Dante ‘dissa’ Forese: le tenzoni medievali all’origine delle battaglie rap moderne

Rime taglienti, ritmo incalzante e contenuto provocatorio: le tre principali caratteristiche che accomunano i generi della tenzone medievale e della ‘battle rap’ moderna.

Eminem, rapper statunitense (bedifferentmagazine.it)

Il rap è un genere musicale che ha cominciato a svilupparsi a New York a partire dagli anni ’70. Si dirama inizialmente dall’hip hop e si può considerare oggi il genere egemone sullo scenario musicale mondiale. Che abbia le sue origini prime nella tenzone medievale?

Battle rap, gare di freestyle e dissing: cosa sono?

I testi ‘rap’ prevedono una sequenza di versi prevalentemente brevi, fortemente ritmati e ricchi di assonanze e allitterazioni. La base musicale su cui poggia il testo è la successione di note denominata ‘beat’. A livello contenutistico, invece, possono essere definiti componimenti satirici poiché sono decisamente polemici e trattano di tematiche sociali spinose.

Proprio per la natura provocatoria delle produzioni rap e degli eccentrici protagonisti della ‘scena rap’ il genere ha iniziato con il tempo a sviluppare delle vere e proprie diatribe musicali che si manifestano nelle cosiddette battle rap, o gare di freestyle, e nei dissing. Le gare di freestyle hanno luogo quando due o più rapper si ritrovano a ‘duellare’ a suon di versi in rima, tutti rigorosamente improvvisati e mordaci.

Si parla invece di ‘dissing‘ quando un cantante rap cita all’interno di una propria composizione musicale un altro personaggio della scena attaccandolo e ‘mancandogli di rispetto’, come suggerisce il termine ‘disrespect’ dal quale ‘dissing’ deriva. Il termine dissing è stato poi italianizzato ed’è confluito nel verbo ‘dissare’ cioè ‘diffamare’.

Dante incontra Forese tra i golosi, nel canto 23 del Purgatorio (scuolissima.com)

Il genere poetico della tenzone

Esaurito l’excursus riguardo i complessi termini propri della cultura rap possiamo adesso cercare di capire cos’è una tenzone e quanto si avvicina al freestyle del ventunesimo secolo.

Il genere della tenzone, nato in ambiente provenzale nel XII secolo, prevede che i poeti si scambino a vicenda sonetti scherzosi e offensivi con lo scopo di suscitare il riso del pubblico o di affrontare tematiche ben precise. La tenzone si avvia quando il primo componimento, che presenta generalmente un quesito, un’accusa o una sollecitazione di risposta, viene inviato dal poeta ad uno o più colleghi. Colui o coloro che la ricevono sono tenuti a replicare riprendendo la tematica, o una rima, del primo componimento facendo proseguire lo scambio.

Si realizzavano in questo modo degli scontri poetici ricchi di accuse, ingiurie ed insulti ma che al contempo davano la possibilità al poeta di dare prova della propria bravura ed al pubblico di svagarsi. Lo stesso vale per le gare di freestyle in cui i rapper dimostrano le loro capacità di improvvisazione musicale e la loro prontezza verbale irridendo e accusando lo sfidante.

Dante ‘dissa’ Forese

Anche Dante negli anni 90 del XIII secolo frequenterà questo genere. Egli se ne serve per schernire il suo caro amico Forese Donati, personaggio di spicco nella Firenze del Trecento.

La tenzone si avvia da un sonetto composto da Dante intitolato ‘Chi udisse tossir la malfatata’ . Nel componimento Dante accusa di impotenza il povero Forese affermando che la moglie fosse insoddisfatta e ‘malmaritata’. Il marito sembra non essere in grado di soddisfarla, lei sente una mancanza nel nido coniugale, dorme con le calze perché la ‘coperta è corta’. Da questa beffa giocosa di cui Dante è autore si snoda la tenzone che è articolata in un totale di sei sonetti, tre di Dante e tre di Forese. Tuttavia, Forese non si risparmia nella propria replica. Dichiara di aver incontrato l’anima del padre di Dante, Alighiero, in una fossa comune, luogo in cui erano seppelliti gli usurai o coloro che non potevano permettersi le spese per una tomba. Forese stava dunque accusando Dante di essere estremamente povero.

La tenzone procederà con le infamie reciproche di essere entrambi golosi, non a caso Dante nel suo viaggio verso il Paradiso incontrerà Forese al canto 23 del Purgatorio, tra i golosi.

L’asprezza triviale della tenzone ha fatto sì che molti studiosi ne rifiutassero l’autenticità. Pare incredibile che il Sommo Poeta si sia prestato a tali ‘bassezze’. Eppure, come abbiamo visto, Dante oltre ad essere un compositore di terzine sopraffine ed un uomo dall’immensa cultura, oggi avrebbe anche ‘spaccato’ sulla scena rap ‘dissando’ i colleghi senza remora.

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