Attraverso un anime che fa rimando alla storia, analizziamo la scoperta dell’America per mano di Cristoforo Colombo.

Il 1492 è uno tra gli anni più significativi presenti nei libri di storia. Infatti, nel mese di ottobre Cristoforo Colombo sbarca sulle coste americane, credendo di essere nelle Indie, e segnando per sempre la storia mondiale. Da quel momento in poi, nello scenario globale, ci sarà un nuovo protagonista pronto a rompere e ridefinire gli equilibri del pianeta, sotto tutti i punti di vista.
L’equivoco storico
Doveroso è partire da questo concetto. Possiamo parlare a tutti gli effetti di un grande equivoco storico. Come vediamo anche nell’anime dedicato a Cristoforo Colombo, il marinaio genovese voleva a tutti i costi raggiungere le Indie passando dall’Occidente. Questa esigenza nacque a causa di dazi doganali sempre più stringenti imposti dall’Impero Ottomano sulle tratte utili a raggiungere l’Oriente via terra. Dopo il rifiuto dei portoghesi, Colombo riuscì ad ottenere navi ed equipaggio dalla Spagna per intraprendere il suo viaggio, grazie ad Isabella di Castiglia. Tuttavia, l’Atlantico presentò un intoppo inaspettato: il continente americano. Il 12 ottobre 1492, dopo circa due mesi dalla partenza, tra le brume dell’orizzonte si delineò una terra che con ogni probabilità corrispondeva all’isola di Watling, nelle Bahamas.

Un mondo esotico
Come si racconta sui libri di storia e all’interno dell’anime, la meraviglia fu il sentimento che pervase gran parte dell’equipaggio. L’idea di essere arrivati in Oriente durò poco, e ben presto tutti si accorsero di essere in un posto all’Europa ancora sconosciuto, nonostante Colombo non si ricredette mai e restò convinto di essere giunto nelle propaggini dell’Asia. Una natura esotica, spiagge e popolazioni locali che non avevano nulla a che vedere con l’Europa, tanto meno con l’Oriente. La meraviglia fu tanta, e Cristoforo Colombo fece un trionfale ritorno a Palos il 14 marzo 1493 portando con sé alcuni “indiani”, un po’ di oro e dei pappagalli per convincere la regina Isabella del valore della scoperta. Successivamente il marinaio genovese fece altre tre spedizioni verso quel mondo, con un equipaggio maggiore ed obiettivi ben definiti: conquistare il nuovo continente.
La conquista europea
Nella storia l’uomo ha mostrato molte debolezze, e tra queste sicuramente non manca la voglia di conquistare continuamente nuovi territori. Infatti, anche con l’America, dopo un primo approccio di scoperta e meraviglia, iniziò una conquista di massa inizialmente da parte di spagnoli e portoghesi. Le differenze culturali erano ampie, alla polvere da sparo e armi in ferro gli indigeni risposero con ossa e bastoni in legno. In poco tempo gli europei sottomisero sia l’impero Atzeco che quello Inca. Tra i territori conquistati e popolazioni locali messe a lavorare in condizioni disumane, lo schiavismo raggiunse apici imbarazzanti. Per diversi secoli l’Europa continuò ad abusare del territorio americano per estrarne risorse e arricchirsi, e fu solo a partire dalla fine del XVIII secolo che l’America riuscì, pian piano, ad ottenere una propria indipendenza, dando il via ad uno sviluppo che la portò, nei secoli successivi, ad affermarsi come una potenza mondiale.