Riguardo alla saga di Dragon Ball è stato detto moltissimo, specialmente su Son Goku, il protagonista.

Soffermiamoci, però, su un aspetto che può sembrare secondario ai fini della trama: la coda di Goku.

 

L’animale come metafora dell’Altro

Sfogliando le prime pagine dell’edizione Evergreen (la più tradizionale) di Dragon Ball, già emerge la tematizzazione di un tabù: Goku non è un essere umano facilmente inquadrabile (non è nemmeno un essere umano, ma questo è un dettaglio che verrà rilevato più avanti): un bambino dalla forza di un adulto, con coda di scimmia.

Sono due i dettagli che stonano, nell’identità del nostro protagonista, ed il più curioso sembra essere proprio la coda.

La coda di Goku non è un elemento puramente estetico. Pare che, nelle notti di luna piena, Goku subisca una metamorfosi: l’umanoide si fa ominide.

Goku non assomiglia ad un ragazzo della sua età. Goku non è come noi. Goku è L’altro.

Gregor Samsa: Goku, al contrario

Assaporando La Metamorfosi di Kafka, nonostante le atmosfere ed i tempi narrativi siano molto diversi rispetto a quelli di Toriyama -anche solo per il fatto che il medium usato dai due autori è differente- possiamo notare punti di continuità con Dragon Ball.

Gregor Samsa si scopre scarafaggio. Da un momento all’altro la metamorfosi è avvenuta, Gregor non è più come noi. Il tutto accade ma sembra non accadere: non vi è processo alla base della trasformazione. Gregor subisce una trasformazione, come Son Goku.

Durante l’evento del torneo Tenkaichi, narrato nei volumi 4-5 (Evergreen ed.); Goku da un istante all’altro passa dall’essere l’eroe della competizione, al male da scongiurare, il demonio.

Il protagonista de La metamorfosi sovverte e riconferma le caratteristiche presenti in Goku: è un adulto che non ha più coscienza dei propri movimenti, della propria identità. Gregor, dopo aver assunto le sembianze di una blatta, sembra un bambino, con consapevolezza estremamente acerba del mondo.

Analogamente alla reazione degli spettatori di Goku al torneo Tenkaichi, i famigliari di Samsa reagiscono alla sua animalità esprimendo una paura profonda, atavica.

Paura di cosa?

Paura non tanto di Goku o Gregor in sè.

Dopo che Gregor è morto, i membri della sua famiglia si illudono di poter vivere in serenità. Tuttavia la loro paura sorge dallo scoprire, tramite la testimonianza dell’Altro (in questo caso Gregor), che anche noi siamo sconosciuti a noi stessi. Anche noi nascondiamo la nostra coda, o le nostre antenne peculiari.

Mettere in conto di non conoscersi, e di avere a disposizione un’esistenza intera per mettere a fuoco parti della nostra personalità di cui siamo poco consci, è una pratica filosofica importante, sin dai tempi di Socrate.

Solo così possiamo smettere di subirci, ed iniziare a comprenderci.

 

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