Ode al nero, colore a cui siamo sempre più vicini grazie ai nanotubi di carbonio

C’è chi lo ama e ne fa il colore della propria vita, c’è chi lo evita e forse un po’ lo teme. Il nero è molto più di un colore e attraverso i nanotubi di carbonio si è sempre più vicini al nero assoluto.

Nero, illustrazione

Il nero è probabilmente il colore che può essere maggiormente associato a significati anche molto diversi tra loro. È spesso attribuito a contesti negativi, tristi, tetri, ma non può essere ridotto a questa sfera. Non solo il nero è anche il colore per eccellenza di classe ed eleganza, ma è anche ‘utile’, grazie ai nanotubi di carbonio.

Cosa rappresenta il nero: storia di un colore

‘In principio era il nero’. Così dichiara l’antropologo francese Michel Pastoureau nel suo saggio ‘Nero. Storia di un colore’ e non è certamente difficile immaginare, sia a livello generale, un universo primordiale vuoto e nero, o a livello particolare, il buio negli occhi di un feto a cui segue un’esplosione di luce e colori con la sua nascita. Da sempre e ancora oggi il nero è associato alla morte, al lutto, alla paura, all’oscurità, alla sventura, spesso in contrapposizione al bianco, simbolo di vita, luce e conoscenza, secondo una visione dualistica, manichea, di contrapposizione. Ciò che il nero rappresenta non può tuttavia essere semplificato con questa dicotomia. Il nero è il colore della terra fertile, della connessione con lo spirituale, basti pensare ai primi pigmenti di legni bruciati e cenere, sulle pareti delle caverne. Se per molto tempo il nero è stato precluso a simbolo di lutto, il nero diventa segno distintivo per le classi più abbienti per la difficoltà nel reperirne una tintura permanente. È con i Romantici che diventa, con loro orgoglio, emblema della malinconia, o bile nera, in contrasto con la luce del razionalismo illuminista. Se nell’Ottocento è immagine di ricchezza, potere, ma anche di cultura, è verso la fine del secolo che diventa il colore di decadenza, della metropoli, della fuliggine, del carbone. In tempi più recenti il nero è stato simbolo di totalitarismi, ma è anche stato sdoganato a colore icona di trasgressione, anticonformismo, così come di classe e raffinatezza.

Sebbene nel tempo abbia assunto così tanti significati, e sempre così diversi, il nero è quel colore che probabilmente meglio rappresenta la volubilità della psiche dell’uomo, il suo desiderio di distinguersi, ma anche di omologarsi, i suoi contrasti interiori, così come la sua voglia di autodeterminarsi.

Peder Balke, La Tempesta

Nel materiale ‘più nero del nero’ sono presenti nanotubi di carbonio

Dallo scorso 13 settembre e fino al 25 novembre 2019, presso la Borsa di New York sarà esposta l’opera d’arte The Redemption of Vanityun diamante giallo di 16,78 carati. Completamente rivestito con il nuovo materiale creato da un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), il diamante appare così scuro da sembrare privo di tridimensionalità. Il materiale che lo riveste è costituito da nanotubi di carbonio (o CNTs, carbon nanotubes) nanoparticelle costituite da aggregati di atomi di carbonio, coltivati sulla superficie di un foglio di alluminio. Con l’obiettivo di testare e migliorare le proprietà elettriche e termiche di materiali conduttori con la presenza in superficie di nanotubi di carbonio, i ricercatori hanno trattato in particolare i fogli di alluminio con cloruro di sodio, il comune sale da cucina, per eliminare lo strato di ossido che agisce da isolante, quando l’alluminio viene esposto all’aria. Come ci si aspettava, dopo aver trasferito il foglio di alluminio in un ambiente povero di ossigeno, attraverso trattamenti speciali come la deposizione chimica da vapore, è stato possibile riuscire a coltivare nanotubi di carbonio a una temperatura di 100 gradi inferiore rispetto alle condizioni standard. Inaspettatamente il prodotto finale è risultato di un colore nero particolarmente intenso, al punto da volerne valutare il grado di assorbimento della luce. In particolare i ricercatori attraverso una misurazione hanno constatato che il nuovo materiale è in grado di assorbire più del 99,995% della luce in entrata, proveniente da qualsiasi angolazione.

The Redemption of Vanity; a sinistra il diamante 16,78 carati, a destra il diamante coperto dal materiale di nanotubi di carbonio.

Il nero è anche utile

Poiché in sostanza tutta la luce che l’occhio umano può rilevare è assorbita dal nuovo materiale, questo appare nerissimo, addirittura 10 volte più nero di qualsiasi altro composto. Se con il Vantablack realizzato in passato era possibile assorbire il 99,965% della luce, si è riusciti ad andare oltre, e non è da escludere che probabilmente si riuscirà a raggiungere il massimo del nero. L’effetto immediato è sorprendente, basti pensare a come il diamante, brillante e sfaccettato, rivestito con tale materiale, appaia particolarmente nero, piatto, privo di tridimensionalità. È bene tenere in considerazione il possibile contributo in campo scientifico e ingegneristico. Il materiale ottenuto da Brian Wardle, professore di aeronautica e astronautica al MIT, e Kehang Cui, ex ricercatore del MIT e ora professore alla Shanghai Jiao Tong University, non potrà solo essere sfruttato per progetti artistici, come ‘The Redemption of Vanity, ma anche nell’ambito delle scienze dei materiali e nell’ottica. Potrebbe infatti essere applicato per la realizzazione di paraocchi in grado di ridurre il fenomeno dell’abbagliamento, o di telescopi spaziali che potranno ridurre di molto il disturbo della luce diffusa.

Struttura dei nanotubi di carbonio, illustrazione

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