Qual è la causa del tormento di Van Gogh? Il disturbo bipolare a carico di geni epistatici

La palpabile angoscia nella notte stellata, la solitudine nel campo di grano con corvi, la follia ed il tormento nelle azioni impulsive. Ecco come il disturbo bipolare ha reso Van Gogh un artista inimitabile.

“La tristezza durerà per sempre”. Il tormento, la follia, la disperazione e la depressione di Van Gogh si evincono da queste tragiche parole rivolte al fratello Theo, nel deterioramento del rapporto con Gaugiun, negli episodi psicotici e nella sua pittura densa, cupa e spiraliforme. La mutilazione dell’orecchio rappresenta l’episodio psicotico più celebre e da quel momento in poi gli furono diagnosticate diverse malattie come: epilessia, schizofrenia, intossicazione da assenzio e altre ancora. Nessuno riuscì mai ad identificare la fonte del suo dolore e la causa del suo suicidio: il disturbo bipolare. Secondo molti specialisti e diverse scuole di pensiero, l’artista soffriva della sindrome maniaco-depressiva, probabilmente di disturbo bipolare di tipo I complicato da attacchi epilettici e negli ultimi anni di vita da episodi psicotici.

Cos’è e come viene trattato il disturbo bipolare

La sindrome maniaco-depressiva è un disturbo psichico classificato nei disturbi dell’umore, può presentare deliri e allucinazioni e si divide in: disturbo bipolare I, nel quale si alterano episodi maniacali e depressivi; disturbo bipolare II, con episodi ipomaniacali e depressivi. Secondo recenti studi i primi episodi maniacali e depressivi si manifestano entro i 15-19 anni. Il disturbo bipolare viene trattato principalmente con farmaci antiepilettici e litio. Quest’ ultimo funge da stabilizzatore dell’umore agendo direttamente sulla sostanza bianca (costituita da fasci di fibre nervose che collegano encefalo e midollo spinale), la quale è costituita da mielina che riveste gli assoni (prolungamenti di neuroni che trasportano l’impulso nervoso). Probabilmente nel disturbo bipolare vi è un errore sulla trasmissione del segnale tra cellule nervose la quale viene risanata proprio dal carbonato di lito.

Implicazioni genetiche nel disturbo bipolare

Il disturbo bipolare è causato da condizioni biologiche, psicologiche e genetiche. Van Gogh non era infatti l’unico a soffrire della sindrome maniaco-depressiva all’interno della sua famiglia, il fratello Theo soffrì di episodi depressivi per tutta la vita che sfociarono in una vera  e propria psicosi, La sorella Wilhelmina ebbe molteplici “crisi nervose” che la portarono a passare ben 40 anni in ospedali psichiatrici e il fratello Cor morì suicida in giovane età. Molti casi di disordine bipolare non solo implicano trasmissione genetica ma epistasi tra geni che coinvolgono altri meccanismi genetici. Per capire cosa sia l’epistasi alla base del disturbo è necessario precisare che ogni gene nel nostro organismo può presentare forme alternative di se stesso, causate da una differente sequenza di nucleotidi chiamati alleli.

Il ruolo dei geni epistatici

L’epistasi è l’interazione tra gli alleli di due o più geni nella quale un gene maschera l’altro, causando mutazioni, ossia anomalie. Ad esempio ogni gene codifica per una sequenza di RNA o proteine, se un gene che codifica per una specifica proteina viene mascherato da un altro gene epistatico, l’intera via biosintetica è compromessa, la proteina non verrà prodotta o se ne otterrà un’altra diversa che andrà a compromettere l’intero organismo. Effettuando la mappatura genetica ad individui affetti da disturbo bipolare si sono riscontrati due polimorfismi (alterazioni di sequenze genetiche) su un gene codificante per il trasportatore della serotonina. Sono stati trovati polimorfismi anche in corrispondenza del gene che codifica per  la sintesi del triptofano idrossilasi, enzima che catalizza la sintesi della serotonina, neurotrasmettitore implicato nella regolazione dell’umore e nella sensazione di benessere e appagamento. È doveroso precisare che i disturbi della personalità non sono causati unicamente dalla trasmissione genetica, bensì dipendono da fattori ambientali, biologici e psicologici e l’insieme di queste caratteristiche porta alla manifestazione della malattia.

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