Da dove nasce la personalità? Cosa mangi spiega chi sei

Da ciò che scegliamo come nostro piatto o pietanza preferita è possibile dedurre i tratti salienti della nostra personalità. Ecco ciò che ci dice la psicologia.

Mangiare va dall’essere una semplice funzione biologica a riassumere in piatti e pietanze le tradizioni e la cultura di un popolo. Le scelte che ogni giorno finiscono nei nostri piatti, dal vegetariano, al vegano, al fruttariaono vanno a rivelare parti nascoste di noi stessi.

La ricerca: dalla genetica alla psicologia

Ricerche condotte sui neonati hanno messo in luce la preferenza per il dolce e il rifiuto di aspro e amaro che, in termini di sopravvivenza, serviva proteggere da veleni e sostanze non commestibili. Importante è, però, integrare l’esperienza culinaria con gli altri e quattro sensi che guidano nella scelta di un cibo, al fine di rendere il cibo una ricerca. Nell’Università della North Dakota State e della Saint Xavier di Chicago è stato dimostrato il nesso tra gusti a tavola e tratti caratteriali grazie a dei test. I test sono stati condotti su studenti universitari e la predisposizione a cibi dolci e zuccherini sarebbe ricollegabile in maggioranza ad un carattere aperto e disponibile. Anche l’Università di Milano associa, grazie a delle ricerche, il dolce alla sensibilità emotiva e il salato all’estroversione e all’indipendenza. 

Ciò che mangiamo viene acquistato al supermercato con la psicologia

Le motivazioni alla base dei nostri acquisti al supermercato sono collegabili, secondo Leon Rappoport, docente alla Kansas University, alle teorie della personalità di Freud. Per citare un nesso che sfiora lo stereotipo, così come il bimbo trova il piacere nel seno materno, così l’adulto riserva la sua soddisfazione in cene appetitose. Un altro collegamento riguarda poi, il modo in cui si mangia come un indizio su come si fa l’amore: non suona infatti strano che c’è chi associa e mischia i due piaceri. 

Da dove deriva la nostra personalità?

Le differenze cerebrali ci giungono dal Massachusetts General Hospital in cui sono state eseguite delle mappature con risonanze magnetiche funzionali. Sono state evidenziate connessioni variabili su funzioni di controllo e attenzione. Le funzioni simili tra i partecipanti riguardarono, invece, gli ambiti motori e sensoriali. Lo sviluppo di personalità è un percorso di continuo divenire determinato anche dalle esperienze che non si esauriscono rendendoci sempre diversi. Il carattere, come parte di personalità, combina fattori genetici e biologici alle esperienze “da grandi” a cui i bambini vengono presentati. Nella prima infanzia ritroviamo le cure materne che impediscono l’insorgere di ansie fino poi allo svezzamento, che rappresenta l’indipendenza. I conflitti e le frasi del no del bambino compiono un passo verso le opposizioni. Gli altri momenti salienti per la personalità sono la pubertà e le interazioni sociali nei luoghi scolastici. L’adolescenza, l’età adulta e l’anzianità non fanno altro che accrescere il senso di identità.

Una volta formata una personalità i nostri comportamenti e atteggiamenti non faranno che rispecchiarla.

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