Daredevil e la dea bendata: cecità e giustizia sono da sempre il binomio perfetto

L’antica Grecia offre un modello idealizzato di giustizia ancora oggi costitutivo, anche a Hell’s Kitchen.

Iustitia/opiniojuris.org

È parte dell’immaginario collettivo questa figura di donna bendata, che regge una bilancia e una spada. I più la associano alla Giustizia. Diventato un miracolo dell’iconografia, la Lady Justice che ereditiamo dal mondo greco, ha anche ispirato il supereroe Daredevil della Marvel.

IL DIAVOLO DI HELL’S KITCHEN

Grazie alla mente del compianto Stan Lee, e alla matita di Bill Everett, a partire dal 1964, l’Universo della Marvel acquisisce un nuovo supereroe, destinato alla recente fortuna. Si tratta di Daredevil, conosciuto anche con vari appellativi come uomo senza paura, o diavolo di Hell’s Kitchen. Oltre alla serie di fumetti, sede originaria dello sviluppo narrativo dei vari personaggi della casa di produzione statunitense, la storia di Matt Murdock è raccontata anche attraverso un film e una serie tv. Il primo, prodotto dalla 20th Century Fox, è del 2003 con Ben Affleck. La seconda è una serie originale Netflix, composta da tre stagioni, distribuite tra il 2015 e il 2018. Di notte è in costume per le trade della newyorkese Hell’s Kitchen; di giorno lavora come avvocato. In entrambi i casi per combattere l’ingiustizia. Matt è cieco, ma grazie a questo, sfrutta i suoi superpoteri.

Daredevil/netflix.com

LA DEA BENDATA

La Lady Justice, come la chiamerebbero gli autori di Daredevil, ha origini greche segnate sul passaporto. Data di nascita: giusto qualche secolo fa. Quella che fu anche la Iustitia per i Romani, noti emulatori dei padri culturali del Mediterraneo, la troviamo già descritta in Esiodo (VIII-VII a.C.). È difficile dimostrare la differenza tra personificazione e divinizzazione, nell’ambito delle religioni politeiste antiche. Fatto sta che l’autore appena menzionato la inserisce a pieno titolo nella sua opera che descrive l’origine del pantheon greco, ovvero l’insieme di tutte le divinità. Si tratta della Teogonia (poema epico composto intorno al 700 a.C.). Il suo nome è Themis, e rappresenta l’ordine e il diritto. Dall’unione con Zeus, nasceranno le Ore: Eunomìa, Eirene e Dike. Tutte divinità profondamente connesse con la giustizia, la pace e la buona legislazione. A loro si appellano gli uomini che vogliono istituire rapporti sociali corretti e regolati dalle buone norme.

IL VELO E LA BILANCIA

Per secoli la figura della donna velata è stata impressa nella mente degli uomini. Di certo ha rappresentato e rappresenta tuttora un simbolo, quello dell’irremovibilità, volendo appellarci al significato etimologico del suo nome. Un’idea di giustizia non tanto implacabile o di stampo vendicativo, quanto il più possibile fondata su criteri di convivenza stabilmente pacifica. Ci si potrebbe dilungare molto sul tema della cecità e sulla sua fortuna nell’antica Grecia. Ma basti pensare a come questa sia naturalmente collegata con la giustizia. Per essere scritta e poi applicata nel modo corretto, una legge non può che esistere in un luogo dominato da chiaroscuri, dove le forme e i loro significati non ingannino l’occhio che le vede,  non si delineino direttamente, ma si riescano a percepire nella loro essenza, in modo da distribuire equamente il peso alle varie parti. E questo l’avvocato cieco con i super-sensi e il bastone lo sa bene.

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