Coraline, paura e prole degenerata: guida per per avere il figlio più amabile del mondo

Stanchi di vedere bambini urlanti nei centri commerciali? I genitori non sono più buoni educatori come una volta? Pensate di poter fare molto meglio? 
Bene, benvenuti nella guida per plasmare il figlio più buono e più ubbidiente del mondo.

Scena del film “Coraline e la porta magica”

Quante volte avete criticato i vostri genitori? Quante volte vi siete detti “Se mai avrò dei figli, non sarò mai così!“?

Parliamoci chiaro, il lavoro del genitore è il più difficile al mondo, ma ce ne sono alcuni che meriterebbero un corso intensivo.
C’è da dire che i giovani d’oggi sono ben diversi da quelli dei loro tempi e regolare un adeguato livello di durezza e bontà non è la cosa più semplice del mondo.

Se siete dei genitori, stanchi di figli incontentabili e rompiballe, o figli sicuri di poter crescere una prole migliore, prendete il taccuino degli appunti, mettete l’impermeabile ed andate ad acquistare una copia di un insolito libro della buonanotte e, per i più pigri (o per gli appassionati dell’animazione), c’è sempre la versione cinematografica.

Li avrete in pugno!

In un’edizione del libro di Neil Gaiman, Niccolò Ammaniti scrive “Leggete questo libro ai vostri figli, li avrete in pugno” ed, effettivamente, sarà inevitabile.

Coraline è una bambina come tante, sul classico set di una famiglia appena trasferitasi in una nuova città.
La nuova casa ha 14 porte, ma solo 13 si aprono, la quattordicesima è stata murata prima dell’arrivo della famiglia, probabilmente quando la casa venne divisa, come le spiega la madre.

I genitori di Coraline lavorano da casa, eppure non hanno molto tempo da dedicare alla figlia che  si sente sola, trascurata ed annoiata, fino a quando …

Un giorno, dietro la  una vecchia porta, Coraline trova l’ingresso per un altro mondo, specchio del suo (o meglio, della sua casa), in cui l’attendono un’altra madre ed un altro padre, identici ad i suoi veri genitori, (se non per gli occhi a forma di bottoni), pronti a darle amore ed attenzioni, giochi e regali, promettendole tutto ciò che vuole, se solo lei rimarrà con loro.

L’unica richiesta?  Se Coraline vorrà restare nell’altro mondo, dovrà farsi cucire dei bottoni al posto degli occhi.

In questo mondo Coraline affronta le sue più grandi paure, trasportandoci in un universo di tensione a cui neanche gli adulti sapranno resistere.

Come allevare un bambino perfetto

Fan art su Coraline e Beldam

La paura spinge Coraline a rivolere il suo noioso e vecchio mondo, come una forza regolatrice della storia, ma cos’è la paura?

Se vogliamo definire un tecnicismo, potremmo dire che la paura è uno stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo, ma Coraline ci insegna quanto questa sia importante e come possa agire su di noi.

Se alcuni rimangono paralizzati dalle proprie fobie, ritenendole dei limiti, per altri è uno stimolo, pronto a rilasciare adrenalina.

Il secondo caso è quello di Coraline, che, nonostante abbia la possibilità di aver tutto, fiuta il pericolo e vuole tornare a casa dai suoi veri genitori, che di certo non saranno perfetti, ma sono sicuramente preferibili a due pazzi che voglion cucirti i bottoni al posto degli occhi.

Scherzi a parte, la storia di Coraline è molto di più, è un viaggio dentro le paure dei bambini che non sono troppo diverse da quelle degli adulti.

Sono un’eredità che ci portiamo . dietro, piccolezze che rimangono invariate dentro di noi in un viaggio che percorriamo per arrivare all’età adulta, è ciò che . ci rende noi stessi.

Holly Gaiman, la figlia dell’autore, dice: “Coraline era una storia che mio padre mi leggeva a pezzetti quando ero piccola, una storia che aveva iniziato a scrivere per me e che nessun altro aveva mai sentito o letto. E’ una bella storia che mi perseguita e ispira da quando sono piccola.”
“Che padre esemplare!” Potreste dire voi, eppure a volte, il modo migliore per esorcizzare la paura è quello di conoscerla, perché, in fondo, di cosa abbiamo realmente paura, se non di quello che non conosciamo?

E se volete un figlio perfetto non dovrete far altro che mandarlo nell’altro mondo, tornerà così buono e così amabile che vi sarà impossibile riconoscerlo.

Perché tutti vorremmo genitori perfetti, figli perfetti, un lavoro perfetto, un mondo perfetto … ma cos’abbiamo di più perfetto del mondo reale?

Alice D’Amico

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