Da Barbablù a Pandora: come la curiosità può trarre in inganno

Molto note e conosciute sono le storie di Barbablù e Pandora. Effettivamente entrambe risultano particolarmente avvincenti. Tuttavia, ciò che le rende tali è un caratteristico ingrediente: la curiosità.

Charles Perrault, scrittore della fiaba “Barbablù”

Da grandi o da bambini, come storia della buonanotte o come lettura nel tempo libero, capita di accostarsi al personaggio di Barbablù, protagonista dell’omonima fiaba. La sua origine è davvero molto antica, infatti risale al XVII secolo e a inventarlo è stato lo scrittore Charles Perrault.

Trama della storia

Il racconto narra appunto di Barbablù, un signore ricco, ma molto cruento a cui è collegata una fama molto negativa. Nel corso della sua vita, dopo altre esperienze d’amore, si sposa con la figlia di una signora che abita non molto distante dal suo maestoso castello. Nonostante le preoccupazioni della madre e i suoi tentativi di farle cambiare idea, la fanciulla si dichiara innamorata di Barbablù e irremovibile nella sua decisione di sposarlo. Durante i primi tempi, tutto sembra filare liscio, ma subentra subito qualcosa che rompe l’equilibrio iniziale, come in ogni fiaba che si rispetti.

Barbablù consegna le chiavi alla moglie

L’uomo deve allontanarsi per un po’ di tempo dal castello, così consegna alla moglie un ricco mazzo di chiavi. Le dice che può invitare le sue amiche, i suoi parenti e far visitare il castello, ma non deve per nessun motivo usare una delle chiavi del mazzo che apre una determinata porta, per lei e per tutti inaccessibile.

L’infrazione

Nonostante le raccomandazioni del caso, la donna, spinta dalla curiosità, dopo un po’ di giorni, decide di infrangere il categorico divieto. Nel momento in cui la porta viene aperta, lo scenario che si prospetta è da incubo: sono presenti tutti i corpi senza vita delle precedenti mogli di Barbablù. Spaventata, lascia cadere, senza accorgersene, la chiave che si macchia di sangue, traccia ormai incancellabile e che suscita l’ira del marito, pronto ad ucciderla.

Barbablù, protagonista dell’omonima fiaba

In realtà, la storia di Barbablù si conclude con un lieto fine, dato che i fratelli della moglie riescono a salvarla e a togliere di mezzo il cattivissimo uomo. Tuttavia, di grande spessore è la riflessione che si innesta e che induce a considerare il tema della curiosità, già affrontato nella letteratura e nella mitologia.

Il mito di Pandora

Nella mitologia greca e, di riflesso, anche nella letteratura, la curiosità ha sempre suscitato grande interesse, soprattutto quando questa induce al superamento di limiti imposti. Uno degli esempi più lampanti è proprio quello legato a Pandora. Forgiata dal dio Vulcano e sposata con Epimeteo, anche a lei, come alla moglie di Barbablù, viene imposto un divieto, ovvero quello di non aprire il vaso datole in consegna. Purtroppo, però, la donna non resiste e decide di aprirlo, provocando la dispersione di tutti i mali. Ciò che, fortunatamente, non si disperde è la speranza.

Raffigurazione del mito di Pandora

La curiosità

Molti sono i legami che avvolgono le due storie, primo tra tutti l’infrazione legata ad un personaggio femminile. Nonostante i divieti, sia la fanciulla della fiaba che Pandora, decidono di spingersi oltre, commettendo quello che potrebbe essere definito “alla greca” peccato di hybris. Con ciò si intende la volontà di superare i limiti e di scoprire l’ignoto vietato, proibito.

Tuttavia, però, anche se in entrambi i casi la curiosità è presentata, sulla base di questa accezione, in modo negativo, non conduce a danni irreversibili. Nella fiaba, la donna viene salvata e, nel mito, Pandora riesce a bloccare la speranza. Ambedue le storie, pertanto, rappresentano il riflesso metaforico della vita, poiché la speranza e il lieto fine non vengono mai spenti, nonostante la presenza delle avversità.

Elisabetta Di Terlizzi 

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