Il terribile sisma che ha colpito l’Albania, poteva essere evitato? Potevamo evitare i danni?

Il 21 ed il 22 settembre sono stati due giorni cupi per l’Albania, colpita da numerose e forti scosse di terremoto con epicentro lungo la costa.

Macerie crollate su di una macchina

La costa albanese è una zona fortemente sismica, essi sono causati dal movimento della placca africana verso nord, che spingendo causa scosse, a volte deboli, altre forti di forte intensità. In questi giorni l’Albania è stata colpita da forti terremoti, con intensità fino a magnitudo 5.8 nella scala Richter (serve per misurare l’intensità di un terremoto, va da un minimo di 1 ad un massimo di 13). Questo terremoto è stato il più forte negli ultimi 30 anni.

 

Il terremoto in Albania

Uno dei palazzi colpiti dal sisma

La prima scossa di terremoto è stata avvertita il 21 settembre alle ore 01:34 del mattino, con epicentro nell’Adriatico, a 2 km da Durazzo. A questa ne sono seguite molte altre di intensità sempre maggiori con un apice di magnitudo 5,8 (un intensità pari alla bomba scaricata su Hiroshima). Attualmente sono 900 gli edifici crollati e più di 100 feriti. Solo nella giornata del 22 settembre sono state registrate più di 600 scosse di assestamento. Il professor Frederik Tilmann, direttore del settore di sismologia nel centro tedesco degli studi geologici (GFZ) di Potsdam, ha dichiarato che “La costa albanese ha sempre fatto parte di quelle regioni europee che sono esposte a forti rischi sismici. I terremoti di quest’area hanno a che fare con il movimento del continente africano verso Nord. La placca continentale africana si sposta di alcuni millimetri all’anno verso l’Europa. Questi contatti continentali creano tensione, soprattutto per le micro-placche dell’Adriatico che vengono spinte ed entrano nei Balcani. Il terremoto nei pressi di Tirana, ha a che fare con queste tensioni”. Le scosse sono state sentite in Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Kosovo, Montenegro, Serbia, Macedonia del Nord e Albania. I terremoti che hanno colpito l’Albania in questi giorni sono stati molto forti, ma per fortuna l’ipocentro era a circa 20km di profondità ed in mare, questo ha fatto sì che i danni alle persone e agli edifici sia stato di dimensioni ridotte.

 

I terremoti

Il terremoto è una vibrazione improvvisa della crosta terrestre, provocata dallo spostamento di una massa rocciosa nel sottosuolo.

Schema di un sisma

La prima domanda che uno si può porre è se sono prevedibili. Non è prevedibile quando ci saranno terremoti, anche se c’è da dire che spesso le scosse con alte intensità sono anticipate da scosse di bassa intensità. È però possibile sapere, con precisione, dove si trovano i possibili epicentri (ed ipocentri). Infatti l’epicentro di un terremoto si trova sempre in una zona di contatto tra placche tettoniche (in questo caso tra la placca africana e quella euroasiatica). L’ipocentro è la zona dove ha realmente origine il terremoto e si trova nel sottosuolo, a varie profondità e si trova in zone di frattura preesistenti. Invece l’epicentro è il punto in superficie sulla verticale dell’ipocentro. L’epicentro è la zona maggiormente interessata al fenomeno. Per quanto riguarda la prevenzione al crollo di edifici, è possibile abbassarne il rischio, costruendo edifici antisismici. I terremoti sono misurati principalmente con due scale, la scala Richter (che misura la magnitudo) e la scala Mercalli (che ne misura l’intensità). L’unico modo concreto per difenderci, almeno in parte, dai terremoti è costruire edifici antisismici.

I terremoti storici dell’Albania

erremoto a Valona, Albania, anno 1851. Fonte foto: Artan Shkreli

Da sempre l’Albania è soggetta a terremoti. Nella storia ci sono stati vari episodi di sismi, anche forti. Il 12 ottobre del 1852 un terremoto di magnitudo 6.6 scala Richter e dall’intensità 11° scala Mercalli con epicentro a Valona. L’intera città medievale fu rasa al suolo, ad eccezione della Moschea di Muradie con centinaia di vittime, mentre a Berat ci furono circa 400 morti. Tra luglio e agosto del 1855 un forte terremoto rase al suolo villaggi interi, quali Bushat, Juban, Kozmaç, Vau i Dejës, Karme, Dushan, Toplane e Bruç, aprendo un enorme crepa nel terreno. Invece il 22 dicembre 1919 nella zona di Leskovik-Konicë ci fu un sisma di magnitudo 6.1 scala Richte, numerose furono le abitazioni distrutte, ma anche villaggi come sboros, Belthonsi e Kapaztiko. Il 18 dicembre 1920 ad Elbasan (nella zona dell’epicentro) vennero distrutte in totale 173 abitazioni e decine di persone rimasero ferite, fu sentito anche a Peqin dove 14 persone persero la vita ed altri 300 rimasero feriti. Il 27 agosto 1948 a Scutari di sotto venne scossa dal terremoto di magnitudo 5.5, le conseguenze furono particolarmente gravi per il fiume Buna, il cui letto subì gravi danni. Il 15 aprile 1979 un sisma di magnitudo 8.0 colpì Scutari, esso causò 40 morti e vennero danneggiate 17.118 abitazioni.

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