Come sconfiggere le proprie paure? It e John Locke possono spiegarcelo

la paura è un lapidario velo incastonato sul volto della nostra ragione.

 

It incarna le nostre paure più profonde, che possono essere sconfitte solo attraverso l’uso della ragione.Grazie a questo concetto si analizzerà il film di It, ricollegandolo alla filosofia di John Locke.

IT: l’incarnazione del buio

Perché temiamo il buio? È come uno specchio, pronto a distorcere e inglobare le nostre paure.In esso può nascondersi qualunque cosa, pronta ad assalirci alla prima occasione.Il buio è tutto, e niente.Perché, appena si accende la luce, esso svanisce, così come il suo incantesimo.Chi lo fissa, proprio come se fosse Medusa, si ritrova pietrificato a fissare le sue paure più profonde.It è proprio questo, l’incarnazione letterale e spietata delle nostre più infime paure.È un mostro la cui essenza risiede nell’essere visto, e nel non esserlo.È un paradosso vivente, esattamente come il buio.It si nutre della paura delle persone, assumendone così la forma, per poi tentare di ucciderle.It è il male, vasto e sconfinato, infinito e universale, pronto a sommergere di terrore il mondo intero.

 

Tra innocenza e ragione

Gli adulti sembrano essere quelli meno colpiti da It, infatti, in loro, la paura non è più ancorata ad un mondo di fantasia.La loro vita è ormai pervasa da una certezza in grado di annichilire l’ignoto.Convinti di vivere in un mondo le cui leggi scientifiche non possono essere spezzate, si ritrovano liberati, o forse intrappolati, dalla certezza di vivere in un universo logico e ancorato al sensibile, illuminato dalla ragione.Al contrario, i bambini possiedono ancora un innocente immaginazione che gli permette di viaggiare in luoghi inesplorati, dove l’astratto e il concreto si uniscono in un vortice di unica bellezza.Purtroppo peró, è proprio questo a renderli le vittime ideali di It.D’altronde, cosa sarebbe la paura senza l’immaginazione?

Pars destruens e costruens

Secondo John Locke, è necessario discostarsi da tutto ciò che va oltre la nostra natura, ripulendo il nostro pensiero da tutto ciò che è impossibile comprendere.La ragione diviene un impetuoso torrente d’acqua il cui compito è spazzare e purificare il terreno da tutte le sue impurità.Essa diviene come un ancora che, anche se incapace di toccare il fondo inesplorato del mare, può però avvertire il marinaio di quando avrà incontrato una secca.Cosí, John Locke divide la conoscenza in due parti, creando un confine tra ciò che può essere compreso ( pars costruens ) e ciò che va al di là della nostra possibile  conoscenza ( pars destruens ).

L’avversario del buio

Come sconfiggere le proprie paure? Come dissipare il buio ritrovando la speranza?

Nella pars costruens, John Locke lo rivela inavvertitamente.La ragione deve fondarsi solo sul mondo reale, diffidando di tutto ciò che è oltre di esso.Nozioni come infinito, essenza e idea platonica devono essere lasciate da parte, per concentrarsi su ciò che coinvolge davvero l’essere umano, il mondo tangibile.Tra tutti i tipi di idee, classificate in base alla loro certezza, quelle più esaminate da Locke, sono quelle sensibili, perché è nel mondo di tutti i giorni, reale e collegato ai sensi, che noi conduciamo la nostra esistenza.

Cosí, ci viene fornita la via per sconfiggere il buio, e ciò che esso contiene.La ragione e il reale diventano la spada e lo scudo con cui dissipare il velo dell’oscurità e trafiggere le proprie paure.Comprendendo che non esiste niente che possa recarci danno oltre il mondo logico e razionale, non si può che analizzare la propria paura sotto una nuova luce.Attraverso l’uso della propria ragione si potrà quindi disfarla della sua aura di misticismo e irrazionalità, inglobandola in un mondo logico dove essa non è altro che un tassello del tutto, soggetta a regole razionali e controllabili.

 

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