Il Superuovo

Cosa ci rende uomini? Platone e Cartesio ci spiegano SOMA, il videogioco horror

Cosa ci rende uomini? Platone e Cartesio ci spiegano SOMA, il videogioco horror

Cosa definisce l’uomo? Il corpo? La mente? O magari entrambi? Scopriamolo con SOMA, una vera e proprio esperienza videoludica in chiave filosofica.

Più che un videogioco horror, SOMA è una vera e propria simulazione bioetica: una dissertazione filosofica in pixel, che costringe il giocatore a rivalutare persino la sua opinione di sè. Ma in che modo?

UNA QUESTIONE FILOSOFICA DENTRO UN VIDEOGIOCO INDIE

SOMA, è il titolo del prodotto della società svedese Frictional Games. In un primo momento, il gioco si presenta come il tipico survival horror – una sottocategoria di videogame dove il giocatore deve cercare di sopravvivere, da qui ‘survival’, in un’ambientazione orrorifica – ma non serve molto tempo per capire di essere di fronte a molto altro: SOMA è un vero e proprio quesito filosofico. Nel corso del gameplay, vengono poste delle scelte bioetiche e morali, che inducono nel pubblico riflessioni riguardo il transumanesimo ed il post-umanesimo. In altre parole, dove si spingerà il confine fra uomo e macchina? Che ripercussioni avrà questo sulla nostra idea di uomo?

(fonte: https://www.extremetech.com/wp-content/uploads/2020/06/GettyImages-1135935658.jpg)

FRA METAVERSI, MIND-UPLOADING ED IMMORTALITÀ VIRTUALE

La vicenda narrata si svolge a cavallo fra due epoche, il protagonista è Simon Jarrett, un uomo qualunque. È il 2015 quando egli rimane vittima di un incidente stradale cui sopravvive, riportando però gravi danni cerebrali ed emorragie craniche. Egli accetta di sottoporsi ad una “scansione cerebrale sperimentale”, offertagli dal Dottor Munshi, al seguito della quale, però, si risveglia ben 89 anni dopo: l’anno è il 2104 ed il pianeta Terra è stato desertificato dall’impatto con una cometa. Il protagonista si risveglia in un sottomarino, chiamato Pathos – II, dove gli studiosi stavano lavorando al progetto ARK. L’idea era quella di preservare l’umanità con un computer, che potesse riprodurre un metaverso in cui le scansioni cerebrali del personale di Pathos-II potessero continuare ad esistere in una ‘simulazione di vita’ – roba da super cervelloni.
Insomma, già da questa breve sinossi si può intendere l’interessante proposta fantascientifica della Frictional Games. Il gioco menziona, quindi, argomenti quali l’immortalità virtuale o anche il mind uploading, per non parlare degli inquietanti incontri, che avvengono durante l’esplorazione dello scenario, con il personale del sottomarino, ora trasformato in bio-macchine. In numerose occasioni, Simon si trova davanti a scelte difficili. Un esempio: in una sequenza del gioco, il giocatore intrattiene un dialogo con una macchina che parla da essere umano; questi non si rende conto di essere intrappolata in una macchina e cerca aiuto. Al giocatore sta la decisione di spegnere o lasciare acceso l’umanoide. Una risposta univocamente corretta non esiste, in questo caso essa risiede nella prospettiva di ognuno di noi dinanzi alla domanda: cosa ci rende umani?

DA PLATONE A FEUERBACH: COSA CI RENDE UOMINI?

La filosofia si è a lungo interrogata sul rapporto fra corpo e mente. L’uomo è la sua intelligenza, la sua coscienza, la sua capacità di analizzare il mondo o il suo corpo, i suoi sensi, il suo sangue e la sua carne?

Per Platone, l’idea dell’emulazione del cervello potrebbe sembrare la soluzione per salvare l’anima dalla profonda tomba (in greco, séma) in cui è sepolta: il soma – da qui il nome del gioco – il corpo. Una trasmigrazione di anime, di computer in computer, che promette, inoltre, l’immortalità dell’anima, una delle dottrine principali del pensiero del filosofo ateniese.
In breve, nella filosofia platonica, è centrale la teoria delle idee: l’esistenza di un mondo sovrasensibile, permette anche di collocare la psiche nelle “idee” che popolano il cosiddetto Iperuranio. L’anima ha, pertanto, la caratteristica dell’eternità. Inoltre, in sede al suo legame con la tradizione orfico-pitagorica, ipotizza la famosa contrapposizione sémasoma sopra citata: la filosofia platonica è, quindi, caratterizzata dal ripudio del corpo e dalla ricerca di una sua purificazione, ottenibile solo con il sapere filosofico.

Diversa è la posizione di Aristotele, che rifiuta il dualismo platonico. Egli, infatti, attribuisce all’anima ed al corpo diverse funzioni, senza mai slegarli: il corpo si fa strumento dell’anima ed è essenziale l’unità organica tra psiche e soma.
Un’altra voce in merito sarà quella del francese Cartesio. Successore del dualismo platonico sarà il pensiero che esprimerà nel Discorso sul metodo: in esso, Cartesio separa materialmente corpo ed anima, attribuendo ad ognuno dei due una sostanza diversa. Res extensa e res cogitans operano in ambiti diversi, la seconda arriva dove la prima si ferma: nella mente e nel linguaggio.
Una svolta si avrà solo più tardi, con la filosofia di Feuerbach. Egli maturò un pensiero materialista profondamente rivoluzionario per il tempo – criticando Hegel ed i post-hegeliani: l’uomo non può più essere astrattizzato, ma deve tornare a riconoscersi nella sua corporeità, “l’uomo è ciò che mangia”.

In conclusione, la filosofia ha formulato numerose teorie per rispondere a questa domanda, ma, come sempre, lascia a chi la coltiva l’ultima parola. Soma, d’altro canto, è un’esperienza interattiva che permette al giocatore di esplorare vari scenari, in cui mettere in crisi la sua opinione in merito a cosa ci renda uomini. Quindi, cosa è un uomo? La risposta dipende soltanto dall’uomo stesso. O forse basta un robot.

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