Il Superuovo

Cosa aspettarsi dal nuovo esame di maturità 2019?

Cosa aspettarsi dal nuovo esame di maturità 2019?

Finalmente è ufficiale: l’esame di maturità ha un volto nuovo. Le novità annunciate qualche giorno fa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) riguardano diversi aspetti della famigerata maturità: dalle prove scritte, all’orale, fino ai criteri di valutazione. L’esame di Stato che conclude il percorso di studi superiore cambia dunque radicalmente: si tratta dell’ultima fra le numerose novità che negli ultimi anni stanno rivoluzionando il mondo dell’istruzione italiana, suscitando entusiasmi ma al tempo stesso anche forti polemiche. Questo è l’annuncio via Facebook direttamente dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti:

Il nuovo esame

Le prove scritte

Le prove scritte passano da tre a due.

La prima prova resta il tema: il candidato, scegliendo fra le tracce, potrà scegliere se redarre:

– un’analisi critica di un testo letterario,

– un testo argomentativo (saggio breve),

– una riflessione su tematiche di attualità.

Già dallo scorso anno è stato tolto il “tema storico”, sulla base dell’impopolarità della stessa fra gli studenti. Questa scelta ha provocato, com’è noto, qualche malcontento, dal momento che qualcuno la vede come un modo per sottovalutare l’importanza dello studio della storia.

La seconda prova è quella che subisce il cambiamento più evidente: invece di vertere su una sola materia di indirizzo, da quest’anno diventa multidisciplinare. Così, ad esempio, gli studenti del liceo classico, invece di tradurre solo una versione di latino o greco, dovranno anche rispondere a tre domande su questioni stilistiche, grammaticali e culturali confrontando la versione con un testo nell’altra lingua (per fortuna già tradotto). Allo stesso modo, anche gli studenti del liceo scientifico dovranno misurarsi non solo con problemi di matematica, ma anche di fisica. La seconda prova dovrebbe durare 6 ore per la maggior parte degli indirizzi.

La famigerata terza prova, o “quizzone”, è stata eliminata. Prevedeva 3 o 4 domande aperte su tre materie scelte dalla commissione d’esame. In questo modo veniva messa a dura prova la preparazione culturale complessiva del candidato.

L’orale

Superate le prove scritte, i maturandi dovranno affrontare un nuovo tipo di colloquio. La vecchia (e dai più amata) tesina va definitivamente in pensione. Al suo posto, arrivano delle tracce di discussione, preparate dai professori di commissione e scelte a sorteggio tra gli studenti. Oltre alle materie prettamente scolastiche, saranno oggetto di colloquio anche una presentazione dell’esperienza di Alternanza scuola-lavoro e le attività civiche nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”.

Gli studenti potranno contare, per la preparazione al colloquio, sul documento del 15 maggio, in cui i professori di tutte le materie fanno il punto sugli argomenti trattati a lezione e che possono essere oggetto d’esame. Un punto di riferimento estremamente utile sia per gli studenti per autovalutare la propria preparazione, sia per i professori in commissione per gestire in modo equilibrato i colloqui.

Il voto

Il voto finale, espresso in centesimi, verrà calcolato non solo sulle prove d’esame ma su tutto il percorso di studi svolto.

In particolare, i crediti ottenibili nel triennio sono passati da un massimo di 25 ad un massimo di ben 40. Questo responsabilizza lo studente ad impegnarsi per tutto il percorso, non solo durante gli ultimi mesi come spesso accadeva.

Le prove scritte valgono al massimo 20 punti, mentre prima valevano 15. Anche l’orale può fruttare al massimo 20 punti, ma prima ne valeva addirittura 30.

da skuola.net

Polemiche e vantaggi

Una maturità nuova, posta in essere quest’anno benché già approvata dal governo precedente nel 2017. Le polemiche comunque ci sono, a volte molto aspre: riguardano soprattutto il fatto che, a soli cinque mesi dall’inizio dell’esame, non è giusto cambiare le regole di un esame così importante, e sarebbe opportuno introdurre questa tipologia di esame dall’anno prossimo.

Il ministro Bussetti, però, rassicura gli studenti che “come sempre, chi studia non avrà problemi”. Inoltre, sottolinea che l’eliminazione della terza prova va a vantaggio degli studenti, che non avranno incognite sulle materie da affrontare. Infine, ha annunciato che il MIUR ha già indetto a livello nazionale quattro simulazioni d’esame nel corso dei prossimi mesi, per permettere agli studenti di prendere confidenza con queste nuove modalità.

Un nuovo approccio allo studio

Ma perchè c’è questa esigenza di cambiare la maturità? A quale bisogno risponde questa riforma? Non è facile rispondere.

Come si può notare anche dagli esempi di prove messi a disposizione dal MIUR, nonché dall’abbandono del quizzone, sembra che la scuola stia cercando di abbandonare quel nozionismo sterile e passivo che l’ha sempre caratterizzata. Lo studio scolastico è sempre stato per lo più un’attività soltanto mnemonica, e la maggior parte delle informazioni duravano il tempo di un’interrogazione. Naturalmente, questo approccio risulta estremamente faticoso e, a lungo termine, poco prolifico.

Queste nuove prove, al contrario, mettono alla prova senso critico, ragionamento, capacità di confronto. Nella preparazione alla maturità gli studenti sono chiamati non tanto ad accumulare nozioni,quanto a sviluppare una forma mentis agile, rapida e attiva, capace di orientarsi nelle situazioni complesse. Le studentesse e studenti che usciranno dalle scuole superiori, insomma, devono dimostrare di saper trasformare la cultura in intelligenza pratica: per dirla con un termine inglese, smart. L’esame di maturità così inteso sarà effettivamente un laico rito di iniziazione: i ragazzi e le ragazze diventeranno maturi nel pensiero, indipendenti, forti e più coscienti del mondo che li aspetta.

A tutti i ragazzi e le ragazze che quest’anno affronteranno la maturità, quindi, auguriamo di non aver paura di mettersi in gioco e di avere fiducia nelle proprie capacità: perchè la maturità non è l’esame di un giorno, ma il cammino di un percorso ormai quasi terminato.

 

Federico Mandelli

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