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Cosa significano i tuoi sogni? Rispondono la psicanalisi di Freud e il surrealismo di Dalì

Saremo mai in grado di poter dare un valore conoscitivo ai nostri sogni? Potremo mai essere in grado di andare oltre le nostre pulsioni e il nostro egoismo? A tal riguardo, Freud e Dalì tentano in maniera differente  di comprendere il subconscio umano.

Un simpatico disegno di Freud in un sogno Surrealista.

Da sempre i sogni hanno scatenato in noi una vasta curiosità, e molte delle menti più illustri hanno cercato di indagare più a fondo riguardo ciò che in realtà succede quando sogniamo. In particolare ricordiamo l’immenso contributo che diede Freud a questo argomento con l’invenzione della psicoanalisi. Contemporaneamente Dalì cercò di rappresentare nelle sue opere proprio la distinzione tra questi due mondi, la separazione tra mondo onirico e mondo della realtà.

Il surrealismo di Dalì e Freud

Il legame tra Salvador Dalí ed il neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco Sigmund Freud è ampiamente documentato.
Salvator Dalì fu soprattutto un abilissimo pittore spagnolo del XX secolo, famoso  sia per i suoi bizzarri e sensazionali quadri surrealisti che per il suo altrettanto bizzarro temperamento. Alla stregua di Frued, anche il pittore spagnolo considerava i sogni e l’immaginazione come la chiave di volta per riuscire a penetrare nel subconscio umano. Data la sua immensa passione per le teorie Freudiane, Dalì lesse “L’interpretazione dei sogni”, una delle opere più famose dello psicanalista austriaco.
La passione di Dalì per queste particolari teorie trova ovviamente spazio nelle sue opere più celebri: non possiamo non citare “La Metamorfosi di Narciso”, “La persistenza della memoria” e “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”.
Interessante è vedere come Dalì abbia trasferito quei concetti propri della filosofia di Freud all’interno delle sue opere, portandoli sulla tela in maniera del tutto naturale. Le opere sopra citate sono sature di immagini, figure, forme, colori e significati che a primo acchito potrebbero sembrare in netta contrapposizione tra di loro, ma che in realtà si armonizzano perfettamente, e ci aiutano a comprendere come Dalì sia riuscito a trasferire sulla tela ciò che di più oscuro c’è nel subconscio umano.

L’impossibilità di raggiungere il nostro io ideale

Prima di passare all’analisi delle opere sopracitate, è bene chiarire alcuni punti fondamentali della teoria Freudiana. Prima di incontrare Salvador Dalì, l’inventore della psicoanalisi non era particolarmente entusiasta del lavoro dei surrealisti, tanto da arrivare a definirli addirittura dei pazzi. Successivamente, l’idea di Freud mutò radicalmente, tanto da arrivare a scrivere una lettera al loro amico comune Stefen Zweig per comunicargli l’esito positivo dell’incontro. Uno degli argomenti freudiani che Dalì riprese in una delle sue opere fu il narcisismo , in particolare nell’opera “La Metamorfosi di Narciso”. Per Freud il narcisismo era una sorta di perversione, generalmente presente nell’essere umano durante l’infanzia. Crescendo, questa perversione negli uomini viene trasferita sugli oggetti esterni, siano essi corpi animati o oggetti: tutto ciò che riesce a soddisfare una pulsione. Il punto di massima potenza al quale può arrivare la libido oggettuale è per Freud lo stato di innamoramento, nel quale il soggetto opera una rinuncia alla propria personalità in favore di un riscontro con l’oggetto della libido. Il presentarsi del narcisismo in età infantile rappresenta una tappa fondamentale per la crescita dell’uomo, e comporta un accrescimento della personalità. Al contrario, nel momento in cui il narcisismo riappare in età adulta si ha una regressione della personalità, e la libido torna a cercare il proprio compiacimento all’interno del soggetto. Freud delinea un quadro della personalità degli individui con questo “disturbo”, presentandoli come soggetti che rifiutano il mondo in generale e si concentrano solo su se stessi. Molto interessante è anche il concetto di “Ideale dell’Io”, che altro non sarebbe se non quell’ideale di noi stessi al quale tutti aspiriamo, ma che in realtà non potremo mai raggiungere.

La metamorfosi di Narciso

Le opere che più fedelmente riportano le idee freudiane sulla tela del pittore spagnolo sono “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” e “La metamorfosi di Narciso”. Analizzando il quadro, notiamo subito che il tema preponderante è per l’appunto il narcisismo, rappresentato dalle due figure di Narciso presenti in primo piano. Sulla parte sinistra dell’opera viene raffigurato Narciso in una posizione accovacciata, quasi fetale, tutto immerso nel suo interno logoramento, e accanto troviamo subito il suo doppio, la metamorfosi. Da notare la sproporzione tra Narciso ed il gruppo dei rifiutati da Narciso nudi al centro del quadro, che mette in risalto l’impossibilità di questi di raggiungere il loro amato. Il nuovo Narciso, presente nella sezione destra dell’opera, è un fiore nato da un uovo tenuto da una mano pietrificata come un fossile. All’interno dell’opera troviamo innumerevoli forme e colori che potrebbero sembrare confusionari e fuori luogo, ma che in realtà sono espressione di un’estetica debitrice alla psicoanalisi, e che Dalì definisce “metodo paranoico-critico”, cioè un metodo spontaneo di conoscenza irrazionale basato sull’associazione interpretativo-critica di fenomeni deliranti. Esplicito è il richiamo al narcisismo dell’età adulta, ravvisabile dalla posizione del Narciso di sinistra, che è tutta chino su se stesso, come ad indicare una sua completa estraneità con il resto del mondo.
Attraverso quest’idea di arte intesa come produzione irrazionale e al contempo come interpretazione dell’irrazionale, Dalì stabilisce dunque anche un preciso legame teorico con la psicoanalisi.

 

 

Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio

Altro capolavoro di Dalì è senz’altro “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”, che riprende il tema freudiano dell’interpretazione dei sogni. Dalì per quest’opera trasse ispirazione da un presunto sogno fatto dalla moglie, Gala, che tra le altre cose è presente anche all’interno del quadro come figura principale. All’apparenza la moglie del pittore sembra dormire tranquilla, senza badare a ciò che le succede intorno. In realtà questo quadro cerca di rappresentare ciò che la moglie credeva di aver visto durante il sonno. Tutta l’opera è avvolta da uno stile iperrealista, con delle forme ben delineate. In piena consonanza con le teorie di Freud, la logica di questo quadro non segue molto l’attività conscia, ma piuttosto sembra avvicinarsi alle “regole” dell’inconscio.
L’opera mostra cosa il ronzio del volo di un’ape possa creare all’interno del nostro subconscio. L’intero dipinto è quasi un’iperbole, che sta proprio ad indicare la netta separazione tra mondo dei sogni e mondo reale.
E’ quindi possibile dare un’interpretazione ai sogni?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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