Da The Mount Dragon al polimorfismo biologico. Ecco perché una malattia non può estinguere l’uomo.

The Mount Dragon ci racconta di una patologia mortale, ma una malattia può causare l’estinzione umana? Risponde a questa domanda il nostro sistema immunitario. 

Copertina della prima edizione del romanzo, uscito nel 1996.

Tutti prima o poi, si trovano di fronte a questa domanda: Una malattia può estinguere la razza umana? Nella maggior parte dei casi ci limitiamo a non pensarci, essendo convinti che scenari simili si trovino esclusivamente in pellicole Hollywoodiane e in qualche libro fantascientifico vintage. Purtroppo non si è mai presentato un periodo storico più propenso di questo per sviluppare pandemie mortali. Editing genetico, tecnologia CRISPR, biotecnologie avanzate: stiamo giocando a fare Dio, e forse ce ne pentiremo. Ma la risposta fortunatamente è no, ma perché? Cerchiamo di capirlo con qualche fondamento d’immunologia, analizzando inoltre la trama di “The Mount Dragon”.

La vicenda di Mount Dragon

Guy Carson è uno scienziato che viene assunto come ricercatore per la GeneDyne, presso la struttura di Mount Dragon nel deserto di Jornada del Muerto nel New Mexico. Tra i vari patogeni di categoria cinque che i laboratori gestiscono, il giovane dottore affronterà anche uno stile di vita recluso, determinato dai rigidi sistemi di sicurezza  dell’impianto. Gli viene affidato il compito di trovare un vaccino per una rara forma d’influenza che compie mutazioni ad un ritmo impressionante, chiamato X-FLU. Nonostante tutte le precauzioni dei ricercatori muoiono a causa del virus, durante la quarantena forzata Carson avrà l’occasione di studiare la patologia e dopo un’epifania scopre che l’infezione mortale deriva da un sistema di filtraggio brevettato dal suo predecessore nella GeneDyne, il quale è stato venduto ad ogni ospedale della nazione e forse del Mondo.

Insieme a “Io sono leggenda”  e “Outbreak”, il romanzo techno-thriller scritto da Douglas Preston e Lincon Child è un emblema della letteratura fantascientifica sugli scoppi virali. Come il libro dimostra fin dalle prime pagine, è davvero facile agire sul frammento di DNA sbagliato per causare una catastrofe. Nonostante questo il nostro corpo possiede una capacità incredibile che in un certo senso rendono la nostra specie invincibile.

Il polimorfismo biologico

Il sistema immunitario degli invertebrati può essere suddiviso in due parti: immunità innata e immunità adattativa. La prima corrisponde ad un’immaginaria prima linea di difesa, la quale si attiva subito ed in maniera aspecifica. La seconda invece si accende tardivamente ma la sua risposta è altamente specifica per quel particolare patogeno che sta causando l’infezione. Sembra incredibile ma nel nostro corpo abbiamo cellule che riescono a distinguere la Salmonella da Escherichia Coli come noi distinguiamo i cani dai gatti. Il loro segreto si trova in particolari recettori, diversi da cellula a cellula, che riconoscono ciascuno frammenti unici di batteri, virus e altre tossine con le quali veniamo quotidianamente a contatto. Naturalmente non possiamo avere un gene per ogni recettore, al contrario questi supererebbero la quantità di geni presenti nel genoma (circa 20.000).

Alcune delle cellule del sistema immunitario infatti posseggono meccanismi di ricombinazione nei geni che codificano per questi recettori. In pratica ogni volta che si forma una nuova cellula di questo tipo, come linfociti B e T, questa costruisce i suoi recettori ma prima effettua una ricombinazione in quei piccoli segmenti di DNA per produrre recettori unici ad ogni altra cellula del corpo. In questo modo viene a formarsi un vero e proprio arsenale contro qualunque minaccia.

Classificazione delle cellule del sistema immunitario. Quelle che producono i recettori polimorfici sono quasi esclusivamente quelle di destra: linfociti T e B.

Perché ci ammaliamo?

Grazie a questo ed altri sistemi di difesa riusciamo a sopravvivere quasi ogni giorno senza preoccuparci di essere malati. Naturalmente non rappresenta un metodo infallibile, infatti in certi casi il patogeno è troppo forte e prevale sull’organismo e di conseguenza ci ammaliamo e in certi casi soccombiamo. Ma anche in caso di patologie mortali, il sistema immunitario ha un asso nella manica. Se infatti immaginiamo una nuova malattia super-pericolosa vedremo come la maggior parte degli esseri umani muore ma alcuni guariscono a causa della variabilità dei recettori i quali, in alcuni casi fortuiti, riescono a creare la ricombinazione perfetta per riconoscere il patogeno e attuare l’immunità adattativa. Di conseguenza una malattia non potrà mai estinguere l’umanità, nemmeno FLU-X.

I recettori dei linfociti T e B, le frecce indicano la porzione polimorfica soggetta alla variabilità che riconoscerà l’antigene ossia la porzione di microrganismo o di tossina.

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