Dopo tre anni da ‘Noi, loro gli altri’ Marracash pubblica il disco (a sorpresa) ‘È finita la pace’ con tredici canzoni che sono uno schiaffo in pieno viso.

Marracash torna all’attacco con il suo ultimo lavoro ‘È finita la pace’, pubblicato il 13 dicembre a sorpresa. C’è anche il raddoppio allo Stadio di San Siro per una delle tappe del prossimo ‘Marra Stadi 25’, carrellata italiana di live negli stadi da Nord a Sud, con partenza fissata il prossimo 6 giugno da Bibione. rapper di CRAZY LOVE non vuole raccogliere consensi, perché “Porto a termine un percorso fatto di tre album. Ho abbracciato la mia identità e definito il mio genere musicale: si chiama genere Marracash”.
LA BOLLA
Una bolla di sapone è la protagonista indiscussa della copertina dell’ultimo album di Marracash:
la bolla finanziaria, la bolla speculativa, ma anche ‘Le mille bolle’ di Mina. Sono tante le ‘bolle’ della nostra vita che ancora non abbiamo scoppiato, che ci imprigionano. Niente featuring nell’album. Il rapper vuole stare chiuso nella sua bolla. Solo lui e il suo pubblico, i suoi fan. “Viviamo in un’epoca di bolle – ha spiegato Marracash – dall’arte al mercato immobiliare. Questo disco è la mia bolla di 50 minuti, dove il marketing sta a zero, in un momento storico di musica appiattita e poco interessante”. Tredici canzoni dove il cantautorato e l’hip hop s’incontrano in un percorso in cui il rap incontra Ivan Graziani persino i Pooh. “È la musica con cui sono cresciuto” dice Marra. Il suo è un viaggio che segue le stesse tappe del dolore: dalla crisi alla presa di coscienza della crisi, fino all’accettazione. “Per essere te stesso devi scegliere – ha raccontato l’artista – e in tanti non lo fanno perché abbracciare un’idea è rischioso. Oggi sono rassicurato dal sapere che c’è anche un’altra via e che c’è un pubblico ricettivo che questa via può anche portarla ad alti livelli”.

IL RAPPORTO CON I FAN
Fabio Rizzo, per tutti Marra, non risparmia nessuno. Schiaffi in pieno viso, quelli di ‘Power slap’ come quelli di ‘Crash’ e ‘Gli sbandati hanno perso’. ‘È finita la pace’ arriva anche dopo il successo di ‘Marrageddon’, doppio evento live che ha riunito nel nome del rap a Milano e Napoli 140.000 spettatori. Sono i suoi fan, apostoli di colui che venerano al pari di un Dio. La fama che diventa ingestibile. I problemi sentimentali che s’intrecciano con quelli lavorativi. “Finito quel meccanismo ho sentito un forte senso di vuoto – racconta il rapper di ‘Crudelia’ – e un silenzio assordante. Da li ho deciso di provare a disintossicarmi dal mio problema con i sonniferi. Ho passato del tempo con le persone della mia vita, oltre il lavoro”.
LA VOCE DEGLI ULTIMI PER FARLI SENTIRE PRIMI
La penna di Marra scrive le vite degli altri, racconta le storie degli ultimi per farli sentire primi, capiti. Ogni parola, ogni lettera, scelta con cura. Il triste epilogo di un mondo in procinto di morire per causa nostra, politiche discriminatorie e generaliste. Dal macro mondo si passa al micro mondo che vive in ognuno di noi, una piccola società succube della propria anarchia. Nei versi di Marra c’è l’amore per l’altro e l’odio per se stesso, le spalle larghe di chi ha una reputazione nell’industria musicale e l’anima a pezzi per i sacrifici fatti. Lo stesso rapper più volte si è rimproverato per aver pensato troppo al lavoro. Già in ‘Dubbi’ aveva soppesato quanto guadagnato e quando perso negli anni, se ne valesse soprattutto la pena. Nel suo settimo disco che chiude una trilogia iniziata con ‘Persona’, Marra non usa censure, non vuole usare mezzi termini, tantomeno girare in torno alle cose: chi ci governa è fascista e quello di Gaza è un genocidio. Per questo Marra piace alla Generazione Z, perché canta quello che loro vorrebbero che si dicesse, diventando una voce credibile per una generazione succube di un’altra. La voce degli ultimi, per farli sentire primi.