Uno ferisce, l’altro collega.Due oggetti semplici, che racchiudono in sè la dualità dell’uomo.

La filosofia espressa in Death Stranding sarà inserita nel volume finale del popolare fumetto The Walking Dead, così da poterla spiegare sotto una nuova luce, fornitaci da Aristotele.
Due apocalissi a confronto
Se in Death Stranding l’apocalisse non è riuscita ad annichilire completamente la civiltà umana, nel mondo di the walking dead questa definizione si è persa in una tempesta di violenza.Infatti inizialmente l’umanità era allo sbando, ridotta poco più che a branchi famelici.Tuttavia, il protagonista, Rick Grimes, è riuscito ad edificare, poco a poco, una nuova società costruita sulla fondamenta dell’uguaglianza e della libertà.Proprio come il protagonista di Death Stranding, Sam, Rick ha dovuto riconnettere gli uomini grazie alla promessa di una nuova civiltà, forse persino migliore di quella passata.
Dopo numerose avversità, Rick è finalmente riuscito nell’intento, portando nuovamente civiltà e pace; tuttavia, una nuova guerra è all’orizzonte.


La corda e il bastone
L’uomo, fin dall’alba dei tempi, è sempre stato intrappolato in una dualità grottesca, dove la quiete e la tempesta si scontrano in un eterna lotta.Questa dualità è splendidamente rappresentata dalla corda e dal bastone, oggetti sempre stati presenti nella nostra realtà.Mentre il bastone serviva anticamente per difendersi, la corda serviva per aiutarsi l’un l’altro.Se il bastone può essere usato da una sola persona, così non è per la corda, che raggiunge il suo massimo potenziale quando più persone la usano.Se uno rappresenta il lato più violento e solitario dell’uomo, l’altro coincide con la parte più incline alla socialità ed all’aiuto reciproco.Rick Grimes è sempre stato un personaggio diviso tra questi due estremi.Se inizialmente credeva che la sopravvivenza richiedesse un sacrificio di sangue, ovvero fosse basata sull’affrontare l’altro e sopraffarlo, successivamente le sue intenzioni si sono evolute, portandolo a vedere le cose in modo diverso.

Pace
La governatrice del Commonwealth, fiorente comunità di sopravvissuti, ordina all’esercito di attaccare Rick Grimes, il quale, con il suo carisma politico, minaccia il suo potere totalitario.Rick deve fare una scelta, ricambiare la sfida marciando in guerra, o porgere la mano per la pace di entrambe le comunità.In altre parole, corda o bastone?
È una scelta difficile, perché impone di sopprimere una della due parti che compongono la nostra anima.Tuttavia, Rick ha il coraggio di scegliere la corda.Davanti all’esercito nemico, Rick intona un discorso, appellandosi alla ragione presente in ognuno di noi.Nessuno vuole morire, tutti hanno paura della guerra.Così, i soldati avversari cedono alla ragione, deponendo le armi.
Tra la tigre e la volpe, dentro l’anima
Questa dualità umana, riflessa nella corda e nel bastone, era stata già pensata da diversi filosofi, tra cui Platone e Aristotele.Mentre il primo la divideva in due parti, corrispondenti alla parte istintiva ed alla parte razionale, Aristotele la divideva addirittura in tre: la parte vegetativa, la parte sensitiva, e la parte razionale.Le prime due coincidono con il lato più animale dell’uomo, ovvero l’istinto e le sensazioni, mentre la parte razionale era quella a caratterizzarlo come essere unico, dotato di ragione.È proprio quest’ultima parte a permettere all’uomo di divenire un essere sociale in grado di edificare una polis ( città), ovvero un tessuto comunitario basato sulla convivenza e sul benessere reciproco.
Così, anche se per Aristotele l’uomo possiede la capacità di utilizzare il bastone, per ergersi incontrastato sopra l’altro, esso possiede anche la tendenza naturale a ricercare la socialità, perché è in essa che la felicità risplende, e il vero volto dell’uomo si rivela.
