Come “sbarcare il lunario” dell’istruzione. La soluzione del XIII secolo e quella dei Simpson.

La soluzione resta invariata, sia ai fini dell’inserimento negli ordini ecclesiastici, sia per garantire un futuro all’unica dotata della famiglia Simpson, Lisa.

“Lisa Simpson, questa non è la tua vita” fa da titolo all’episodio 5 della stagione XXII dei Simpson, che insieme con “La ragazza nella banda”  hanno la stessa chiave di lettura: i sacrifici, in termini di tempo, energia, denaro e affettivi a cui ogni famiglia deve adempiere per “sbarcare il lunario” dell’istruzione.

Le cause

Jacopone da Todi, religioso e poeta italiano, che visse a cavallo tra il XIII e XIV secolo, introduce una nuova tradizione delle laude. Una di queste recita:

 “Povertate poco amata, pochi t’hanno desponsata”.
Jacopone negli anni ’80 del ‘200 entra a far parte dell’ordine francescano. La laude è propria dello spirito pauperistico del movimento mendicante e sottolinea come siano stati pochi quelli a sposare una simile condizione. Anche se l’usus pauper è invenzione della metà del ‘200, che vede  Francesco già morto, l’approvazione orale del suo modus vivendi  non è mai stata messa in discussione. Papa Giovanni XXII negli anni 1318-1328 , a seguito della disputa sulla povertà apostolica tra la Curia romana e l’Ordine francescano, abolirà il pauperismo medievale. In realtà l’Ordine francescano già ai tempi dello stesso Francesco risultava poco inclusivo. A seguito dell’emanazione della Regola nel 1223, Francesco, deluso, si dimette dall’ordine e si ritira a San Damiano, in una capanna di giunchi. Tanto più l’Ordine risultava esclusivo ai tempi di Jacopone. Negli anni ’40 del ‘200 i professori francescani a Parigi depennano la povertà, negli anni ’50 sono alla guida dell’Inquisizione, da lì a molto meno di un secolo cercano di guadagnare il tessuto urbano facendo a cazzotti con i domenicani. E così iniziarono le vicissitudini per Jacopone che, semina in vista di notorietà e prestigio, ma raccoglie solo un destino nelle carceri e ritirato. Jacopone aveva probabilmente terminato gli studi giuridici, ma mancava di licentia docendi, che gli avrebbe permesso di fare carriera. Condizione sufficiente e necessaria era infatti il possesso di un dottorato per perseguire il cursus honorum.

Le conseguenze e la soluzione

Se Jacopone in uno dei suoi componimenti entra in polemica con Frate Ranaldo per denunciare la corruzione della Chiesa, c’era chi per garantire un futuro brillante all’unica promessa di una realtà, più o meno grande, investiva tutto ciò che aveva. Oltre alla famiglia biologica, la stessa comunità si offriva volontaria per adempiere ai sacrifici. Le università più importanti del secolo, quella di Bologna e Parigi, erano infatti realtà parecchio dispendiose e lontane, ma le uniche che garantivano la chiave d’accesso ad un’istruzione prestigiosa, e dunque a un futuro promettente, soprattutto all’interno degli ordini ecclesiastici. Giovanni Pico della Mirandola frequentò la Sorbona, a Parigi, vista come trampolino di lancio insieme con quella di Montpellier. Eccezioni che confermano la regola sono Dante e Petrarca, entrambi non laureati. Il primo si forma probabilmente presso i domenicani a Santa Maria Novella, e presso i francescani a Santa Croce, entrambe realtà fiorentine. Dante, impossibilitato a migrare e consapevole della cospicua retta universitaria, le sceglie perché erano le uniche realtà che dispensavano istruzione superiore ai laici. Petrarca abbandona gli studi a causa della morte del padre, provvedente alle risorse economiche.

“Lisa Simpson, questa non è la tua vita”

Lisa, prima della classe, la più dotata della famiglia Simpson, serie televisiva la cui fama la precede, realizza che non auspica a diventare una casalinga come sua madre, Marge. Questa in gioventù era un’ottima alunna, ma ad un certo punto i suoi voti calarono precipitevolmente. Lisa scrutando nell’album dei ricordi di Marge, scopre che fu Homer a distrarla dall’istruzione. Per evitare di cadere vittima dello stesso destino, Lisa decide di eliminare dalla sua vita tutte le possibili distrazioni, sassofono compreso. Nello stesso tempo viene a conoscenza di una scuola di ragazzi col suo stesso QI, chiede a Marge di poterci entrare e quindi la famiglia vi si reca per un colloquio di ammissione. Qui Marge fa ottenere il posto alla figlia dopo un colloquio con il direttore al quale nessuno assiste, il cui contenuto si disconosce. Una notte Lisa scopre però che Marge, per farla ammettere alla prestigiosa scuola, è stata costretta dal direttore a fare il bucato degli altri studenti tutte le notti. Di fronte a questa situazione Lisa decide di non voler più far parte di quella scuola e confessa alla madre che sarebbe un onore diventare come lei. L’estratto di questo episodio è vicino a quello dell’episodio 19 dell’ultima stagione dei Simpson. Quando il direttore della Filarmonica di Capitol City, Victor Kleskow, scopre Lisa, questa deve sopportare il suo duro allenamento, senza tuttavia esserne dispiaciuta. Nel frattempo Homer, per permettere a Lisa di coltivare il suo talento musicale, è disposto a fare turni extra nello stabilimento nucleare e Marge, Bart e Maggie fanno lunghi viaggi giornalieri per accompagnarla. Anche qui alla fine Lisa rinuncia perché vede negli occhi e negli atteggiamenti dei suoi familiari l’essere stremati. La famiglia americana è simbolo dei sacrifici, in termini di tempo, energia, denaro e affettivi che si devono perpetuare per “sbarcare il lunario” dell’istruzione.

Le statistiche e la conclusione

Secondo Federconsumatori chi ha la fortuna di vivere in famiglia in una città sede di ateneo, spende mediamente 3.000 euro annui, spese delle rette e dei testi. Ma per i fuorisede, l’investimento è molto più alto perché bisogna aggiungere le caparre, le utenze, gli alimenti e gli spostamenti. Vale a dire almeno 9.000 euro l’anno, 27.000 per una Laurea Triennale, e fino 45.000 se si prosegue con il biennio MagistraleOltre ai sacrifici economici la famiglia deve contemplare l’idea che il figlio migri altrove, vale a dire sacrifici in termini affettivi. Secondo una rivelazione Istatcirca il 10% ha gettato le redini come Lisa, in quanto il reddito familiare medio non supera i 2.500 euro, troppo pochi per  sostenere le spese universitarie e di mantenimento. Il lasso di tempo di circa sette secoli non ha di certo mutato la natura dei sacrifici che si debbono fare ai fini di godere di una buona istruzione. Anche se oggi non si mobilita un’intera comunità per racimolare il necessario che serve a fronteggiare le spese relative all’istruzione, una famiglia moderna fa di tutto, forse anche in un tempo antecedente alla nascita dei figli, per ovviare a questa difficoltà. Vanno per la maggiore fondi di accumulo e i prestiti; entrambi si traducono in termini di sacrifici.

 

Lascia un commento