Cosa hanno in comune Eraclito e Anne Crausaz? Cogliere il cambiamento

Il “filosofo del divenire” e l’illustratrice svizzera in una comunicazione che attraversa millenni di parola scritta.

La filosofia può essere trasmessa con narrazioni diverse: la forza espressiva delle immagini di Anne Crausaz porta con sé il  Pánta rhêi eracliteo. 

Un ramo di melo

Leggiamo questa immagine. Un uccellino marrone, sopra un ramo. Può essere autunno, oppure inverno: ci sono fiocchi di neve sul tronco più grosso a sinistra, e una foglia che sta cadendo. L’uccellino sta guardando la foglia? Sta per spiccare il volo? Dov’è questo albero? Sembrano domande infantili, eppure sono necessarie per costruire una storia di questa immagine. 

Il disegno è contenuto nel nuovo libro dell’illustratrice svizzera Anne Crausaz Le quattro stagioni di un ramo di melo, un libro particolare perché è costituito quasi interamente da immagini che comportano una narrazione visiva. Il protagonista è un ramo di melo che muta e si trasforma con l’avanzare delle stagioni, attraverso cinquantadue pagine (più una) doppie corrispondenti alle settimane in anno. «I cambiamenti spesso si notano se ci si ferma»: è da questa idea che l’autrice costruisce la sua opera. Non c’è alcuno sfondo, solo un’iconografia spoglia e fredda che focalizza l’attenzione del lettore sui dettagli, minimi e quasi impercettibili, sottolineati dalle sfumature dei colori tenui. Pagina dopo pagina si vede la nascita delle gemme, la loro crescita in fiori delicati, e la loro maturazione in frutti pieni. Ad accompagnare questo scorrere del tempo ci sono numerose varietà di uccelli che per la loro ricchezza, sia in forme che in colori, spesso distolgono l’attenzione verso il ramo di melo e lasciano increduli di fronte alla gemma che si è fatta fiore, e poi frutto, e poi scompare. 

Il divenire

Pánta rhêi o in italiano tutto scorre. Il motto viene attribuito al filosofo greco del V secolo a. C.  Eraclito, anche se nei suoi frammenti scritti non è mai stato trovato: pare che sia invece di un suo discepolo, Cratilo, che ha estremizzato la dottrina del suo maestro. Il “filosofo del divenire” ad ogni modo crede fermamente che solo il mutamento possa essere in grado di cogliere l’intima essenza della realtà. Pensiero certamente in controtendenza rispetto all’epoca nella quale è stato formulato: la filosofia pre-socratica cercava infatti nella materia il principio di fondamento del mondo (o arché). Eraclito è il primo ad avere l’intuizione geniale che questo principio non sia sostanzialmente materia, nonostante la costituisca: parla del fuoco, ma da intendere in senso metaforico. Il fuoco infatti è sempre vivo, sempre in un continuo movimento che vede il successivo diverso dal precedente, sempre uguale a se stesso: ed è proprio questo essenzialmente il divenire, questa entità che è di tutte le cose, che non si manifesta direttamente ma che è nel tempo e nel suo inarrestabile scorrere. 

La narrazione del cambiamento

Anne Crausaz ha colto il messaggio del filosofo antico ed è riuscita a trasmetterlo magistralmente in un opera inedita, che sfida ogni tipo di classificazione letteraria e che si riappropria dello sguardo come organo per l’interpretazione del mondo. Adulti e bambini si trovano entrambi meravigliati e stupiti di fronte alla potenza leggera e sconvolgente del colore: ciò che è ordinario ha dello straordinario quando viene colto nella sua semplicità. 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.