Riconoscere le cose positive che offre la vita riduce la depressione e aumenta l’autostima degli adolescenti.

Gli studenti che apprezzano ciò che offre la vita tendono ad allontanare sintomi legati alla depressione. Ma c’è una componente sostanziale tra la gratitudine e la depressione: l’autostima, spesso ostacolata dal mondo digitale.
I dati emersi dalla ricerca
Secondo quanto emerge da uno studio pubblicato su The Journal Of Positive Psychology, i ricercatori hanno seguito circa seicento studenti di due scuole secondarie di primo grado, in Cina. Sono stati valutati tre volte nell’arco di due anni per gratitudine, autostima e depressione, con lo scopo di misurare per ogni studente il livello di questi ultimi. Sulla base delle loro risposte i partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi: il 36% degli studenti ha mostrato basso livello di gratitudine; il 30% ha iniziato con alti livelli di gratitudine che si sono evoluti nel tempo, mentre il 24% è passato dall’essere molto grato per poi esserlo meno a lungo andare; si conclude poi con l’11% che è passato da un basso livello di gratitudine per acquisirne di più al termine del ciclo scolastico.

L’autostima come arma difensiva
Gli studiosi al termine dell’indagine si sono interrogati sul possibile collegamento tra i diversi risultati e i livelli di depressione dei ragazzi per poi arrivare ad una conclusione: chi aveva riferito di sentirsi grato, risultava soffrire meno di stato depressivo. Ma gratitudine e depressione sebbene siano due elementi in stretto contatto, hanno un mediatore che si identifica nell’autostima; essa può considerarsi come un’arma di protezione che aiuta ad allontanare almeno in parte le sensazioni negative. Per godere di maggiore stima verso sé stessi, è necessario essere grati a tutto ciò che la vita offre e cogliere così la parte positiva dando maggiore peso a queste, così da sviluppare consapevolezza ed emozioni positive necessarie per lo sviluppo di risorse psicologiche che combattono le emozioni nocive come stress, tristezza o malinconia ed esserne così meno vulnerabili al loro presentarsi. Dunque, è rapporto che può considerarsi di causa-effetto: bassa autostima può provocare una facile comparsa di depressione e questa quando si presenta può indebolire la sicurezza verso il proprio essere.

La digitalizzazione nemica dell’autostima
Il fenomeno digitale si espande passo dopo passo, e porta con sé tanti aspetti positivi in quanto colpisce diversi ambiti della vita quotidiana: il lavoro, la sanità, l’economia e molto altro ancora. Ma come qualsiasi altra innovazione, anche l’era digitale ha la sua influenza negativa soprattutto se si pone attenzione all’incremento dei social. Il pericolo al quale siamo vicini ogni giorno è spesso sottovalutato, ma comprenderlo è importante per non cadere nel circolo vizioso dei media. Acquisire autostima, sicurezza e fiducia nella propria persona può essere il primo rimedio naturale contro ogni forma di negatività, ma tra gli ostacoli si riscontra spesso quello dei social che ci pone davanti ad una realtà costruita e che riduce, in particolare i giovani, ad uno stato di pressione sociale a causa del continuo paragone con l’altro e alla vita apparentemente perfetta mostrataci da uno schermo. Confrontarsi con dei modelli irrealistici di successi, bellezza e stili di vita idealizzati conduce spesso nella trappola dell’insoddisfazione personale e alla continua ricerca dell’approvazione altrui: se quest’ultima non si ottiene, l’autostima va poi a calare. Anche i media hanno aspetti positivi se usati con consapevolezza ma se maneggiati per altri scopi possono portare a problemi di tipo psicologico e sociale- come ad esempio- la difficoltà nel rapportarsi con il prossimo per mancanza di sicurezza e distorsione di sé stessi. La soluzione da adottare è quella di usare queste risorse innovative non a discapito del proprio benessere, ma instaurando un rapporto di distanza per distinguere ciò che è finto dalla realtà effettiva e usare le proprie energie non per simulare ideali inverosimili da raggiungere, ma per concentrarsi sull’esercizio personale di autostima e consapevolezza, limitando magari anche il tempo d’uso dei social.