Italo Calvino ci ha regalato pagine piene di testimonianza della sua esperienza da partigiano attraverso le vicende scritte ne “il sentiero dei nidi di ragno” ma non molti sanno che scrisse anche una canzone dal titolo “Oltre il Ponte”.

I Modena City Ramblers sono  gruppo modenese è già noto per aver tradotto in musica le vicende della Resistenza, ma cosa succede se si appellano ad uno dei nostri mostri sacri della letteratura?

Un’esperienza fondamentale in giovane età 

Italo Calvino, nato a Santiago de Las Vegas , a Cuba nel 1923, è stato forse fra i più noti letterati del nostro Paese e a livello internazionale di tutto il ventesimo secolo. Esordisce molto giovane con racconti ispirati alla Resistenza. Il più noto è senza ombra di dubbio la sua prima opera ovvero “Il sentiero dei nidi di ragno”, racconto atipico nel suo genere in quanto non celebra la lotta e l’eroismo ma sceglie una visione diversa: l’autore decide di narrarla tramite gli occhi innocenti di un bambino. Regala alla storia un tocco fiabesco attribuendo al protagonista i caratteri di Pollicino e di Alice nel paese delle meraviglie, carico di curiosità e inconsapevolezza in eterna rivalità col mondo degli adulti, spesso incomprensibile. Nulla di retorico, ci offre un assaggio del suo talento con un inconfondibile stile leggero venendo definito dal collega e amico Cesare Pavese come “uno scoiattolo della penna”. Calvino decide così di darci una testimonianza sincera delle sua esperienza e di quel tormento che solo la guerra può portare. Non dipinge i combattenti come guerrieri senza macchia e senza paura ma mantiene un’umanità generale per tutte le comparse. Questo è solo il preludio di una produzione senza precedenti ed eterna, in perenne equilibrio fra il realismo e la fiaba. Fra le altre cose, uscirà a Maggio una nuova edizione del suo romanzo d’esordio ovvero verrà ripubblicata da Mondadori per la collana Oscar Moderni proprio il “Sentiero dei nidi di ragno” aggiungendo un racconto rimasto inedito fino ad oggi dal titolo “ Flirt prima di battersi”.

Appunti partigiani, racconti in musica dei Modena City Ramblers

I Modena (chiamati così per far prima data anche la relazione amichevole col pubblico che consente di identificarli) sono un gruppo musicale italiano che ha radici nei primi anni 90 ma tuttora attivi, ascoltati e quasi tramandati di generazione in generazione. Hanno scritto canzoni ricche di denunce, amore e libertà unite ad uno stile folk che attinge direttamente dall’Irlanda.
Sono in tanti e cambiano, si mescolano, vanno e vengono come un vero e proprio gruppo affermato e ben presto si sono ritagliati un posto di tutto rispetto nel panorama della musica indipendente e underground. Nel 2005 decidono di mettere in musica alcuni fra i brani più famosi della Resistenza dandogli un tocco particolare e unico nel loro genere convogliandoli nell’album intitolato “Appunti Partigiani”. Il loro approccio è stravolgente: non si tratta di semplici cover, ma di arrangiamenti innovativi, con fiati, fisarmoniche e chitarre acustiche con un mordente degno del punk ma più votato al folk.
Nel fine settimana passato, causa anche la ricorrenza del 25 aprile, l’album è al terzo posto nel sito di I-Tunes e Amazon Download a dimostrazione che non sono mai passati inosservati in 20 anni di carriera.
Fra le tracce compare anche la canzone “Oltre il ponte” scritta da Calvino nel 1958 e vede un ex partigiano narrare alla sua giovane figlia le sue avventure in guerra. Non poteva certo passare inosservata e quando ricapita l’occasione di mettere in musica le parole di uno dei più grandi scrittori del 900? Con l’aiuto di Moni Ovadia, cantante italiano, i Modena City Ramblers la caricano di emozione, senza eccedere troppo, ma interpretandola come una ballata.
La voce roca di Ovadia da un senso profondo, sofferente, carico di speranza e si viene quasi trasportati all’interno delle vicende.

A vent’anni la vita è oltre il ponte

I racconti e la canzone di Calvino pretendono una seria memorizzazione, senza spietati moniti e senza tante parole retoriche sul sacrifico in battaglia o sull’eroismo durante il conflitto. Anzi “oltre il ponte” è quasi una denuncia alla dimenticanza dei giovani d’oggi. Il padre racconta alla figlia le sue vicende per far sì che lei sappia a chi deve la propria libertà e affinché lei non dimentichi il sangue versato da migliaia di partigiani testimoniato nel verso “ oramai tutti han famiglia e hanno figli che non sanno la storia di ieri”.  Ringraziamo dunque i Modena per questo appassionato e molto gradevole da ascoltare, esercizio di memoria.

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