Il Superuovo

Come può Voldemort uccidere mezzosangue e babbani senza alcun rimorso? Grazie alla deumanizzazione o “demagizzazione”

Come può Voldemort uccidere mezzosangue e babbani senza alcun rimorso? Grazie alla deumanizzazione o “demagizzazione”

La deumanizzazione permette di legittimare atti violenti verso un determinato gruppo inibendo la propria moralità e norme sociali

Voldemort ha un solo ignobile grande scopo, eliminare ogni mago che è nato da genitori babbani con lo scopo di creare un mondo magico popolato solo da maghi “purosangue”, ma come riesce ad uccidere e giustificare tanti morti e tanta violenza?

Tom Riddle

Tom Riddle era il suo nome, prima che l’odio, rabbia e malvagità lo avrebbero portato a diventare Lord Voldemort, il mago più malvagio e temuto della storia, colui il cui nome è in grado di far gelare il sangue ad ogni mago che lo sente pronunciare. Il malefico Voldemort prova un enorme disprezzo per i babbani e soprattutto per quei maghi che nascono da genitori senza poteri magici, un disprezzo talmente grande da volerli eliminare uno ad uno con il suo esercito di mangiamorte. Questo personaggio, fuoriuscito dalla brillante mente di J. K. Rowling, era convinto di essere nato da due maghi, almeno finché non ha scoperto di esser anch’esso un “mezzosangue” poiché suo papà era solo un babbano, una scoperta che lo ha colpito nel profondo e portato a ripudiare il suo vero nome, cambiandolo definitivamente in Lord Voldemort. Ma come può un uomo, o in questo caso un mago, riuscire senza alcun problema ad uccidere e sterminare così tanti maghi, come riesce a guardargli morire negli occhi e a non provare alcun rimorso?

Deumanizzazione

Se Voldemort e i suoi seguaci riescono ad uccidere tantissimi maghi, ma anche babbani, come fosse un’azione estremamente semplice è anche grazie alla deumanizzazione, ovvero una condizione in cui si nega l’umanità dell’altro. Questo è un processo che consiste nella declassificazione di un determinato gruppo sociale, in questo caso i mezzosangue, in categorie sociale negative che vengono escluse da quei valori della società che li rende esseri umani. La deumanizzazione porta a vedere gli altri individui o gruppi come animali o peggio come oggetti, non assolutamente appratenti alla specie umana e ciò può provocare quattro diverse conseguenze riguardanti il disimpegno morale: giustificazione dei comportamenti negativi, minimizzazione delle proprie responsabilità, minimizzazione delle conseguenze e l’attribuzione delle colpe alle vittime e al loro essere non umani.

Deumanizzazione nella storia

Durante la storia dell’umanità ci sono stati moltissimi avvenimenti storici in cui è stato possibile notare il processo di deumanizzazione. Un esempio lampante di questi eventi è certamente dato dal Nazismo e dal suo leader Adolf Hitler, il quale ha anche molti elementi in comune con il malvagio mago inventato dalla Rowling, infatti così come Voldemort ha discendenze babbane, allo stesso modo Hitler ha origine ebraiche, ed entrambi sono colpevoli di moltissime morti. Il Fuhrer, insieme ai suoi sostenitori, è riuscito a deumanizzare, come tutti sappiamo, diverse minoranze sociali. Un altro esempio di questo processo lo abbiamo con gli assassini seriali, i quali, diventati famosi per i loro crimini efferati, vedevano le loro vittime come nient’altro se non un oggetto o un gioco. Tutt’oggi abbiamo modelli di deumanizzazione difronte ai nostri occhi: il modo in cui la destra tratta gli extracomunitari, il modo in cui lo stato egiziano tratta il giovane studente Patrick Zaki o ancora i continui omicidi di manifestanti da parte dei militari in Myanmar.

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