Come mai il mondo glitterato delle rom-com è in crisi? Scopriamolo insieme!

Ascesa e declino di un genere cinematografico specchio della società.

Le commedie romantiche tanto amate da milioni di spettatori stanno perdendo colpi. Registi a corto di idee o pubblico fin troppo esigente? Continua a leggere per saperne di più!

Love story a volontà

Dobbiamo riconoscerlo: i primi anni del nuovo millennio sono stati, senza alcun dubbio, l’epoca d’oro delle commedie romantiche. Centinaia di film come “La dura verità”, “Come farsi lasciare in 10 giorni” e “27 volte in bianco” hanno inondato le sale dei cinema, per poi diventare un vero e proprio must have nelle pile di CD accantonate di fianco al videolettore. La formula vincente era piuttosto semplice: canzoni pop in sottofondo e love story in primo piano. A questo si aggiungono tutta una serie di intrecci: matrimoni di convenienza, fake dating, friends to lovers oppure il famosissimo triangolo amoroso. Ovviamente ci sono alcune trope che sono sempre state molto più apprezzate di altre. Si pensi, ad esempio, all’entusiasmante scambio di frecciatine tipico degli enemies to lovers o ancora alle ship che nascono per le due ipotetiche coppie del love triangle. Si potrebbe anche pensare di classificare queste storie grazie ad una specie di “scala di serietà” che va da un abbagliante rosa shocking fino ad arrivare ad un più cupo viola melanzana per film decisamente più drammatici come “Io prima di te” o “L’amore e altri rimedi”. Ce n’è davvero di tutti i colori, insomma, sia per gli amanti della spensieratezza che per coloro che amano portare qualche fazzoletto in più in sala. Ad ogni modo, se ad inizio Duemila una romcom era la scelta perfetta per un pomeriggio tra amiche, negli ultimi anni la situazione è un po’ cambiata.

film.fiu.edu

Una nuova narrativa

Le cause di questo cambiamento? Beh, innanzitutto, la società è cambiata. Può sembrare una frase scontata, me ne rendo conto. Del resto, la società non è mai rimasta la stessa nel corso dei decenni. Ad ogni modo, negli ultimi vent’anni il mondo è davvero cambiato, le donne sono cambiate. Donne che non si sentono più rappresentate da un genere che ha come punti di forza scene dove la protagonista sfoggia un vestito dalle scollature vertiginose o momenti in cui decide di mollare la sua carriera per seguire “l’uomo della sua vita”. Oggi giorno queste cose sembrano essere quasi totalmente superate. Non dovremmo, del resto, preferire un uomo che ci supporti ad uno che ci induca a privilegiare lui invece che noi stesse? Sì, dovremmo. E dovremmo anche pretendere che questo venga rappresentato in un genere cinematografico che più di altri ha il potere di influenzare le giovani menti nella scelta di un partner e nella vita di coppia.

Al passo coi tempi

Un genere che non riesce più a rispecchiare la società, quindi. Un genere ormai quasi troppo difficile da realizzare se si pensa alle esigenze della nuova narrativa femminile, al rispetto delle minoranze (di qualsiasi natura esse siano) e, in generale, al politicamente corretto. Negli ultimissimi mesi alcune pellicole son quasi riuscite a superare questi ostacoli. Si pensi, ad esempio, a “Tutti tranne te” di Will Gluck. Nonostante il successo che il film ha riscosso nelle sale, però, siamo ancora lontani dal definirlo al pari di cult spensieratamente senza tempo come “Harry, ti presento Sally” o “Pretty Woman”. Perciò, è lecito chiedersi: tutta questa (più che giusta) attenzione nei confronti delle esigenze del pubblico porterà al definitivo tramonto di un genere che ha “leggerezza” come parola chiave? Il tempo, lettori, ci darà le risposte che cerchiamo.

Lascia un commento