Andromeda, Cassiopea, Orione, Orsa Maggiore e Minore: cinque storie dello zodiaco ispirate alla mitologia

Tutte le notti il cielo si riempie di stelle che trattengono nei loro disegni storie immortali di passioni e tradimenti, illuminano le strade del mare e, cadendo, custodiscono gelosamente i desideri di chi si affida ad una promessa danzante esibita su un palcoscenico illuminato dalla luce scintillante della speranza.

Scopriamo cinque tra le storie più belle dello zodiaco ispirate alla mitologia greca.

ANDROMEDA

Posizionata a nord del firmamento ai confini dell’omonima galassia, la costellazione di Andromeda si presenta all’occhio umano sotto forma di lettera incipitale dell’alfabeto. La leggenda ad essa legata narra che a causa di un torto subito dalla madre Cassiopea ai danni delle ninfe Nereidi, la giovane vergine si ritrovò a vestire i panni di vittima sacrificale eletta dall’Oracolo di Ammone. Fu così che in poco tempo Andromeda si ritrovò nuda vinta da catene incastonate nella roccia a strapiombo sul mare lì posta per volere della sua stessa madre; mentre la giovane osservava l’orizzonte con volto cereo vinta dalla paura, il valoroso Perseo reduce dal trionfo sulla colubre Medusa, arrivò in suo soccorso alla guida del cavallo alato Pegaso ma, prima di liberare la vergine di cui si era già perdutamente innamorato, le chiese di raccontargli la sua triste storia. La confessione fu però interrotta dall’arrivo del mostro che avrebbe dovuto compiere il sacrificio sperato dalla madre Cassiopea ma, per sua sfortuna, il valoroso Perseo  sfoderò la sua harpe e lo affrontò, non prima di aver chiesto la mano di Andromeda ai suoi genitori. Fu quindi così che la bella e l’eroe convolarono a nozze nonostante lei fosse già promessa sposa dello zio Fineo che, furioso, fece irruzione durante la celebrazione alla guida di un contingente armato. Ancora una volta il prodigo Perseo intervenne con successo, mostrando la testa decapitata di Medusa dagli occhi marmorei che ancora conservava i suoi poteri. I due innamorati fuggirono prima a Serifo poi ad Argo dove Andromeda diede alle luce sette figli destinati a grandi imprese  e, alla sua morte, Atena decise di disegnare per lei una costellazione unita in una sempiterna danza al marito Perseo, la madre Cassiopea e il padre Cefeo.

CASSIOPEA

Attraversata dalla Via Lattea, la costellazione di Cassiopea tratteggia nel cielo la sagoma della bella regina di Etiopia rea di superbia. La sua vicenda infatti, va a completare quella della figlia Andromeda ritrovatasi prigioniera della roccia a causa della vanità della sua stessa madre, disposta a tutto pur di salvarsi. Secondo il mito la moglie di Cefeo un giorno,mentre pettinava la folta chioma ondulata, si lasciò sfuggire un esplicito commento alla sua stessa innegabile bellezza paragonandola a quella delle Nereidi, le celebri Ninfe del Mare. Una di queste però, Anfitrite, scocciata dalla superbia di Cassiopea si appellò all marito Poseidone chiedendogli di punire la regina. Fu così che il Padre delle acque inviò il mostro marino Ceto (per alcuni accompagnato da un’inondazione) a depredare i territori del re Cefeo il quale, come da costume, consultò l’oracolo di Ammone il cui responso prevedeva il sacrificio della bella Andromeda, figlia della superba regina e dell’impaurito re. La vicenda si concluderà con il mitico salvataggio di Perseo e la decisione di Poseidone di posizionare la donna nel cielo in compagnia del marito e la figlia.

ORIONE

Localizzata nei pressi dell’ equatore celeste, la costellazione di Orione è tra le più luminose dello Zodiaco e conta circa 130 stelle che, una volta unite, tratteggiano la celebre omonima Cintura incastonata in un luminoso rettangolo. Secondo la mitologia Orione era il gigante cacciatore, tra i più valorosi, figlio di Poseidone ed erede di Minosse che si innamorò di Merope suscitando l’ira del padre della fanciulla che, dopo averlo reso cieco, lo esiliò. A questo punto,  consultato un Oracolo, il GGG in chitón e pedilon volse verso oriente nella speranza di poter riacquistare il senso responsabile dell’innamoramento e approdò a Lemno patria di Efeso che, impietosito, intercesse tra il gigante e Cedalione che lo condusse sulla lontana isola di Eos dove viveva la dea dell’Aurora. Questa si innamorò di lui e,dopo avergli restituito la vista, il gigante e la splendente divinità convolarono a nozze. Quando però Artemide si invaghì di Orione iniziarono i guai. Dopo averla infatti respinta ripetutamente, la dea dell caccia decise di volgere il suo cuore altrove ma, quando venne a sapere della corte avanzata dal gigante alle sette Peadi, ribollì di vendetta e decise di ucciderlo con la velenosissima puntura di uno scorpione. Fu quindi così che Orione ed il suo assassino furono uniti dal mediamo destino trattenuto dai disegni del cielo, spettatore del lugubre canto del fedele cane Sirio posto dal magnanimo Zeus accanto al suo padrone in una danza immortale.

ORSA MAGGIORE

Costellazione dei cieli boreali, l’Orsa Maggiore (o Grande Carro) conta sette tra le stelle più luminose del cielo e si ipotizza che il riferimento all’animale inseguito dai tre cacciatori raffigurati dalle tre stelle della coda, appartenga ad uno dei miti più antichi dell’intera umanità avente per protagonista la donna ”più bella”, Callisto. Si tratta di una ninfa dell’Arcadia fedele ad Artemide che,per questo, custodiva gelosamente la sua verginità. Un giorno la giovane si ritrovò in un bosco lussureggiante e inviolato come lei, lì capitata per seguire prede e riposarsi dopo le lunghe fatiche; il fato ha voluto che in quel medesimo luogo edenico capitasse Zeus che, come di consuetudine, si accese di passione. Decise quindi di avvicinarla dopo aver assunto le sembianze di Diana e, una volta svelato l’inganno, ruppe per sempre il voto fatto all’amata dea  per poi sparire in un batter d’occhio. Dopo aver vagato tra lacrime e singhiozzi, Diana si presentò davanti a Callisto che covava un duplice segreto. Il ricordo di quella violenza era infatti destinato a non svanire dato che la giovane aspettava un figlio e ciò scatenò l’ira di Giunone. Questa discesa nel regno mortale affrontò fisicamente la povera Callisto che, per punizione, venne trasformata in un’orsa, la più bella che ci sia.

ORSA MINORE

Annoverata tra le 88 costellazioni moderne ma già presente tra le 48 elencate da Tolomeo, l’Orsa Minore deve la sua fama tra gli esperti alla sua posizione che ingloba il polo nord celeste, tra i profani per il duetto formato con la sua celebre sorella. La storia da essa legata è intrecciata con quella della povera Callisto, il cui inconsapevole figlio Arcade una volta cresciuto e divenuto cacciatore stava per macchiarsi di un grave peccato, il matricidio. Fu però fermato dal pietoso Zeus e dall’iraconda Artemide che incastonarono il ricordo dei due nel cielo sotto forma di costellazioni. La gelosa Era però, non contenta, si appellò a Teti, dea marina, che sfruttò le sue abilità condannando Callisto e Arcade ad un moto senza riposo sotto la linea dell’orizzonte, eleggendo così i due carri a costellazioni circumpolari, disegni danzanti vittime del loro medesimo destino.

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