Esiste davvero il sogno americano? Ecco cosa dicono F. S. Fitzgerald e Billie Joe Armstrong

Gli USA sono stati la nuova terra promessa del XIX e XX secolo, ma il sogno americano è realmente mai esistito?

Il mondo si è forse trasformato in un’animale più concreto e meno sognante. Oggi chiunque vuole tutto subito e probabilmente è quello che la società ci ha permesso di essere. La velocità nel reperire informazioni, nel comunicare, nel viaggiare e quant’altro ci hanno portato a credere che tutto possa arrivare in pochissimo tempo. Questo vale anche per la realizzazione dei propri sogni? Quanto tempo siamo disposti a perdere per costruire il futuro? E se poi il nostro tempo l’abbiamo effettivamente speso e ora ci troviamo nel futuro, è veramente quello che speravamo di ottenere? Queste sono tutte domande troppo personali per poter rispondere in maniera esaustiva, ma sono domande che probabilmente in molti si sono posti. In particolar modo se lo sono posti Francis Scott Fitzgerald, scrivendo “Il grande Gatsby” e Billie Joe Armstrong scrivendo “The american dream is killing me”.

Il sogno americano

Il sogno americano è un concetto profondamente radicato nella cultura degli Stati Uniti. Rappresenta l’idea che chiunque, indipendentemente dalla propria origine sociale, possa raggiungere il successo e migliorare la propria condizione di vita attraverso il duro lavoro, l’iniziativa e la determinazione. Si potrebbe riconoscere un senso di democraticità intrinseca, proprio nel paese che dichiara di esportare nel mondo la democrazia. Questo sogno si basa sui principi di libertà, uguaglianza di opportunità e mobilità sociale. La nozione del sogno americano ha preso piede perché incarna la speranza e l’aspirazione di milioni di persone, sia all’interno degli Stati Uniti che in tutto il mondo, di trovare un luogo dove le possibilità sono infinite. Storicamente, ha attratto immigrati da ogni angolo del pianeta, alla ricerca di una vita migliore per sé e per le proprie famiglie. Oggi, sebbene le sfide siano molte, il sogno americano continua a ispirare e a rappresentare una visione ottimistica del potenziale umano. La delusione è però dietro l’angolo: c’è veramente spazio per tutti? Il sogno americano non è più così sentito, nonostante permei l’America.

Un falso mito

“Il Grande Gatsby” di F. S. Fitzgerald è un’opera che smaschera il sogno americano. Ambientato negli anni ’20, il romanzo racconta la storia di Jay Gatsby, un uomo che si reinventa e accumula una grande ricchezza nel tentativo di riconquistare l’amore della sua vita, Daisy Buchanan. Nonostante il suo successo materiale, Gatsby rimane infelice e la sua ricerca della felicità si rivela tragica. Il romanzo mostra come il sogno americano possa essere illusorio, sottolineando che il raggiungimento della ricchezza non garantisce automaticamente la felicità o la realizzazione personale. Il vero sogno del protagonista, infatti, non è materiale, ma più astratto e sentimentale. Inoltre, mette in luce le profonde disuguaglianze sociali e l’ipocrisia della società dell’epoca. Fitzgerald critica la superficialità e la corruzione morale che possono accompagnare la ricerca del successo, offrendo una visione pessimistica e disincantata del sogno americano. Ad oggi ci si continua a raccontare la grande accessibilità americana, ma non è più così desiderabile come lo fu una volta.

L’incubo americano

Billie Joe Armstrong (e i Green Day in generale) aveva già criticato aspramente il sistema americano nell’album American Idiot. Con il nuovo album, i Green Day si rimettono su quella strada, specialmente col singolo “The american dream is killing me”. Con questa canzone vogliono sottolineare come il sogno americano spesso conduca a sofferenza e insoddisfazione. Coloro che ci credevano, ora sono ai margini della strada, abbandonati dalla società. Si tratta di un paese che ti convince a crederci, ma poi non crede in te. La canzone parla anche del fenomeno di gentrificazione e perdita del senso di comunità. In questo modo le persone sono sempre di più, ma sono sempre più sole. Tutti sono costretti a vivere in un certo modo, perché diversamente non è fattibile. Non è vietato farlo diversamente, ma la società lo impedisce. Si tratta quindi di un’accusa pesante al sistema americano, che porta le persone comuni a pagare le conseguenze delle promesse vuote di chi è in alto.

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