“Da Botticelli a Mucha”: a Torino la mostra che celebra la bellezza femminile

Mitologia, natura e seduzione protagoniste di opere senza tempo.

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Donna: “Nella specie umana, l’individuo di sesso femminile”. Se ci fermassimo al significato basico di questa parola, potrebbe non esserci nient’altro da aggiungere. La storia e l’arte, però, ci insegnano che il sostantivo femminile “donna” può assumere, in realtà, una miriade di sfumature di significato.

Sfumature su tela

C’è chi ha parlato di “donna angelo”, chi di “femme fatale”, chi l’ha venerata in quanto oggetto e chi invece come soggetto in grado di pensare e agire. Scrittori, poeti e pittori hanno cercato di mettere su carta o su tela la grazia dei suoi gesti: le sue mani affusolate, i suoi occhi ora dolci ora fiammanti, la sua voglia di vivere, di amare e sentirsi amata. È proprio questo quello che la mostra “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, natura, seduzione” vuole celebrare: le mille sfaccettature artistiche del sostantivo “donna”. Dal 17 Aprile fino al 27 Luglio di questo stesso anno, infatti, 11 sale dei Musei Reali di Torino ospitano più di cento opere di fama nazionale e internazionale accumunate dalla bellezza e dal fascino del loro soggetto principale.

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La mostra

Sono dieci le sezioni dell’esposizione che inizia proprio con un omaggio all’idea di donna venere. La Venere di Botticelli, simbolo universale di bellezza femminile mitologica, è, così, regina indiscussa della prima sezione che mostra al pubblico anche le tecniche di disegno utilizzate dall’artista e i suoi ripensamenti sull’opera stessa. Si continua, poi, con le sezioni “Le Tre Grazie”, “Guardando l’antico: il Taccuino romano di Girolamo Da Carpi”, “La meraviglia della natura: gli album naturalistici di Carlo Emanuele I”, “Il fascino dell’arte classica nel Rinascimento”, “L’universo della bellezza femminile”, “Regine, principesse e belle di corte”, “Incanto e seduzione tra Ottocento e Novecento” per poi chiudere nell’ultima sezione con il disegno “Volto di fanciulla” realizzato da Leonardo da Vinci tra il 1478 e il 1485.

Essere umano pensante

Una mostra che è, quindi, un viaggio nel tempo. Una mostra che attraversa i secoli per restituirci ritratti di naturale bellezza e contemporaneamente fotografie di epoche ormai lontane, genitrici della società in cui viviamo. Se è importante venerare la donna per la sua delicata ed effimera bellezza, è altrettanto giusto, ricordare la voglia di rivalsa sociale del così detto “gentil sesso” che emerge da numerose opere di fine Ottocento e inizio Novecento. Basti pensare alla scandalosa protagonista de La chambre bleue di Suzanne Valadon che con abiti maschili e una sigaretta tra le labbra sfida gli sguardi più conservatori, alla fiera donna al volante di una lussuosa auto sportiva ne Autoritratto in Bugatti verde di Tamara de Lempicka o ancora all’instancabile lavoratrice in We Can Do It! di J. Howard Miller. Giovani scandalosamente al passo con i tempi, ritratte da ArtistE che hanno deciso di celebrare non la donna in quanto musa, ma la donna in quanto essere umano pensante.

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