Dal genio di Steve Jobs a nostro figlio: possiamo dare lo smartphone ad un bambino?

Steve Jobs 16 anni fa presentava il primo iPhone. Scopriamo che effetti può avere l’utilizzo dello smartphone sui bambini.

Steve Jobs, le sue vecchie Birkenstock vendute all'asta per 218.000 dollari | Vanity Fair Italia

Quando Steve Jobs mostrò per la prima volta la nuova innovazione Apple, tutti capirono che il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Oggi lo smartphone è diventato uno strumento fondamentale, che spesso viene lasciato in mano ai più piccoli. Ma sarà giusto?

Un “aggeggio” sempre più comune

Lo smartphone è ormai parte integrante della nostra vita, e rappresenta un universo di informazione e conoscenza sempre a portata di mano. E noi ovviamente lo usiamo al meglio, ritrovandoci alle due di notte a guardare video di gattini seguiti da un video ASMR perché “dopo un’esposizione massiccia di luce blu e stimoli visivi chissà perché non riesco a dormire?”.

A parte gli scherzi, questi aggeggi (termine preso in prestito da mia nonna) hanno facilitato molto la comunicazione a distanza e sono risultati utilissimi nella sfera professionale (soprattutto durante il COVID) ma sempre più spesso si vedono bambini ipnotizzati, incantati dai loro bellissimo iPhone di ultima generazione, il che, quantomeno, non può che far sorgere dei dubbi. Secondo una ricerca dell’università Bicocca di Milano se nel 2020 i bambini tra i 6 e 10 anni che possedevano uno smartphone erano circa il 23,5%, nel 2021 questa stima è salita a 58,4%. Se poi aggiungiamo i dati Istat, secondo i quali soltanto tre utenti di internet su 10 hanno competenze digitali elevate, capiamo come questi strumenti siano affidati ai bambini senza che neanche i genitori siano realmente in grado di usarli.

Eppure, sappiamo come spesso si sia soggetti ad un utilizzo eccessivo di questi device, che spesso causano problemi. Infatti, oltre alle radiazioni che emettono, un utilizzo incontrollato può essere uno dei fattori scatenanti di disturbo depressivo e d’ansia, porta a mal di testa e fatica, spesso peggiora attenzione e concentrazione e porta a disturbi del sonno. È quindi giusto dare uno smartphone al proprio pargoletto?

gruppo di persone in piedi sul pavimento marrone

Non demonizziamo

Se guardiamo i vantaggi che porta l’utilizzo dello smartphone da parte dei bambini, è possibile notare come non sia tutto rosa e fiori, ma che come possa essere utile, se usato bene.

Come sappiamo bene il senso di vicinanza, soprattutto per i bambini più piccoli e soprattutto con i genitori (che magari per lavoro sono distanti), sia fondamentale per un buon sviluppo. Le videochiamate in questo senso si rivelano valide per questo scopo: già da un anno un bambino può infatti prendere consapevolmente parte a queste interazioni “a distanza”, anche se è interessato soltanto se le persone sono già state conosciute nella vita reale e nonostante riesca a mantenere l’attenzione per un periodo abbastanza limitato (5 secondi – 2 minuti).

Sembra inoltre che l’utilizzo dello smartphone migliori l’abilità motoria fine, anche se non è ancora stato confermato. I bambini che utilizzano giochi fisici riescono infatti ad ottenere migliori risultati su questo frangente rispetto a quelli che utilizzano il solo smartphone. In altre parole, lo smartphone potrebbe essere un buon elemento ausiliare per sviluppare queste abilità, ma non l’unico strumento.

Lo smartphone può inoltre stimolare la creatività. Nel disegno digitale, infatti, anche se i bambini producono disegni meno dettagliati, sono più concentrati, in quanto tutti le risorse si trovano sullo stesso piano di lavoro. Inoltre, esistono applicazioni che permettono ai bambini di leggere favole e fiabe e crearne di nuove, che poi possono condividere.

È indubbia inoltre la capacità dello smartphone di intrattenere, anche con l’aiuto di elementi multimediali e realtà aumentata, che possono essere utili per l’arricchimento del vocabolario in particolare nei primi due anni di vita ed in generale per l’apprendimento in generale, rappresentando un “apprendimento informale” alternativo alla scuola.

dois bebês e uma mulher sentada no sofá enquanto segura o bebê e assiste no tablet

Nuovo strumento, nuovi problemi

Ora che ne abbiamo elogiato le qualità, dobbiamo però illustrare quelle che sono le problematiche dello smartphone.

Come già citato, vi sono dei problemi di natura prettamente fisiologica. La luce blu dei telefonini, infatti, influisce sul sonno, diminuendo i livelli di melatonina e ritardando il ritmo circadiano (sonno-veglia). Se a questo aggiungiamo il fatto che i bambini presentano pupille più grandi ed un cristallino più trasparente, capiamo come qualche ora prima di andare a dormire sia meglio tenere questi lontani da schermi. Inoltre, banalmente durante la notte è possibile svegliarsi per colpa di messaggi o notifiche. Vi è anche una correlazione tra obesità e utilizzo di schermi vari, incentivata da una minore attività fisica e un consumo maggiore di cibo spazzatura.

Anche la psicologia viene influenzata. Se non esiste un vero e proprio comportamento dipendente legato all’utilizzo di smartphone (né il DSM-5 né l’ICD-11 lo presentano), è vero però che esiste un utilizzo incontrollato e problematico di questo strumento, che può portare ad escludersi dalla società, con le conseguenze che questo comporta, e essere un ostacolo per la vita del soggetto.

Il cyberbullismo è un altro fattore che contribuisce al carattere problematico che può acquisire un uso sconsiderato dello smartphone, che, unito a contenuti inappropriati che spesso vengono mostrati ai bambini online, ne fa uno strumento ricco di risorse, ma anche rischioso e a volte dannoso.

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