa l’idea di Platone su come vengano fatte reincarnare le anime. La storia parla di questo guerriero, Er, che una volta defunto come da usanza sta per essere messo al rogo ma costui si riprende e racconta ciò che ha visto dopo il trapasso. Parla di un percorso per le anime buone e di un altro per quelle malvagie, le prime ricevono omaggi per 1000 anni in paradiso mentre le secondo soffrono per altrettanto tempo nel purgatorio. Passati i 1000 anni le anime devono essere reincarnate e per essere giudicate passano dinanzi alle 3 Moire, che rimandano alla mente la figura già citata del giudice Decim. Come ultimo passaggio avviene una radunata di tutte le anime che, attraverso un principio casuale di selezione, ossia un lancio di numerini simili a quelli che si prendono al supermercato o alle poste, compongono un ordine per la scelta del corpo in cui reincarnarsi. C’è da tenere a mente che la scelta viene effettuata non vedendo i corpi bensì vedendo dei concetti come oggetti, ad esempio la tirannia può apparire di bell’aspetto per l’anima che decide di sceglierla. Scelta la reincarnazione l’anima viene gettata nel fiume Lete al fine di dimenticare ciò che ha vissuto dopo la morte.

Dimenticare, ricordare e di nuovo dimenticare

Come si è potuto vedere, in entrambi i casi la memoria dei defunti viene soggiogata al fine di concedere loro una seconda possibilità. Nel caso di Er risulta particolarmente affascinante l’idea di una selezione quasi casuale sulla reincarnazione e, nel caso di Death Parade, è bello notare come la reincarnazione non venga spiegata agli esseri umani ma il tutto è semplificato con Inferno e paradiso. Secondo l’anime l’uomo non è in grado di concepire per bene cosa succede dopo la morte ed è meglio quindi svuotargli la memoria prima di farlo tornare ad una vita terrena o prima di gettarlo nel vuoto. Sia ben chiara una cosa, non sempre lo spettatore riuscirà a comprendere le scelte del giudice e spesso si chiederà se effettivamente i simboli che contraddistinguono reincarnazione e vuoto sono stati interpretati bene. Insomma resta un forte dubbio su quella che spesso viene identificata come la propria idea di giusto e sbagliato, anche perché Decim può commettere errori. In tutte e due le situazioni emerge una considerazione della vita dopo la morte che fa riflettere su quanto effettivamente sia complicata, dubbiosa e rognosa da analizzare e inoltre non c’è modo di conoscerla poiché ,se pur qualcuno potesse tornare indietro, non è detto che abbia la possibilità di raccontare ciò che ha visto e vissuto. Probabilmente il destino dell’uomo è così, un agglomerato di vicende che si legano ad altre e che, anche dopo il trapasso, avranno le loro conseguenze.

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