Contro un’attitudine tecnofobica, Ian Bogost ci spiega il valore dell’intelligenza artificiale oggi

Nel 2014 l’imprenditore statunitense Elon Musk affermava “dobbiamo essere super attenti all’intelligenza artificiale. Potenzialmente più pericolosa del nucleare” mostrando un’attitudine diffidente verso l’IA, in notevole sviluppo.


Circa sei anni dopo, l’intelligenza artificiale sembra essere progredita e ciò potrebbe potenzialmente implicare il progredire di pericoli, stando alle parole di Elon Musk. Ma l’innovazione delle IA è solo un pericolo?
Scopriamone piuttosto i lati vantaggiosi per l’uomo attraverso le riflessioni di Ian Bogost ed esempi pratici della quotidianità.

Alien phenomenology

Ian Bogost è professore di digital media presso il Georgia Institute of technology. Il suo impiego ha notevolmente influenzato la sua filosofia che enuncia nel libro Alien Phenomenology or What It’s Like to Be a Thing, nel quale con un’ontologia orientata agli oggetti elimina qualsiasi gerarchia tra uomo e oggetti, ponendoli su uno stesso piano ontologico. Bogost ritiene inoltre scontato, nella sua fenomenologia aliena, l’interazione continua non solo appunto tra uomini, ma anche tra uomini e oggetti, riconfermando dunque la parità ontologica in un fitto sistema di comunicazione eterogeneo.
La critica accoglie positivamente l’opera, riconoscendola come illuminante e capace di far riscoprire ed apprezzare ciò che ci circonda e con cui siamo in contatto, incluse le cose che creiamo, tra cui l’intelligenza artificiale.

I vantaggi dell’IA

Nelle attuali circostanze, in piena pandemia, emergono i numerosi vantaggi di un’intelligenza artificiale applicata in contesti poco favorevoli all’uomo.
L’innovazione giunge da Pisa dove dalla collaborazione di sei scienziati della Scuola Superiore Sant’Anna è nato un robot capace di sanificare in autonomia gli ambienti. Sarà possibile sanificare le superfici attraverso l’emissione di luce ultravioletta in autonomia del robot, guidato in remoto da un addetto.
L’impegno di scienziati guidati dal docente Antonio Frisoli e notevoli finanziamenti da parte di Reale Group e la fondazione filantropica Il Talento all’Opera hanno permesso la realizzazione di questo progetto, che rivela la praticità delle intelligenze artificiali in ambito, in questo caso, sanitario.
Difatti, sarà possibile, grazie a questo robot, sanificare gli ambienti senza la necessità di presenza fisica di uomini, evitando così possibili contagi e pericoli.

Potenzialmente pericolosa?

Creazione intelligente e pratica, questo robot sanificatore più che un pericolo risulta una salvezza contro i rischi del Covid-19.
Il mondo della robotica, delle intelligenze artificiali e più generalmente della tecnologia è in continuo sviluppo e in continua scoperta, ciò può causare timori e visioni distorte, nate da racconti distopici.
I rischi e i pericoli sono presenti in ogni contesto: un semplice bicchiere in vetro, considerato innocuo, potrebbe rivelarsi letale se lanciato in testa a qualcuno, in un momento di ira.
Perciò come ogni oggetto, anche l’IA presenta potenziali pericoli, che possono tuttavia essere debellati se utilizzata in maniera nobile.
Non saranno infatti le gerarchie e l’attitudine tecnofobica a migliorare il nostro ambiente, ma l’armonia tra i vari elementi eterogenei che lo compongono.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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