Dal romanzo gotico a “Scooby-doo”: intere generazioni stregate dal fascino sovrannaturale

Di sicuro, a tutti (o quasi) sarà capitato di vedere, almeno una volta, il simpaticissimo cartone animato “Scooby-doo”. Protagonista principale di ciascun episodio è l’omonimo cane, ideato dalla casa di produzione “Hannah- Barbera”.

Scena tratta da una puntata del cartone

Dal 1969, Scooby-Doo ha affascinato intere generazioni con le sue atmosfere spettrali e surreali, con mostri, fantasmi e tanti casi da risolvere. Oltre al cane, coprotagonisti sono anche il suo padrone Shaggy, Fred, Daphne e Velma. Si tratta di quattro amici che si muovono sempre su un furgone noto come “The Mystery Machine” e, ogni volta, si imbattono in una nuova avventura che li porta sempre a risolvere un mistero. In ogni episodio, la situazione inizialmente si presenta tranquilla, ma basta un attimo perché precipiti radicalmente. Così i ragazzi e il loro fedele cane si mettono alla ricerca di indizi e prove.

I ragazzi a bordo del loro furgone

Scooby-doo: struttura del cartone animato

L’atmosfera diventa terribilmente enigmatica e angosciante, i posti in cui gli avventurosi amici si ritrovano si rivelano sperduti e isolati, lugubri e terrificanti. La scena si colora di scuro, di tenebre e le uniche luci sono quelle fioche delle torce che servono a guidare il piccolo gruppo. All’improvviso, si palesano creature mostruose, grottesche che spaventano e intimoriscono non solo Scooby, ma anche gli altri. Tuttavia, nonostante la paura e il timore dinanzi all’ignoto e al sensazionale, Fred, Velma e Daphne elaborano dei piani per smascherare gli artefici di queste apparizioni apparentemente sovrannaturali e le cavie per attirarle sono, nella maggior parte dei casi, Shaggy e il suo fedele amico a quattro zampe. Alla fine di tutto, si scopre sempre che a terrorizzare questi ragazzi erano cattive persone che lo facevano per liberarsi della loro presenza e raggiungere i propri sporchi intenti.

I cinque protagonisti del cartone animato

Il romanzo gotico

Tuttavia questo clima che emerge dalle puntate di Scooby-Doo richiama molto un genere letterario, particolarmente in voga nella seconda metà del XVIII secolo, nell’ambito della letteratura inglese. Si tratta del romanzo gotico, prodotto intellettuale di scrittori che avevano maturato una visione disincantata della realtà. La società, infatti, un po’ come quelle del cartone, era caratterizzata da crimini, da uomini ormai schiavi di forze oscure che si insidiavano nei meandri delle frange sociali e il senso di umanità si andava progressivamente perdendo.

Tipica ambientazione gotica

Personaggi e simboli di questo romanzo altro non erano se non una denuncia dei problemi sociali.  A corredare il tutto, scene anche qui tenebrose, caratterizzate da una forte importanza conferita al terrore, all’orrore e all’oscurità più totale. A prevalere in maniera esclusiva è nuovamente il sovrannaturale, insieme a fantasmi, demoni, vampiri e ambientazioni spettrali, rappresentate da cimiteri, abbazie e castelli abbandonati.

Tante, dunque, le analogie che legano il romanzo e il cartone. Tuttavia, ciò che più li rende affascinanti è il gusto per il sensazionale e per il misterioso che riesce sempre ad accattivare il pubblico, a lasciarlo senza fiato e ad incollarlo alle pagine di uno romanzo o alle calcagna di un amabile cane parlante.

Elisabetta Di Terlizzi

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