Dal carcere ai red carpet: scopriamo la seconda vita di Gipsy Rose Blanchard

Gli abusi, la morte della madre e una condanna per omicidio. Una volta libera, diventa la star di internet. la nuova vita di Gipsy Rose Blanchard inizia trent’anni dopo la sua nascita, è una stella del web e conta centinaia di migliaia di followers.

Gipsy ed il suo ex fidanzato Ryan

Per anni è stata ‘la bambina malata’, costretta su una sedia a rotelle e priva di tutti suoi denti. Poi, la diagnosi di leucemia. Ma era tutta una messa in scena dove ‘la regista’ era la sua mamma.

LA PRIMA VERSIONE DELLA STORIA

Un post su Facebook dal contenuto allarmante costrinse gli uomini dello sceriffo di Greene County, nel Missouri, a fare irruzione in una piccola casa rosa immersa nel verde. La frase “That Bitch is dead!” (“quella stronza è morta”) altro non era che la firma di un omicidio dove la vittima era Clauddine “Dee Dee” Blanchard, quarantottenne trovata morta tra le lenzuola del suo letto. A preoccupare però gli investigatori fu l’assenza della figlia, la giovane Gipsy Rose, la quale si riteneva soffrisse di diversi disturbi. La mancanza della sua sedia a rotelle e dei famaci indisepnsabili per la sua vita all’interno dell’abitazione facevano presagire ad un sequestro. Furono in molti a mobilitarsi per cercarla, non solo perché era a rischio la sua vita, ma anche perché era nota nella zona per le sue numerose apparizioni televisive. La sua malattia la rese tristemente famosa e la madre godeva delle numerose donazioni fatte dalle enti benefiche a causa della condizione della figlia. La loro storia commosse l’America: Dee Dee, alla ricerca di un tetto sulla testa dopo che l’uragano Katrina distrusse la sua casa; e poi Gipsy, nata prematura, la diagnosi di leucemia e l’inserimento di un tubo per l’alimentazione artificiale, fattori che resero indispensabile la costante presenza della madre nella sua vita. Come avrebbe fatto ora, visto che Dee Dee era morta? Dopo giorni di ricerche, Gipsy venne rintracciata dalla polizia insieme ad un uomo. Non era il suo sequestratore, ma il suo fidanzato. E la ragazza, nonostante non avesse assunto quei famaci necessari per la sua condizione clinica, stava bene. Lei era sempre stata bene.

Gipsy e sua madre Dee Dee

LA SECONDA VERSIONE DELLA STORIA

La testa rasata, le ghiandole salivari trattate col botox, l’estrazione dei denti e la presenza constante dei medici nella sua vita. Gipsy per anni fu succube della madre, uno strumento per ricevere attenzioni da parte delle enti benefiche e dei media. Ma la sua storia, ancor prima di essere raccontata in televisione, fu scritta e riscritta da Dee Dee, che mentì sulle condizioni di salute della figlia ancor prima che Gipsy venisse al mondo. Il suo anno di nascita sbagliato, come lo erano le sue diagnosi. La stretta di mano ogniqualvolta Gipsy dicesse qualcosa di sbagliato per la madre. Poi i costumi da principessa e le parruche, per lasciare che la figlia vivesse in un mondo fiabesco. Nonostante il certificato di nascita fosse andato perduto, Gipsy sentiva di essere una piccola donna. Scoprì il suo copro, gli uomini e il sesso. Perché mentre la madre continuava a mentirle, il suo corpo le stava dicendo la verità. Lei non era una ragazzina, ma una ventenne. Poi conosce un ragazzo, Nicholas Godejohn, con la quale chatta su internet. Ed è proprio lì che pianificano l’omicidio di Dee Dee. Mentre il ragazzo uccide la donna, Gipsy attende. Poi, la fuga d’amore.

UNA STORIA DA RISCRIVERE

Mentre Gipsy scontava la sua pena per l’omicidio della madre, la sua storia fece il giro del mondo diventando l’idolo indiscusso di molte ragazzine. Dopo essere uscita dal carcere, fu sommersa dall’onda di solidarietà dei suoi fans. Da lì, il successo. Diventò una star, varcando i red carpet e apparendo in numerosi documentari sulla sua storia. Poi le sue storie d’amore e, infine, la sua gravidanza. Per tutti lei è l’eroina, mentre sembra essere un lontano ricordo la morte della madre. Una pagina da strappare, da dimenticare. Eppure le perizie hanno dimostrato che la madre non fosse ‘cattiva’, bensì malata. Ma la nuova vita di Gipsy Rose Blanchard è fatta di appostamenti dei paparazzi, autografi e palinsesti a lei dedicati. Più dettagli emergono, come le foto della scena del crimine, più i fans le sono vicina. Ma quanto c’è di etico nella trasposizione della sua vita, dal carcere ai red carpet? Ma soprattutto, è davvero una storia di un riscatto? Restano le sentenze del tribunale dell’opinione pubblica, che si riassumono nelle seguenti tifoserie: Cappuccetto rosso ed il lupo, bianco e nero, il bravo ed il cattivo.

 

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