Max Laudadio fa chiarezza sull’alluminio: sarà bandito dalle nostre cucine?

In uno dei suoi servizi, Max Laudadio ci parla dei rischi legati a uno scorretto uso della “carta argentata”.

(cucina.robadonne.it)

Che la si chiami carta stagnola, argentata, metallica,… i fogli d’alluminio sono un elemento chiave dei nostri pasti. All’inizio avvolgevano il pancarrè con la Nutella mentre ora, da adulti, proteggono il panino per la pausa pranzo. Ma non solo. Molte ricette della cucina italiana prevedono uno speciale tipo di cottura detta “a cartoccio”, che consiste nell’avvolgimento della pietanza all’interno della carta argentata prima di essere riposta in forno. Eppure, recenti studi hanno dimostrato che queste pratiche possono risultare dannose per la salute a causa di un fenomeno detto: “migrazione dell’alluminio”. Di tutto ciò ne ha parlato Max Laudadio in uno dei suoi servizi a Striscia la Notizia, mentre noi, ora, analizzeremo i fatti in maniera più dettagliata.

Cos’è e perché viene utilizzato proprio l’alluminio?

Innanzitutto l’alluminio non è una lega come il bronzo o l’acciaio, bensì un elemento: il tredicesimo della tavola periodica (per essere precisi). Si estrae principalmente dalla bauxite ed è un materiale estremamente versatile per la sua morbidezza, la sua leggerezza e la sua resistenza all’ossidazione (dovuta alla formazione di un sottilissimo strato di ossido che impedisce all’ossigeno di corrodere il metallo sottostante). Proprio per questi motivi, l’alluminio risulta facilmente lavorabile, modellabile e dunque adattabile a diversi scopi, tra cui quello della carta argentata.

Infatti, altri metalli come il rame, il piombo, il magnesio,… risulterebbero al suo posto troppo pesanti, difficilmente plasmabili e comunque più costosi. Per non parlare poi della ruggine che ingeriremmo se usassimo il ferro. Al contrario, l’alluminio consente un imballaggio rapido e a basso costo garantendo la preservazione dei sapori. Appare dunque evidente il motivo per il quale l’industria alimentare si affida al tredicesimo elemento per i suoi scopi, utilizzandolo anche per realizzare le famose “vaschette”.

Ma non finisce qui. Un ulteriore vantaggio riscontrabile nell’affidarsi esclusivamente all’alluminio consiste poi nella facilità con la quale può essere riciclato. Si tratta infatti di un’operazione molto conveniente: produrre un chilo di alluminio pronto all’uso a partire da scarti costa meno di 1 kWh, contro i 13-14 circa della produzione dalla bauxite.

Blocchi di alluminio pronti per essere riciclati (wikipedia.org)

Quali rischi corriamo per la nostra salute?

Sappiamo che l’alluminio, come qualsiasi altra sostanza, risulta tossico se assunto in quantità eccessive. Gli scienziati hanno fissato il limite a 1mg per kg di massa corporea a settimana. Per intenderci, su un alimento delle dimensioni di un pomodoro migrano, in media, 0,06 mg di alluminio dalla carta stagnola. Non c’è dunque da preoccuparsi se qualche volta utilizziamo i fogli o le vaschette, basta semplicemente prestare le giuste attenzioni.

Purtroppo, però, le cose non sono così semplici. Il nostro metallo, infatti, non è solo presente negli oggetti, ma anche in molte pietanze e nel calcolo settimanale della massa assunta vanno inclusi anche quei mg. Inoltre, alimenti acidi (come il limone e l’aceto) o comunque molto salati incrementano il fenomeno della migrazione aumentando la tossicità dell’alluminio.

Ma cosa accadrebbe esattamente in caso di intossicazione? Si è scoperto che le polveri di alluminio hanno effetti negativi sui polmoni. Una bassa percentuale della popolazione, inoltre, è allergica al metallo, e sperimenta dermatiti da contatto, problemi digestivi, incapacità di assorbire le sostanze nutritive da cibi cotti in pentole d’alluminio, vomito e altri sintomi di avvelenamento. Anche alcuni farmaci come il Maalox® possono provocare simili reazioni allergiche qualora vengano ingeriti dal momento che contengono antiacidi a base di idrossidi di alluminio e magnesio. Lo stesso vale per alcuni prodotti contro la diarrea e per i deodoranti.

(nonsolorisparmio.it)

Cosa potremmo fare per tutelarci?

Una delle soluzioni più efficaci per evitare o almeno per ridurre al minimo i danni è quella di avvolgere gli alimenti prima in un fazzoletto di carta (più strati ci sono e meglio è) e poi nella carta stagnola. In questo modo, parte dell’alluminio resta sul tovagliolo evitando di finire su ciò che mangiamo.  Per quanto riguarda invece la cottura al cartoccio, si è già detto che utilizzare questo metodo una volta ogni tanto non è pericoloso, ma può esserlo se oltre al calore anche le sostanze acide contribuiscono al rilascio del metallo. Per concludere, tirando le somme l’alluminio non è poi così dannoso, dipende tutto dall’utilizzo che ne facciamo. Un uso corretto e moderato del metallo non provocherà dunque danni gravi alla nostra salute.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.