“Dio fece le donne per piangere, parlare e filare”: scopriamo come Christine de Pizan e Mulan smentiscono questo pregiudizio.

Prima scrittrice di professione, editrice di se stessa e femminista ante litteram, iniziatrice della “querelle des femmes”, Christine nelle sue opere difende le donne, combattendo gli stereotipi di genere. Trasformatasi in un “vero uomo”, finalmente manovra -da sè- il timone della sua vita, proprio come la coraggiosa Mulan che, con il suo grande senso del dovere, sovverte i canoni tradizionali.
Chi era Christine de Pizan?
Christine de Pizan (1365-1430, circa) ha origini italiane, nasce infatti a Venezia ed è figlia del grande studioso Tommaso da Pizzano, invitato poi alla corte di Francia come medico e astrologo; l’intera famiglia si trasferisce lì quando Christine ha quattro anni. Fin da piccola, ella mostra un forte interesse e una spiccata attitudine per lo studio.
Nel 1380 sposa un uomo scelto dalla famiglia, Étienne du Castel -segretario del re- dal quale avrà tre bambini. Dieci anni dopo, il marito muore e Christine si ritrova sola a occuparsi della famiglia, dei figli e della madre, in seguito anche alla dipartita del padre, e degli affari, facendo i conti con creditori e debitori, intentando una causa legale contro il re poiché il marito aveva anni di stipendio arretrati.
è in questo periodo di solitudine e grande difficoltà economica che Christine decide di dedicarsi alla scrittura. Inizia a comporre ballate, complaintes e rondeaux, che vengono letti e apprezzati a corte; il duca di Borgogna le commissiona una biografia del re Carlo V, e così Christine scrive un’opera storica “Le Livre des fais et bonnes meurs du Sage Roy Charles V”. Grazie a una serie di committenze prestigiose, diviene una vera e propria scrittrice di professione e si dedica alla stesura di opere cortesi, allegoriche, filosofiche, storiche, politiche, militari… Quella più famosa è probabilmente “La città delle dame” in cui smentisce gli stereotipi misogini del tempo.
Si auto-produce e si auto-pubblica, gestisce uno scriptorium, il suo scriptorium, in cui lavorano copisti, rilegatori, rubricatori e miniatori.
Nel 1418 si ritira in monastero e dopo undici anni di silenzio nel 1429 scrive la sua ultima opera, “Il poema di Giovanna d’Arco“. Morirà poco dopo.

Un uomo vero
Uno degli eventi più significativi della biografia di Christine è sicuramente la morte del marito: il 1390 è una sorta di data spartiacque nella vita di Christine, da quel momento in poi, infatti, si dedicherà completamente alla scrittura. I primi componimenti hanno per oggetto il tema della vedovanza, Christine descrive come si sente, abbandonata, triste e sola (tra le ballate più famose si ricorda “Seulete sui“); tale tematica ritorna nella ballata “Helas! Où donc trouveront reconfort” in cui le vicissitudini personali divengono un’occasione per riflettere sulla condizione di tutte le vedove di Francia.
Nell’opera “Le livre de la mutation de la fortune“, scritta dopo la morte del marito, Christine racconta un proprio sogno in cui è centrale il tema del naufragio: si trova su una nave, privata del nocchiere a causa di una forte tempesta, è in balia delle onde e del vento; Christine ha paura, è da sola.
La metafora del naufragio e della nave senza guida allude alla perdita del marito e alle difficoltà incontrate nel gestire i beni economici e la burocrazia, nell’occuparsi dei figli e della madre.
Nel sogno, a un certo punto, Christine avverte un cambiamento interiore che si riflette sul fisico: si sente, per certi versi, più leggera del solito, il volto le si è indurito, il corpo è più forte e al contempo più snello e abile, l’animo è ardito, la voce si è inspessita.
Allora diventai un vero uomo, capace di condurre le navi.
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Il significato della metamorfosi
Christine si è trasformata in un uomo, è avvenuta una vera e propria metamorfosi. Sempre nel sogno, si rimbocca le maniche, comincia ad aggiustare la nave e ne diviene ella stessa conduttrice.
Ma cosa vuol dire, per Christine, che tanto aveva scritto e tanto scriverà in difesa delle donne, diventare un “vero uomo”(vrais homs)? Perché parlarci di questa metamorfosi?
Christine prende consapevolezza del fatto che può guidare la nave anche da sola, che può farcela anche senza il marito (e non perché non lo amasse, anzi, ella lo amava molto come testimoniano numerosi suoi testi, es. in “Seulete sui”, e il fatto che non si risposi).
Christine diviene “uomo della propria vita”, diventa indipendente (anche economicamente), garantisce sostentamento alla famiglia, vuole essere libera di fare tutto ciò che fa un uomo, ciò che è concesso agli uomini, ma negato alle donne. “Devenir homme” è una rivendicazione di legittima parità contro la soggiogazione della cultura patriarcale.
La trasformazione di Mulan
Tutti conoscono “Mulan”, famoso film d’animazione del 1998, targato Disney, e la storia dell’omonima eroina protagonista.
La giovane Mulan finge di essere un uomo, si arruola nell’esercito per salvare il padre anziano e malato. Da un lato, trascura i suoi doveri da donna provocando non pochi dispiaceri alla famiglia e agli antenati poiché decide di andare in guerra, sdegnando i femminili uffici.
Come evidenziato nella canzone “Molto onore ci darai“:
Gli uomini, vogliono / Donne, obbedienti, ma che volino / Educate e con del fisico / […] I maschi in guerra e noi/ A casa a procrear
Mulan si ribella, rifiuta tutto questo e dimostra che una donna può essere un “vero uomo”. Si tratta anche qui -come nel caso di Christine- di una presa di coscienza che ha origine da una situazione familiare difficile: Mulan prende in mano la propria vita, può (e deve) farcela per se stessa, per suo padre, per la famiglia, per la Cina.
Il percorso non è affatto facile, occorrono coraggio, spirito di sacrificio, determinazione… Nel testo della canzone “Farò di te un uomo vero” si legge:
E sarai veloce come è veloce il vento/ E sarai un uomo vero senza timori/ E sarai potente come un vulcano attivo
Alla fine, Mulan ce la fa, riesce in un’impresa che tutti credevano impossibile per una donna, divenendo a tutti gli effetti un’eroina per il Paese.
Sia Christine sia Mulan sono l’esemplificazione di due donne, l’una nella realtà storica, l’altra nel mito, che sfidano -senza timore- la società patriarcale del tempo e ne scardinano molti pregiudizi.