Creation spiega come la morte di sua figlia portò Darwin ad elaborare “L’origine delle specie”

Annie Darwin era la prima figlia femmina, preferita di Charles. La sua morte lo segnò profondamente, allontanandolo definitivamente dalla visione religiosa del mondo.

CHarles e annie nel film creation

Dietro uno dei più grandi capolavori scientifici, base della moderna teoria dell’evoluzionismo, si nasconde un grande dolore privato: la tragica scomparsa di Annie, della figlia prediletta di Charles Darwin. La sua morte prematura è dovuta alle poche conoscenze dell’epoca sui rischi della consanguineità e alla carenza di cure e di vaccini per le malattie esantematiche.

La famiglia Darwin del film

Il film Creation è una trasposizione un po’ romanzata della vita di Charles Darwin. Il film ha debuttato nelle sale inglesi e americane nel 2009 in occasione del bicentenario della nascita di Darwin, ma non è mai stato distribuito in Italia. Racconta la storia del giovane scienziato, concentrandosi sul lato umano di padre e marito. Charles è felicemente spostato con Emma, sua cugina di primo grado, ed è molto premuroso nei confronti dei figli. E’ particolarmente legato alla sua figlia maggiore Annie, la più curiosa di tutti: trascorrono molto tempo insieme e le insegna le bellezze della scienza.

Quando Annie si ammala, Charles cerca tutti i modi possibili per salvarle la vita, provando cure all’avanguardia. Sfortunatamente nel 1851 Annie muore, lasciando un vuoto incolmabile in Charles che continua a vederla nei suoi sogni e a parlare con lei. Sprofonda in depressione e le sue condizioni di salute peggiorano, il matrimonio fra Charles e Emma va in crisi, fra i due non c’è più dialogo. La tensione culmina in un duro confronto in cui ammettano a se stessi che la colpa della morte di Annie potrebbe essere la loro consanguineità che l’ha indebolita.

Se esiste una definizione per un figlio che perde un genitore, “orfano”, non esiste nessuna parola per descrivere il dolore di un genitore che perde il figlio. Lo strazio spegne in Charles l’ultimo barlume di fede rimasta, quale Dio farebbe morire una bambina innocente? La sua visione del mondo cambia completamente, il disegno divino non esiste, l’evoluzione è spinta dalle leggi del caos, del determinismo e dell’istinto di sopravvivenza. Dopo un lungo e travagliato percorso interiore, si riappacifica con la moglie che lo incoraggia a proseguire le sue ricerche scientifiche. Nel 1859 pubblica “L’origine delle specie“, che andrà esaurito il giorno stesso.

Le cause della morte di Annie

Il certificato di morte di Annie riporta: “febbre biliare con caratteristiche tifoidi”. La febbre biliare è una dicitura che oggi non si usa più, significava febbre con eccesso di bilirubina nel sangue. Le ipotesi principali della malattia fatale, compatibile con i sintomi descritti sono:

1)  Scarlattina: è una malattia infettiva che si trasmette per via aerea, tipica dei bambini. Si manifesta con febbre, mal di gola ed eruzioni cutanee rosso scarlatto (esantemi). Può interessare l’apparato digerente provocando vomito e diarrea. E’ l’unica malattia esantematica prodotta da un batterio, lo Streptococco (le altre sono rosolia, varicella e morbillo, prodotte da virus), non esiste un vaccino, si cura con gli antibiotici. Se non adeguatamente trattata può causare la morte o altre complicanze irreversibili (come endocardite, malattia reumatica e glomerulonefrite che si manifestano anche molti anni dopo).

2)  Tifo: anche questa è una malattia infettiva, si trasmette per via oro-fecale, tipica delle area con cattive condizioni igieniche. E’ causata da un batterio, la Salmonella, che colonizza l’apparato digerente dando dolori addominali e diarrea. Da qui può diffondersi per tutto l’organismo, con febbre, mal di testa. dolori muscolari, tosse ed esantema sul tronco. Si cura con terapia antibiotica ed esiste il vaccino. Nella storia la febbre tifoide è stata (ed è tuttora) causa di gravi e fatali epidemie, soprattutto in ambienti di degrado.

Nel diciannovesimo secolo circa un terzo delle morti infantili sotto i 5 anni erano causate da queste malattie infettive, oggi curabili e prevenibili.

https://www.istat.it/it/files/2014/01/Mortalita_-sotto_i_5_anni-.pdf

Dalla perdita di un figlio ad una nuova interpretazione del mondo

Charles Darwin nacque nel 1809 nel Regno Unito da una famiglia abbastanza anticonformista. Fin da piccolo mostrò forti interessi per le scienze naturali e un animo ribelle nei confronti delle istituzioni religiose. Inviato a studiare teologia a Cambridge, preferisce l’osservazione pratica della natura. Dopo la laurea si imbarca in viaggi oltreoceano come naturalista di bordo e comincia a formulare teorie sulle leggi che guidano l’evoluzione delle specie, notando la contraddizione con la visione biblica. Non si definirà mai un ateo, quanto più un agnostico.

“Non posso per niente accontentarmi di vedere questo meraviglioso Universo e soprattutto la natura dell’uomo e di dedurne che tutto è il risultato di una forza cieca. Sono incline a vedere in ogni cosa il risultato di leggi specificamente progettate, mentre i dettagli, buoni o cattivi che siano, sono lasciati all’azione di ciò che si può chiamare caso. Non che questa opinione mi soddisfi del tutto. Percepisco nel mio intimo che l’intera questione è troppo profonda per l’intelligenza umana. È come se un cane tentasse di speculare sulla mente di Newton, ognuno speri e creda come può” (1860, lettera di Darwin a un amico).

La famiglia Darwin ebbe 10 figli, di cui solo 7 raggiunsero la maggiore età. Annie fu il primo lutto che Charles e Emma dovettero affrontare e incise molto sul loro rapporto e sul pensiero di Darwin, allontanandolo dalla visione di un universo giusto e morale. Anche Emma, che invece era molto religiosa, fu molto toccata dalla perdita e incoraggiò le teorie scientifiche del marito, per quanto reputate eretiche. La morte innocente di Annie ci ha regalato una delle più acute osservazioni del mondo, che ha mutato profondamente la storia della scienza.

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